Vestire ‘a fiori’

Ho dedicato buona parte del mese di settembre alla stampa vegetale.

Ho sistemato gli esperimenti eco print realizzati negli ultimi mesi.

Ho riordinato gli appunti, registrando successi e fallimenti, li ho selezionati o scartati in vista di un progetto che stiamo realizzando per NSN Magazine, ne ho realizzati altri, sempre ed esclusivamente con quello che ho a disposizione in giardino e nell’angolo dell’Abruzzo montano dive abito, a Navelli (AQ).

Ho organizzato e selezionato, con Elia, le fotografie per il progetto e sto definendo gli interventi delle persone coinvolte.

Abbiamo anche trascorso alcuni giorni a Santarcangelo di Romagna, nei pressi del laboratorio di Michela (alias Rosso di Robbia) per selezionare e fotografare tessuti e capi realizzati nel tempo come documentazione su esperimenti e tecniche. 

C’è ancora molto lavoro redazionale da fare, come sempre accade per un nuovo progetto.

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Il mio legame con l’eco print è iniziato da alcuni anni, grazie all’incontro con Michela, e in qualche modo ha rappresentato l’occasione per esprimere la passione di sempre, quella che ho avuto sin da bambina per le forme e i colori della natura, e, oggi, per sviluppare e affinare la preoccupazione per la situazione attuale della natura, sottoposta a sforzi inauditi dall’agricoltura intensiva e dai procedimenti che richiede, poco rispettosi dell’ambiente.

Ho sempre saputo, fin dal primo corso, che non sarebbe diventata la mia attività ma un’occasione preziosa per imparare, osservare, sperimentare, riflettere.

Nel tempo, questa passione ha radicalmente modificato il mio modo di vestire, tendenzialmente molto pratico e poco colorato. 

La lana che uso per i miei lavori è naturale o tinta a mano con colori vegetali.

I miei esperimenti ecoprint diventano, a volte, casacche o camicie con l’intervento di Agnese. 

E, quando andiamo da Michela, se adocchio un tessuto o un capo che mi colpisce, lo acquisto senz’altro. 

A inizio settembre, ho esagerato, tenendo conto della mia tendenza a usare colori ‘smorti’: sono tornata a casa con due abiti che ho trovato bellissimi, uno ‘a fiori’ e l’altro ‘a foglie’.

Uno, in modo particolare, è molto colorato. Sembra un prato fiorito. L’ho trovato irresistibile.

E così, mi sono lasciata fotografare (e non mi piace farmi fotografare!). La borsa è piuttosto una sporta o, se preferite, un cestino, direttamente da Nico Solimano!

Video abito fiori_6211

O, per meglio dire, ho lasciato che Elia fotografasse e riprendesse il vestito durante una passeggiata nella piana di Navelli alla ricerca di foglie (ho trovato e sperimentato quelle di noce americano, Juglans nigra) e di insetti a cui dare il nome (nella foto un bruco di Sitochroa palealis, Crambidae, su una pianta di finocchio).

 

TESTO: Rosa Rossi

 FOTO: Elia Palange


 

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