Weekend di cultura (e turismo) a Pienza

Ci aspetta un weekend intenso.

La meta è Pienza, Val D’Orcia, per la sesta edizione dell’ “Emporio letterario di Pienza”, organizzato dalla Fondazione Caffeina Cultura per conto del Comune della cittadina toscana.

Decidiamo di percorrere la SS Cassia: da Viterbo il tragitto è breve. La strada statale con il suo traffico locale e le sue curve, a seguire l’andamento collinare, ci permette di godere il panorama.

Chilometro dopo chilometro, il paesaggio toscano di manifesta. Avrei dovuto immortalare i cipressi ma sono riuscita a fotografare soltanto ginestra, papaveri e un casale arroccato su un colle.

All’arrivo, troviamo i tavoli lungo il portico di Piazza Pio II, già predisposti (la forza dello staff Caffeina!). Le ore e i giorni successivi sono tutti interamente dedicati ai libri, alle presentazioni, alle tavole rotonde. Un via vai di libri per preparare la postazione per il firmacopie, tra una location e l’altra.

Per il resto, abbiamo trascorso lunghe ore nella libreria all’aperto dove abbiamo collocato in bella mostra i libri presentati nel corso di tre pomeriggi di primavera inoltrata, con tanto di temporale passeggero nel pomeriggio di domenica.

In realtà abbiamo portato anche altro, soprattutto per bambini e ragazzi dalla Libreria Caffeina, la nuova realtà della Fondazione Caffeina, abbinata al Teatro e al Bistrot.

Non ci si annoia in queste situazioni.

C’è sempre qualcuno che chiede informazioni, le attività intorno sono in continuo fermento e la Piazza è in realtà la location centrale delle presentazioni (insieme a Palazzo Piccolomini, Palazzo Borgia e Largo Mario Luzi).

 

Non solo, la piazza è anche il centro di Pienza e Pienza è una cittadina che coniuga perfettamente turismo e cultura.

Così, assistiamo tutto il giorno a vere e proprie processioni di turisti, di tutte le nazionalità.

Si mescolano stili (ombrelli e cappelli parasole, vestiti casual o più ricercati, in una babele di lingue con prevalenza dell’inglese).

E in realtà tra i clienti non mancano i turisti.

Capita di accontentare un cliente anglofono con tre copie di un’edizione particolare di Alice nel Paese delle meraviglie in italiano ma con illustrazioni e veste tipografica veramente speciali.

Capita anche che bambini in bicicletta si fermino per curiosare, chiedere informazioni e scegliere alla fine il titolo prescelto. A questo punto, la richiesta di mettere da parte il libro perché “torno tra mezz’ora con i soldi” si alterna alla comunicazione “torno con pomeriggio con mamma”.

Ed effettivamente tornano.

Per riuscire a vedere la cittadina con calma, l’unica soluzione è uscire dalla stanza che ci ospita all’alba: domenica mattina alle 5,15, senza fare rumore, usciamo e ci incamminiamo in una Pienza deserta.

Il momento migliore per osservare indisturbati le strutture architettoniche nei particolari, il paesaggio urbano (l’ “apetto” in uno slargo tanto angusto da non riuscire a capire come ci sia arrivato, le finestre e le porte arricchite da vasi di fiori di ogni tipo, la campagna pubblicitaria comunale dedicata all’Emporio letterario a conferma che l’amministrazione comunale punta sulla cultura), mentre gli addetti passano instancabili per le pulizie.

Perché Pienza è sempre pulita, a dispetto delle centinaia di persone che percorrono incessantemente le sue strade. Unica eccezione? I piccioni, che svolazzano liberamente con tutte le conseguenze del caso ma che sono anch’essi parte del paesaggio!

Domenica sera, alla fine della terza e ultima giornata di emporio, sistemiamo i libri nelle scatole, chiudiamo gli scatoloni, raccogliamo tutti i residui della nostra presenza.

In non più di un’ora siamo pronti a riprendere la strada per Viterbo, perché Caffeina è prima di tutto una squadra affiatata e tutto il team partecipa alla sistemazione.

Tutti pronti da domani a un’altra avventura (il Caffeina Festival è vicino!).

 

TESTO E FOTO: Rosa Rossi


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