Vecchio maglione, nuovo cuscino

C’è una regola che rispetto da sempre: non butto mai un abito, una camicia, un maglione usati anche se consumati. Se ne può sempre ricavare qualcosa!

A maggior ragione se si tratta di maglioni di lana lavorati ai ferri. Per quanto datati sono sempre recuperabili in qualche modo. 

Se non fosse per la moda (ma anche su questo si potrebbe discutere!) sarebbero perfettamente indossabili. Ma, come ben sappiamo, la moda detta leggi volte a eliminare un abito o una maglione nel più breve tempo possibile. 

Non solo, alcuni maglioni sono preziosi perché sono ricolmi di ricordi. Come quelli che la nonna o la mamma hanno lavorato per le mie figlie.

Così ne ho un cassetto pieno: per alcuni sto aspettando di proporli alle nipotine (con poca speranza che incontrino i loro gusti, ma non si sa mai!). 

Quando proprio non potranno essere utilizzati nella loro funzione originaria troverò una soluzione anche per loro!

Per il momento, ho trovato quella per un maglione Anni Ottanta con un il davanti completamente ricamato a punto maglia, opera di mia nonna: un coniglio campeggia sul fondo verde tra i fiori e le erbe di un prato dove sta accovacciato. 

Da qualche tempo sta in cima alla lista di quelli da riutilizzare in qualche modo. 

Inizialmente l’ho scucito ai lati e lungo le maniche, pensando che poteva diventare un plaid con l’inserimento di parti lavorate ai ferri: ne sarebbe risultato un quadrato, forse un po’ irregolare (avrei poi pensato a come mascherare lo scollo!). 

Gli abbinamenti con le lane che avevo (panna e marrone, entrambi colori naturali) – pur richiamando quelli presenti nel ricamo – non mi convincevano: lo contrasto tra il verde della base e il resto mi sembrava troppo azzardato.

Così, in una seconda fase ho staccato anche le maniche. 

Una prova con una fodera riempita di lana e qualche spillino, mi ha convinto: il maglione sarebbe diventato un magnifico cuscino. Appoggiato sul letto, su una poltrona o – perché no? – sulla sedia che uso per scrivere al computer, a mo’ di schienale, avrebbe fatto un magnifico effetto. 

Così il coniglio è tornato a prendere aria sul suo prato istoriato. 

E mi accompagna durante la giornata, tra scrittura, lettura e lavori a maglia.

Insieme al ricordo della nonna che mi ha insegnato a lavorare ai ferri e all’uncinetto, a eseguire il punto maglia e il punto a croce (ma anche a raccogliere la cicoria e la misticanza (ossia le erbe di campo buone da mangiare in insalata).

PAROLA D’ORDINE: non buttare, se puoi recuperare!

TESTO E FOTO: Rosa Rossi


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