‘Tessere sogni’ a Como, Miniartextil 2016

Ogni anno a Como viene allestita una rassegna di fiber art contemporanea, dal nome Miniartextil , un concorso dedicato al mondo del minitessile, un appuntamento fisso sul Lago di Como che si ripete ormai da ben ventisei anni.

Nata nel 1991 grazie all’idea di Nazarena Bortolaso e Mimmo Totaro, artisti comaschi del tessile, Miniartextil https://www.facebook.com/miniartextil.como/  ha ospitato negli anni grandi nomi dell’olimpo dell’arte contemporanea come il sudafricano William Kentridge, il londinese Yinka Shonibare MBE http://www.yinkashonibarembe.com/home/  e il russo Alexander Savvich Brodsky. Anche quest’anno, con le originali e strabilianti interpretazioni artistiche che sono state esposte nella ex chiesa di San Francesco – Spazio Ratti, dal 1 Ottobre al 20 Novembre, la mostra ha come sempre celebrato la città di Como e la sua millenaria tradizione tessile e serica.

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Cinquantaquattro artisti si sono cimentati nella creazione di piccole opere d’arte, in gergo chiamate maquette, delle vere e proprie miniature realizzate in base alla loro fantasia ma con una regola da cui non si transige: l’utilizzo dei tessuti. Seta, cotone, lana, non importa, basta che i tessuti la facciano da padrone. E come poteva una mostra-concorso come questa non nascere nella città della seta?

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La ex chiesa di San Francesco, con i suoi chiaroscuri frutto di un interessante gioco di luci, ha ospitato le cinquantaquattro maquette in concorso e la maggior parte delle installazioni fuori gara di grandi dimensioni ad opera di artisti di fama mondiale. Una sola, enorme installazione è stata invece accolta da Villa Bernasconi a Cernobbio.

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Ogni anno questa esposizione di arte contemporanea viene dedicata a un tema in particolare. Dopo Agorà, EROS, GEA e INVITO A TAVOLA, alcuni dei temi delle più recenti edizioni, quest’anno gli organizzatori della mostra (l’associazione comasca Arte&Arte) hanno voluto puntare i riflettori sulla stessa textile art optando per un tema molto importante e caro a tutti gli artisti del settore: TESSERE SOGNI.

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Attraverso l’intreccio di filati di vario tipo e natura, si ritorna all’idea stessa del tessere, al ricordo degli antichi telai, alle origini dell’arte tessile. Si tratta di un tema importante che ha indotto i partecipanti a rappresentare uno o più sogni attraverso un ordito e una trama creando delle maglie e intrecciando filati di varia natura, da quelli classici come seta, cotone, lana e lino, fino a materiali più originali come capelli, fili di metallo, alluminio, fili di vetro, carta, vecchie pellicole fotografiche, fibre del bambù o della pianta kudzv (una pianta selvatica rampicante della famiglia delle Fabacee originaria dell’Asia orientale) e, addirittura, lo scotch.

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Sì, lo scotch perché a Miniartextil, durante una grigia giornata autunnale, all’ombra di una ex chiesa sconsacrata può capitarti perfino di strisciare in un enorme tunnel sospeso, creato da un collettivo di artisti internazionali, interamente fatto da lunghe strisce di scotch, e puoi ritrovarti a fantasticare e tessere anche tu i tuoi sogni più intimi.

TESTO E FOTO: Eletta Revelli


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