Sulle tracce di Pomona …

Una visita a I giardini di Pomona, Cisternino (Brindisi)

Una volta individuata quella giusta, tra le tante stradine di campagna nel territorio di Cisternino, arrivare ne ‘I giardini di Pomona’, un conservatorio botanico dedicato alle varietà tradizionali di alberi da frutto a rischio di estinzione, è semplice. Il cartello all’entrata è di dimensioni ridotte, inversamente proporzionale all’importanza di quello che i giardini racchiudono, nel nome della dea romana dei frutti: oltre un migliaio di varietà diverse di frutti, recuperati e salvati dalla perdita e dall’obblio.

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La nostra visita è parte integrante del programma di ricerca e valorizzazione delle realtà sostenibili che No Serial Number si è proposto, in tutti i campi. Tra queste realtà occupano un posto fondamentale quelle che dedicano il proprio impegno a contrastare l’omologazione delle piante in genere e delle piante da frutto, in particolare.

Il fenomeno dell’omologazione è relativamente recente – circa un secolo – ma la sua affermazione è stata perseguita in modo tanto efficace dalle logiche del mercato e della grande distribuzione che ha provocato la perdita definitiva di numerosissime varietà e la convinzione nei consumatori che le mele siano (e debbano essere) solo quelle che trovano nelle cassette del supermercato, tutte allineate, tutte uguali e, spesso, tutte insipide allo stesso modo. Lo stesso si può dire per le pere, le albicocche, le susine e così via, per non parlare di altri frutti quasi dimenticati che neppure arrivano sui banchi della grande distribuzione: giuggiole (o gensole), azzeruole, sorbe, tanti agrumi differenti, e così via.

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Con la disponibilità del fondatore di Pomona, associazione nazionale per la valorizzazione dell’agrobiodiversità, Paolo Belloni, milanese trapiantato in questa terra pugliese, ci inoltriamo alla scoperta dell’azienda agricola, con la possibilità di osservare da vicino piante note (le nespole), meno note (le giuggiole che riemergono dai ricordi di infanzia nella campagna dei nonni) o mai viste in precedenza, se non in foto (come la varietà di agrume citrus digitata).

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Con la sua guida esperta e la passione – inalterata anche a seguito del recente incendio che ha distrutto una parte della collezione, Paolo Belloni ci introduce alla scoperta della vastissima collezione di fichi, lasciandoci liberi di vagabondare, assaggiare e fotografare, non senza averci mostrato lo spazio che chiama la sua aula didattica: un fitto intrigo di piante che formano un’aula speciale, ad anfiteatro, dove spiega in presa diretta, ai bambini e ai ragazzi in visita al conservatorio, la biodiversità.

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Ci lasciamo trascinare dall’emozione di passare tra decine e decini di albero di fico, tutti diversi, assaporando qua e là un fico staccato direttamente dall’albero, ognuno diverso dall’altro per fase di maturazione e per sapore. La biodiversità è immediatamente percepibile attorno a noi, possiamo osservarla e ‘assaporarla’. Sulla via del ritorno, già immaginiamo una prossima visita, magari in una stagione diversa, perché un paesaggio come questo, a ben guardare, non è mai uguale, lo si può osservare senza mai stancarsi della sua bio – diversità!

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