Storie artigiane: OFFICINAttivarTe di Marisa Tacchi

Un giorno mi sono vista recapitare un delizioso libretto, intitolato Alchimie botaniche. Come spesso mi capita l’ho letto d’un fiato. Poi ho cominciato a sfogliarlo. Perché Alchimie botaniche di Marisa Tacchi è un libro da utilizzare, da tenere sempre accanto, da portarsi in giro durante le passeggiate nella natura, osservando foglie e fiori e raccogliendo con parsimonia, sapendo che il raccolto si trasformerà in altrettanti esperimenti. Sempre, rigorosamente e soltanto, da appassionata, per testimoniare con i miei esperimenti la mania – quasi ossessiva – per i tessuti abbandonati da far rivivere in qualche modo e per essere partecipe delle pubblicazioni che No Serial Number Magazine dedica alle attività artigianali che hanno a che fare con filo, aghi, ferri, uncinetti e naturalmente colori naturali e stampa vegetale. Ultima cosa, fondamentale: il legame tra me e Marisa? Rosso di Robbia! Non poteva essere diversamente.

Quando nella vita si aprono nuove strade, la curiosità ci spinge a percorrerle per scoprire nuovi mondi. Da circa sei mesi abito in una casa-laborarorio, un grande open space in cui l’assenza di porte crea uno spazio dilatato in stile industriale. Si chiama OFFICINAttivarTe.

La creatività come strumento di cura da sempre mi ha accompagnato nella vita lavorativa e ora nella vita, non meno attiva, da pensionata. Al centro della mia vita c’è la cura di sé, come base, per rendersi disponibili all’incontro con l’altro, per trasmettere e acquisire conoscenze. Una deformazione professionale che mi ha portato in più occasioni ad allestire laboratori di ogni genere dalla ceramica al feltro. Il percorso non poteva che ricominciare da questa OFFICINA e dalla passione per la tinte naturali. Sei anni fa ho conosciuto Michela Pasini, con lei è cominciata un’intensa amicizia e la pratica quasi quotidiana dell’ecoprinting.

I cambiamenti fisici degli ultimi due anni, determinati dalla convivenza con una malattia degenerativa come la sclerosi multipla, mi hanno stimolato a prendere decisioni importanti. Insieme al mio compagno di vita e di lavoro abbiamo deciso, un anno fa, di ristrutturare una vecchia casa, evitando il consumo di suolo vergine, e di trasformarla in un grande spazio a piano terra senza barriere architettoniche. 

Ogni angolo della casa è vissuto in modo completo senza sprechi di energia e di spazio. La grande stufa centrale scalda la casa ben isolata e dotata di ampie finestre. Il laboratorio è collegato con un cortile interno attrezzato per lavorare anche in esterno. La parte abitativa è dotata di uno spazio studio dove creare, con ago filo, macchina da cucire ecc., ed è collegata ad un ampio giardino che avrà a primavera un orto tintorio-medicinale e diverse piante adatte per sperimentare  con la tecnica dell’ecoprint.

La sperimentazione, la documentazione e la divulgazione del sapere che riguarda questa meravigliosa arte sono diventate il centro della mia attività.

Mi piace raccogliere materiali vegetali: foglie, cortecce, radici, frutti, semi, fiori e testarli su tessuti diversi, ricercare su testi antichi le mordenzature tradizionali, documentarmi leggendo testi di botanica, mantenere contatti con tintori di tutto il mondo.  

Accarezzare foglie e fiori mi riconcilia con la Natura violata dall’uomo che si ribella e ci fa capire che non siamo noi, i padroni. I processi biochimici che stanno alla base della tintura naturale mi affascinano e mi spingono allo studio e alla sperimentazione. Le alchimie succedono, nelle stampe botaniche quando non riusciamo a controllare tutte le variabili e tra le persone quando unite dalla stessa sensibilità riescono a creare relazioni generative. Si tratta di energie imponderabili che muovono le umane vicende e ci aiutano a essere migliori.

Dall’ecoprint ho imparato la pazienza, l’attesa, il sopportare la delusione, la trasformazione, il recupero, l’economia delle risorse, la meditazione, il silenzio. In ogni passaggio c’è bisogno di concentrazione e attenzione e la capacità di rinviare il momento del godimento dei risultati. 

Nell’OFFICINA ogni angolo parla di un progetto, di una sperimentazione in corso: le foglie pronte per essere conservate, la ruggine su pezzi di ferro per creare nuovi effetti, la carta, i tessuti e filati, file di barattoli con etichetta, erbari e campionature, pentole e vaporiere, tubi e legni, corde e stracci. 

È una grande fortuna poter disporre di uno spazio dedicato alla propria passione che fa dimenticare e superare le limitazioni, che predispone l’animo al fluire della creatività in un vortice di fili, foglie, forbici e vapore. Mentre metto a mordenzare pezze di lana già sto pensando alla raccolta delle foglie cadute di liquidambar che rosseggiano sull’albero del vicino, un invito a creare stelle che cadono su stole e mantelle. Nel packaging dei prodotti non manca il tocco ecoprint, così nascono buste dagli scarti di carta forno con impronte leggere, piccole card che raccontano la storia di ogni lavoro, biglietti, quaderni, piccole borse in carta con applicazioni ecoprint. Le tante campionature messe da parte per anni diventano copricuscini o runner per la tavola… “non si butta via niente…”  dice, la mia maestra e compagna di avventura, Michela Pasini, in arte Rosso di Robbia. Dal 2012 non abbiamo più smesso di praticare ecoprint, con dedizione, amore e un atteggiamento etico-ecologico che non prevede l’utilizzo di plastiche, mordenti di sintesi, rimanendo fedeli all’impostazione originale diffusa da India Flint. 

Tra le persone nascono incontri fortunati: quello con Eva Basile, che fanno si che le conoscenze possano diventare un manuale, anzi, un Quaderno del Coordinamento Tessitori che mi ha appoggiato nel progetto editoriale di ALCHIMIE BOTANICHE, primi passi tra ecoprinting e tintura naturale. In questi anni ho poi coltivato come un fertile giardino ricco di spunti, notizie, informazioni in due gruppi ECO STAMPA BOTANICA gruppo ITALIA e MONDO TINTE NATURALI ed ECOPRINT. E per finire l’essere contattata dalla redazione di NO SERIAL NUMBER Magazine mi ha dato l’opportunità di farmi conoscere nel mondo anglofono attraverso il Journal of Stories & Tutorials.

In cantiere ci sono tanti nuovi progetti tra cui le traduzioni in lingua inglese, spagnolo e russo di ALCHIMIE BOTANICHE, che saranno presto disponibili in rete in formato PDF.

 

FOTO E TESTO: MARISA TACCHI


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