Teladoiolatela! Molto più di un progetto di tessitura

Sono passati due anni da quando l’amica Eugenia Pinna, textile designer, mi ha coinvolto in un laboratorio di tessitura a mano per persone con Disturbi dello Spettro Autistico. I motivi che la spingevano erano di diversa natura: primo fra tutti il desiderio di esortarmi a rispolverare le mie competenze di tessitura, messe in pausa per dedicarmi ad altri studi e altre attività; poi la mia predilezione per la tessitura su telaio orizzontale e la sua per quello verticale, che ci avrebbe permesso di essere complementari; infine la mia vicinanza alla sede dell’Associazione che l’aveva contattata.

Certo, si trattava di tessitura ma l’utenza era abbastanza singolare, come le sue esigenze. L’Associazione – Peter Pan Onlus – mi era nota, pur indirettamente, sia perché la disabilità è stata spesso tema della mia attività professionale sia perché in anni precedenti le avevo donato il mio 5×1000.

Il primo contatto con l’associazione si è svolto nella loro attuale sede, nella periferia sud di Sestu, cittadina dell’area metropolitana a circa 13 chilometri da Cagliari: un piccolo complesso nato per ospitare anziani autosufficienti che, per varie vicissitudini, non è mai stato utilizzato per quello scopo.

La parte in uso all’associazione si sviluppa intorno a una grande corte.

Proprio nella corte, all’aria aperta, si è svolto il nostro primo colloquio con Rossella Barbarossa, coordinatrice del Centro e psicologa-psicoterapeuta: un incontro informale con la persona che ha fortemente voluto l’istituzione del laboratorio di tessitura, con il supporto dai genitori dei ragazzi, soci dell’Associazione.

Non si trattava di mettere su un laboratorio ex novo, ma di fare una proposta didattica che si rivolgesse a persone già in possesso di competenze elementari di tessitura in un’ottica professionalizzante, finalizzata a una piccola produzione di qualità.

Esisteva già un laboratorio, portato avanti dagli educatori con una formazione specifica ma non di formazione in campo tessile.

Accanto a tanti altri laboratori, nel 2010, era stato attivato un laboratorio di tessitura sulla scia dell’entusiasmo nato dopo diverse visite alla Cascina Rossago, la prima comunità agricola italiana dedicata a persone adulte con autismo e ritardo mentale. La donazione di un telaio a pettine liccio da parte dell’insegnante di tessitura di Cascina Rossago è stata l’occasione per l’inizio delle attività.

Nel maggio del 2015, dopo cinque anni e dopo aver presentato un progetto didattico, io e Eugenia iniziamo il nuovo laboratorio, Teladoiolatela, un gioco di parole che rendesse chiaro che, pur continuando ad usare l’armatura tela, ci sarebbero stati molti cambiamenti all’orizzonte. Era un modo per lanciare una sfida a tutti: ai nostri allievi, ignari che pian pianino avremmo iniziato a indebolire le loro abitudini e smontare le loro certezze, ma anche a noi stessi che avremmo fatto altrettanto con le nostre.

In laboratorio siamo stabilmente in otto: sei allievi, di età compresa tra i 23 e i 40 anni, io e Barbara Cardia, che da un anno ha sostituito Eugenia.

Abbiamo iniziato con un periodo di affiancamento, perché era necessario conoscerci a vicenda. Le nostre “intromissioni” non erano accolte sempre con entusiasmo: interrompere il ritmo di tessitura e la sequenza di operazioni, correggere gli inevitabili errori, poteva dare luogo a reazioni di disappunto, lecite, a volte “colorite” (anche verbali!) ed eterogenee, come sono le modalità di comunicazione e le abilità manuali dei nostri allievi.

Dopo due anni di lavoro i miglioramenti iniziano a vedersi: sempre meno frequentemente sentiamo il grido «Ci stiamo penelopizzando!» che si levava ogni qual volta chiedevamo di disfare ciò che era stato eseguito non correttamente.

La correzione e l’accettazione dell’errore sono fondamentali in un laboratorio con una doppia anima, come Teladoiolatela, che da un lato rientra nel programma di attività abilitative svolte nel Centro, ma dall’altro è produttivo perché i tessuti realizzati a mano sono destinati alla vendita che contribuisce all’autofinanziamento dell’associazione.

