Una collana? 100% sostenibile!

Quando pensiamo a un regalo, prima di decidere su cosa orientarsi è il caso di interrogarsi sulla sostenibilità di quello che si acquista.

Vale per ogni settore della produzione, non ultimo quello della gioielleria. 

I materiali preziosi – metalli e pietre – prevedono un processo di estrazione e di lavorazione che incide pesantemente sull’ambiente e sui lavoratori. 

Nella situazione attuale, è giunto il momento di ripensare anche ciò che un tempo si dava per scontato.

Il regalo di un gioiello entra sicuramente nel novero delle abitudini da ripensare.

Il possesso di alcuni gioielli, pochissimi nella maggior parte dei casi e legati a occasioni speciali (il matrimonio, ad esempio), è una cosa piuttosto comune ed è difficile rinunciare a indossare l’anello o la collana che rappresenta un momento unico nella vita. E in realtà, non sarebbe significativo, in termini di sostenibilità. Perché usare quello che si ha e che, magari, si è ricevuto anni e anni fa non cambia la situazione. 

Ci sono invece tante occasioni in cui si ha piacere di fare un regalo a una persona cara e in cui, per tradizione, un gioiello è ritenuto il regalo giusto. 

In questo caso il problema di fare un regalo sostenibile si pone. Con la nuova consapevolezza di dovere ripensare consumi e pratiche,  la questione si può risolvere optando per l’acquisto di oggetti realizzati in materiali sostenibili. 

Se siamo abili artigiani possiamo introdurre come abitudine quella di realizzare in prima persona i regali. Si tratterrà di oggetti in materiali naturali, locali e facilmente reperibili. L’ideazione sarà frutto della nostra fantasia oppure trarremo spunto da un tutorial, ma in ogni caso il prodotto finale sarà assolutamente originale, come la collana delle foto.

La collana è stata realizzata alcuni anni fa con lana merinos italiana proveniente dagli allevamenti che pascolano nel Parco Nazionale de Gran Sasso e dei monti della Laga (AQUILANA LANA ITALIANA). 

La lana è stata poi tinta con colori vegetali durante un corso con Michela Pasini.

La lavorazione è dovuta alla bravura con l’uncinetto dell’amica Marialisa con cui ho condiviso alcuni anni di progetti ‘scriteriati’ (un’associazione, uno spazio espositivo, tanti progetti, due mostre!). 

Non sono abbastanza brava all’uncinetto per spiegare come l’ha realizzata.

E non c’è stato modo di preparare il modello. 

Marialisa è volata via prima di poterlo fare, lasciandomi questa collana che solo ora, a distanza di anni riesco a indossare. 

I colori – reseda, radici di robbia, foglie fresche di noce – si abbinano perfettamente ai miei  maglioni e agli abiti che, ormai, sono esclusivamente in materiali naturali, come quello che si intravede nella foto in lana di colore marrone all’origine, proveniente da un gregge marchigiano!

 

TESTO E FOTO: Rosa Rossi


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