Un poncho ‘campionario’ per tante sfumature di verde

La storia di questo poncho campionario è iniziata circa un mese e mezzo fa, nella stagione della raccolta dello zafferano. 

Quando è iniziata la raccolta, nella seconda metà di novembre, si è risvegliato il desiderio  di sperimentare la tintura della lana con gli scarti della ‘sfioratura’ (ossia, del processo manuale di separazione dei tre fili di zafferano dal resto del fiore: stami gialli e petali). 

Idealmente, la sperimentazione è iniziata alcuni anni fa, grazie a Michela che mi aveva presentato alcune matasse di lana in un bellissimo verde brillante. Inizialmente, mi aveva solo detto che si trattava di verde ottenuto da ‘scarti vegetali’: aveva dubbi sulla resistenza e la stabilità del colore al tempo e ai lavaggi.

Allora, volli rischiare, concordando l’acquisto di alcuni etti di lana per realizzare un twin set.

A distanza di anni, confrontando il colore dell’originale con le foto scattate a suo tempo e, soprattutto, l’esterno e l’interno delle due maglie, mi rendo conto che i timori di Michela erano, seppure parzialmente, fondati. Chissà, l’anno prossimo potrei rituffarlo in un nuovo bagno di colore!

Il vantaggio di abitare a Navelli, il paese che è il centro della produzione dello Zafferano DOP dell’Aquila è indubbio, per le sperimentazioni. Gli amici produttori mettono volentieri a disposizione gli scarti della lavorazione. Il crocus sativus è un fiore molto delicato. Una volta raccolto, alle prime luci dl sole, gli stimmi vengono portati a casa, separati del fiore e seccati in giornata. È questa la condizione per avere un ottimo prodotto!

La stessa cosa si può dire per gli scarti: se non vengono utilizzati, in qualche ora si rovinano irrimediabilmente, perdendo la loro freschezza e diventando un mucchietto dal colore incerto.

Per questo, non è difficile procurarsene un quantitativo sufficiente per un bagno colore adeguato a un buon quantitativo di lana (1 kg di scarti per 1 kg, circa).

Così ho messo insieme alcune matasse di lana appenninica, alcuni avanzi di altre lane di cui non ricordo più l’origine per avviare la sperimentazione. 

Mentre cercavo gli avanzi, da un cesto sono spuntati i campioni che ho realizzato per un articolo dedicato al progetto di recupero della lana appenninica dell’amica Maria per l’uscita invernale 2018 uscita di No Serial Number Magazine, prendendo spunto da un libro di Gladys Thompson dedicato a patterns tradizionali delle isole britanniche Patterns for Guernseys Jerseys & Arans. Fishermen’s Sweaters from the British Isles .

Non solo, ho ritrovato una striscia e un certo numero di quadrati lavorati a maglia rasata. Per quanto mi sia sforzata non sono riuscita a ricordare a cosa fossero destinati. Ma anche questi erano lavorati in lana appenninica. 

Detto fatto, li ho aggiunti al bagno colore di scarti di zafferano, in due fasi, con la collaborazione di Michela che ama venire a trovarci in questo angolo di Abruzzo montano, soprattutto al tempo dello zafferano!

Una volta finito il processo di tintura, ho lavato accuratamente sia le matasse sia i pezzi già lavorati. Ho fatto asciugare le une e gli altri all’ombra e accantonato le matasse in vista di un progetto futuro.

Poi ho cominciato a costruire un puzzle di tutti i pezzi a disposizione per capire cosa farne e come abbinarli, a dispetto della mancanza di uniformità nella distribuzione del colore e nella resa del bagno colore

Il risultato è un poncho campionario risultato del lavori di cucito, nascosto da un punto in diagonale realizzato con una matassina di lana diversa e di un verde diverso e rifinito lungo tutto il perimetro da un punto gambero all’uncinetto realizzato con la stessa matassina. Per il lavoro di cucito, l’aiuto dell’amica Agnese, è sempre prezioso: ha le mani più esperte e più giovani delle mie!

Una sorta di campionario di sfumature di verde: diseguali e mutevoli.

Oltre ad avere ottenuto sfumature diverse ho avuto modo di scoprire che il verde non ama farsi fotografare: ogni più piccola variazione di luce, tra interni ed esterni, dà un esito diverso in foto, oscillante dal quasi giallo al verde scuro.

L’unico modo di vedere il risultato vero è quello di venirci a trovare, magari al tempo dello zafferano, il prossimo anno. Potrete vivere l’esperienza di vedere dal vivo la raccolta e la sfioratura concordando la visita con la Cooperativa Altopiano di Navelli e con il presidente del Consorzio per la tutela dello zafferano dell’Aquila DOP, Massimiliano D’Innocenzo.

Le due case vacanze di Al borgo antico – Navelli, La tana dei conigli e il fienile, a due passi dal borgo medievale, sono disponibili per un soggiorno immerso nel silenzio e nella natura. Basta un messaggio (oppure cercatele su Booking.com).

 

TESTO: Rosa Rossi

FOTO: Elia Plange – Rosa Rossi

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