Tempo di mandorli in fiore

In questi ultimi giorni di febbraio, in molte regioni comincia il tempo dei mandorli in fiore. E’ quasi un anticipo di primavera, troppo spesso penalizzato dall’incertezza delle stagioni. Ci sono luoghi, nella penisola, dove la coltivazione dei mandorli e la raccolta delle mandorle sono state quasi abbandonata o ridotte esclusivamente al consumo familiare e dove, troppo spesso, i mandorli vengono sradicati per non intralciare il lavoro dei trattori. Al punto da trasformare radicalmente anche il paesaggio.  Proprio per questo ci è sembrato importante accogliere la testimonianza della Fattoria della Mandorlo, che dalla Murgia è divenuta un esempio prezioso di un’azienda agricola biologica a filiera sostenibile e circolare in grado di dimostrare che anche la coltivazione di un seme antico, caratteristico delle nostre regioni, possa essere vantaggiosa.

Tutto ruota intorno a un seme commestibile: dal 1989 l’intera esistenza della famiglia Latrofa si concentra attorno ad un essere vivente poco più grande di un’unghia ma più potente di una quercia perché, come disse Rudolf Steiner, Un seme contiene in sé più forza e potenza di quanta ne realizzerà la pianta.

Siamo in Puglia, nel Parco nazionale dell’Alta Murgia, un’area rurale dove si trova Toritto, un comune italiano famoso da sempre per la produzione di mandorle. In questa località si è sviluppato un progetto sostenibile  di filiera corta, La Fattoria della mandorla, che lavora la mandorla di Toritto cultivar antica Filippo Cea.

Tutto un universo dedicato alla mandorla, un piccolo seme oleaginoso ricco di nutrienti, sali minerali, vitamine e acidi grassi, che rappresenta un ottimo energizzante, ricostituente e riequilibrante per il sistema nervoso.

La mandorla è dunque un piccolo scrigno al cui interno si trova un grande tesoro e lo sappiamo da secoli: già nel Capitulare de Villis di Carlo Magno (fine dell’VIII secolo), ordinanza atta a disciplinare le aziende agricole di quei tempi, le proprietà riequilibranti e i tanti nutrienti presenti non erano certo una novità.

Non solo. La benedettina e naturalista tedesca Ildegarda di Bingen, una celebre donna del passato che nella vita fu religiosa, studiosa, artista, profetessa, tanto altro, e anche guaritrice, nel suo “Libro delle creature” scrisse che “Chi ha cervello vuoto, un brutto colorito in viso e per questa ha male alla testa: la mandorla riempie il cervello e conferisce un bel colorito” .

Oggi ormai è conoscenza diffusa che la mandorla è un alimento alternativo, sano, privo di sostanze allergeniche e tossiche. Si potrebbe quasi modificare il celebre proverbio dicendo “cinque o sei mandorle al giorno tolgono il medico di torno” …

Questo è uno dei motivi che ha spinto la famiglia Latrofa a riqualificare il territorio in cui vivevano, anche incoraggiando i giovani mandorlicoltori a piantumare nuovi mandorleti e a non abbandonare i vecchi, e a creare questa azienda familiare che ha investito molto nell’innovazione sviluppando prodotti naturalmente privi di glutine, soia, caseina e lattosio. I due pilastri della produzione di questa azienda sono l’olio di mandorla, ottenuto da spremitura a freddo, biologico e 100% puro e Mandolat, un preparato per latte di mandorla solubile. Da questi prodotti, grazie all’innovazione e alla ricerca, sono nate alcune linee di alimenti vegetali, altamente digeribili e quindi valida alternativa ai vari tipi di formaggi.

 

In quasi trenta anni di attività la Fattoria della mandorla ha affermato la sua filosofia di mantenimento, ripresa e coltivazione dei mandorli e sviluppato un’importante varietà di prodotti derivati dalle mandorle, che espone nelle più importanti fiere del settore.

TESTO: Eletta Revelli

FOTO: Eletta Revelli – Elia Palange


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