I frutti dal laboratorio sono manufatti finiti, come sciarpe, oppure tessuti destinati al confezionamento con tecniche sartoriali dall’Asso-Lab, il cosiddetto “laboratorio mamme”, dove le stoffe sono trasformate in accessori per l’abbigliamento.

Attualmente, siamo ancora in una fase di assestamento della produzione e non abbiamo un vero e proprio catalogo, ma lo scopo per cui l’associazione ha deciso di investire in attrezzature e materiali è proprio questo. I filati con i quali lavoriamo oltre che di qualità devono poter essere riassortiti, all’interno di una cartella colori definita e stabile: lavoriamo con cotone, lino, lana merinos e a breve inizieremo a usare l’alpaca.

La tessitura si esegue su un telaio a 4 licci a leve e su due telai a pettine liccio. Uno di questi è d’uso esclusivo di una persona, la nostra “sciarpista” ufficiale, l’unica in grado di occuparsi quasi autonomamente di tutto il processo di produzione delle sciarpe, dall’orditura alle finiture. Gli altri tessitori, che hanno bisogno ancora di essere assistiti con più assiduità, condividono il telaio e partecipano a un lavoro collettivo. Si tratta in prevalenza di rigati, con effetto ordito o con effetto trama, spesso contraddistinti da un forte contrasto cromatico, scelta progettuale che ha molto a che fare con alcune difficoltà dovute alla disabilità, che cerchiamo di alleviare ma si nascondono sempre dietro l’angolo.

L’Associazione Peter Pan Onlus

L’Associazione Peter Pan Onlus è stata costituita, nel maggio del 2000, da un gruppo di famiglie con bambini con diagnosi afferente ai Disturbi dello Spettro Autistico e/o con altre patologie neurologiche invalidanti. Difficoltà diverse e un problema in comune: la difficoltà di ottenere adeguate coperture terapeutiche dal Servizio Sanitario Nazionale.

Nei primi otto anni l’attività prevalente ha riguardato l’organizzazione di corsi e convegni con specialisti di levatura internazionale, al fine di informare e formare sulle metodologie di intervento validate scientificamente, allora ancora poco conosciute in Italia.

Dal 2009 si è aggiunto un obiettivo più grande per rispondere alle esigenze di quei bambini, ormai diventati adulti, in un territorio dalle scarse risorse. Nasce così La Casa di Peter Pan, un Centro specializzato nel trattamento dei Disturbi dello Spettro Autistico, aperto mattina e sera dal lunedì al venerdì e che ospita 24 giovani adulti. Le attività offerte sono molteplici: arte, ceramica, tessitura, carta riciclata e confezionamento bomboniere, orto e giardinaggio, autonomie quotidiane, attività domestiche, attività motorie e cucina. Sono tutte progettate dall’equipe psico-educativa, composta da 9 professionisti con formazione specifica sui Disturbi dello Spettro Autistico, in collaborazione con i maestri d’arte e condivise con le famiglie.

Ogni azione dell’Associazione è finanziata dalle famiglie che la compongono e da donazioni private; queste ultime sono soggette all’annuale verifica sulla correttezza gestionale, trasparenza e verificabilità di utilizzo, previste dalla Carta della Donazione dell’Istituto Italiano della Donazione, a cui l’Associazione aderisce.

L’obiettivo futuro dell’Associazione è la progressiva evoluzione in un servizio residenziale per persone con Disturbi dello Spettro Autistico, che garantisca il miglioramento della qualità della vita adulta in un contesto costruito sulle loro esigenze, che non esiste in Sardegna come in molte altre regioni italiane.

TESTO: Roberta Milia – Rossella Barbarossa

FOTO: Roberta Milia


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2 pensieri riguardo “Teladoiolatela! Molto più di un progetto di tessitura

  1. Grazie Lidia! Puoi provare intanto a contattare la persona che ha scritto l’articolo tramite il suo profilo Facebook. Sicuramente saprà darti informazioni più precise anche in base a dove abiti.

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