Un itinerario panoramico per strade secondarie

Volete uno sguardo panoramico sulla Baronia di Carapelle (Castelvecchio Calvisio, Carapelle Calvisio, Calascio, Rocca Calascio e Santo Stefano di Sessanio, un feudo inizialmente della famiglia Pagliara e poi di numerose altre famiglie attraverso i secoli, tra le quali i Piccolomini, i Medici e, ultimi, i Borboni) da una prospettiva insolita?

Vi proponiamo un itinerario da percorrere in macchina per vie secondarie e, parzialmente, a piedi. Partendo da Al borgo antico – Navelli (nei pressi di Piazzale San Sebastiano) dovete scendere nella parte bassa del paese dove imboccare Via del Commercio sulla sinistra che vi porta ad immettervi sulla SS 153 in direzione di Bussi. 

Lungo questa strada, al km 16,900, trovate sulla sinistra un’indicazione per Carapelle Calvisio e Castelvecchio Calvisio. La strada, senza nome (cfr. nota), si insinua tra una vegetazione rigogliosa – alberi e cespugli di ogni tipo – e deve essere percorsa molto lentamente.

A ogni curva, infatti, vi trovate di fronte e ai lati un paesaggio diverso. In parecchi punti c’è la possibilità di accostarsi per osservare uno scorcio particolare, fino a quando, guardando in alto, individuate la sagoma di Rocca Calascio che vi accompagnerà, apparendo e sparendo, per tutto l’itinerario. 

Arrivati al bivio per Carapelle Calvisio, vi consigliamo di imboccarlo e di percorrerlo per scoprire un paesaggio segnato qua e là da antiche costruzioni abbandonate: un rudere, un casale, una costruzione piuttosto elevata.

Si tratta di costruzioni isolate – una cosa piuttosto insolita in un territorio montano dove, da sempre, la tendenza è stata quella di costruire in alto, sui colli, difendendosi con le mura. Con l’eccezione delle Chiese, che si trovano, disseminate in tutto il territorio, anche in luoghi piuttosto isolati.  

A una svolta, inaspettatamente, vi appare in alto Carapelle: la sagoma si affaccia all’improvviso tra gli alberi, dando l’impressione esatta di un borgo arroccato in mezzo alla natura.

I boschi si estendono in ogni direzione, mentre verso l’alto sono sostituiti dalla vegetazione bassa tipica delle zone superiori ai mille metri di altitudine. Se lo preferite, lasciate la macchina e camminate, percorrendo tutto il tratto da bivio a Carapelle a piedi (ricordate sempre di portare una provvista di acqua con voi!).

Il tratto che vi porta ad affacciarvi, in quota, su Carapelle, è di circa 4 km e può essere percorso facilmente, andata e ritorno, cogliendo prospettive di ogni tipo sul paesaggio e sulla vegetazione. 

 Una volta percorso questo tratto, vi consigliamo di riprendere la macchina e di proseguire in direzione di Castelvecchio Calvisio: mentre la sagoma di Rocca Calascio si fa più nitida a ogni tornante, vi troverete ad ammirare il magnifico spettacolo sulla Majella. Nei punti panoramici (sono previsti alcuni slarghi lungo la strada) potete fermarvi per ammirarlo con calma.

 La strada senza nome si congiunge, nei pressi di Castelvecchio Calvisio, con la strada provinciale (SP 8) che mette in comunicazione San Pio delle Camere (SS17) con i paesi della Baronia e, proseguendo, con Campo Imperatore. Giunti a questo punto potete decidere di fare una sosta a Castelvecchio Calvisio oppure scendere direttamente a valle, raggiungendo San Pio. 

In ogni caso vi consigliamo di fare una breve sosta: a poche centinaia di metri dall’imbocco di questa via di comunicazione trovate l’indicazione per San Cipriano, una piccola chiesa nascosta alla vista ma vicinissima alla strada, di cui si può ammirare la struttura e la bellissima facciata.

La Chiesa risale all’VIII secolo ed è un esempio di una tipica costruzione romanica, costruita, come spesso accadeva, sui resti di un precedente edificio dedicato al culto pagano. Lo spiazzo davanti alla chiesa è incorniciato da piante coltivate che denunciano la presenza e la cura dell’uomo che, seppure raramente, ancora usa la piccola chiesa come luogo di culto. 

NOTA: incontrando una signora di Castelvecchio (in un dei punti di incontro fondamentali per la piana, ossia da Antonella, la parrucchiera di Civitaretenga!) ho poi scoperto,  che gli abitanti di Castelvecchio Calvisio la chiamano Vie delle Vigne.

TESTO E FOTO: Rosa Rossi

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