Vecchi quaderni, quaderni nuovi, libri ‘quaderno’

Qualche tempo fa Beatrice Valiserra Pazzaglia ha presentato nella galleria della Libreria Caffeina il suo Fra orditi e trame. Le storie e gli intrecci dei Pazzaglia la ricostruzione di una storia italiana tra casati nobiliari, palazzi e tesori riemersi da una cantina (Gangemi editore, 2018).

Mentre organizzavamo la presentazione, Beatrice mi raccontava come è nato il libro e le storie familiari che si dipanano tra vari paesi della Tuscia, partendo da una casa di Valentano, con un magnifico affaccio sulla campagna che di sfumatura in sfumatura degrada fino al Mar Tirreno.

Da inguaribile collezionista, con la passione per oggetti specifici (se i libri sono antichi hanno un profumo e un fascino particolare; i quaderni di un tempo sono piccoli gioielli, ecc., le salsiere di porcellana sono irresistibili anche se difficilmente riutilizzabili!), la ascolto incantata mentre mi racconta dell’incredibile collezione di lingerie antica e degli innumerevoli altri oggetti perfettamente conservati in bell’ordine nella casa di famiglia che ha, recentemente, ristrutturato come Guest House dal nome suggestivo: La mela rosa.

In poche parole, appena possibile sono andata a trovarla per un’anteprima sui merletti antichi che tornerò a immortalare in primavera, con la scenografia giusta, nel loro ambiente e con tutta l’attenzione che merita i lavori di ago e uncinetto che scorrono sotto i miei occhi. Oggi, colgo solo qualche scatto, come promemoria.

Ma di fronte a una serie di quaderni ancora come nuovi degli anni Quaranta del secolo scorso, non possiamo resistere. Elia ha portato la macchina fotografica e immortala la prima e la quarta di copertina di una serie di piccoli quaderni dedicati ai bambini delle elementari.

I disegni della copertina sono accompagnati, in quarta di copertina, da un breve racconto, una favola, una fiaba, una filastrocca.

I quaderni si lasciano immortalare uno dopo l’altro nella stanza dove entra una bellissima luce pomeridiana.

I disegni sono un po’ ingenui, la veste formale dei racconti sicuramente datata ma il fascino assicurato.

 

A casa, mi diverto a immortalare due quaderni nuovi Paperchase , acquistati da poco, in carta riciclata, molto essenziali, accanto a un quaderno di appunti degli anni Quaranta, il tipico quaderno dalla copertina nera e i margini rossi che ho usato anche io alle elementari.

E, per finire, allineo sul tavolo i miei ‘quaderni’ Kellermann: nuovi di zecca ma scritti con una bella grafia corsiva, disegni che accompagno le ricette, colori diverse per le copertine e disegni illustrativi delle ricette o della narrazione.

Sono veri libri ‘vestiti’ da quaderni vintage che creano una vera dipendenza: chi ne compra uno, prima o poi, verrà ad acquistare il secondo, il terzo, e così via! Che ne dite: volete passare in Libreria Caffeina per curiosare tra i titoli?

Post- Scriptum: dalle indicazioni riportate sul retro di copertina si risale al luogo di produzione dei quaderni, ossia la Cartiera  di Ceprano che dal 1937 si chiama: “Cartiere di Ceprano e Atina-Visocchi, Arata SpA” ma ha una lunga storia prima come mulino e, dal 1847 al 1978  quando viene chiusa in modo definitivo, come cartiera. Oggi è un ‘sito archeologico industriale’, privato e abbandonato e, dunque, impossibile da visitare. Una storia italiana come tante altre. La storia di un paese che non è in grado di valorizzare il proprio patrimonio.

TESTO: Rosa Rossi Foto: Elia Palange, Rosa Rossi      


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