Storia di un libro, di cucina in cucina

La visita a Casa Artusi è il risultato di un lungo percorso sui libri. Anzi, per la precisione, su un libro: La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene di Pellegrino Artusi (1891).

Per scrivere queste righe sono andata a prenderlo nella mia attuale cucina dallo scaffale dove tengo i libri ‘gastronomici’. Non ne ho tantissimi, ma confesso che mi piace molto leggerli oltre che usarli per sperimentare qualche ricetta.

La cucina non è la mia passione – cucino prevalentemente piatti veloci, ormai per scelta orientandomi su verdure, legumi e cereali, ho una predilezione per le torte di mele (ma l’anno scorso, il 25 aprile, la neve ha distrutto tutto il distruggibile in giardino, dunque niente mele e niente marmellate: non mi piace usare quelle comprate, soprattutto se hanno il bollino!) – ma mi piace leggere anche ricette difficili, per conoscere più che per sperimentare.

La mia copia dell’Artusi, come è generalmente noto, è del 1973. Si tratta di un’edizione ‘storica’, per certi aspetti: la casa editrice – Newton Compton Italiana (oggi, Newton Compton Editori) – aveva iniziato l’attività nel 1969 e lanciato agli inizi degli anni Settanta la collana Paperbacks, che includeva anche una sezione Manuali. Il testo in questione è proprio uno dei manuali di quella collana.

Un’edizione economica, dunque, perché a quei tempi le milletrecento lire del prezzo di copertina erano tante (pensate, milletrecento lire: dà da riflettere sul valore del denaro. Forse non ha molto senso pensarci, ma la realtà è che corrisponderebbe a circa due terzi di un euro!).

D’altra parte non ci avrei rinunciato e, dunque, appena ho potuto, l’ho acquistato. Prima di questa copia c’era quella della nonna: usata e riusata, piena di foglietti con gli appunti e di annotazioni, sempre nel cassetto del tavolo in cucina. Oggi è perduta, come tante altre cose, chissà dove e chissà come, ma è  parte integrante dei ricordi, come peraltro il volume – imponente – del Talismano della felicità di Ada Boni (1929) – che troneggiava nella cucina della mamma, anch’esso usato e riusato, consunto e scompaginato al punto da essere scomparso, non so quando e come! Altra generazione, altro libro di cucina, altre norme di vita.

Proprio con il bagaglio di questi percorsi gastronomici tra libri che hanno fatto la storia dell’‘economia domestica’ tra fine Ottocento e Novecento, qualche tempo fa ho visitato Casa Artusi, a Forlinpopoli, ossia il grande spazio ricavato da un originario convento (XIV sec.) annesso alla Chiesa dei Servi dove, dal 2007, convivono la Biblioteca civica di Forlinpopoli, La scuola di cucina e il ristorante, raccolti sotto lo stesso nome di Casa Artusi.

 

Si è trattato di una visita piacevolissima, oltre che per la bellezza del luogo, per la disponibilità delle persone che ci hanno accolto sia nella Scuola di Cucina, nonostante fossero a ridosso di un appuntamento di lavoro, sia nella Biblioteca.

Il responsabile ci ha accompagnato nella sezione propriamente artusiana, al piano terra, dove sono raccolte tutte le edizioni della Scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, anche in altre lingue, e una quantità veramente notevole di libri di argomento gastronomico, variamente connessi con la storia del testo di Pellegrino Artusi. In un’ala è stato allestito lo studio dell’autore con interi scaffali che contengono la biblioteca dell’autore, secondo le disposizioni testamentarie dello stesso Artusi che, trasferitosi a Firenze a seguito di spiacevoli vicende familiari, non dimenticò di fare omaggio alla sua città così come non dimenticò di ricordarsi nel testamento dei suoi cuochi, non avendo eredi diretti.

La nostra guida racconta in modo piacevole e documentato la storia dell’autore e quella del libro che, già dalla prima edizione, curata direttamente dall’autore, ebbe sicuro successo.

Il successo smentì rapidamente le previsioni dell’amico veronese Francesco Trevisan che sbilanciò in questa previsione grossolana: ‘Questo è un libro che avrà poco esito’,  come racconta l’autore nell’introduzione al libro, significativamente intitolata: La storia di un libro che rassomiglia alla storia di Cenerentola.

Provate a fare una ricerca online per verificare quante e quali edizioni siano disponibili, oggi, sia in edizione integrale (790 ricette) sia parziale!

Ho lasciato Casa Artusi con la precisa idea di un luogo dove tornare e da consigliare, sia perché sarei rimasta volentieri in biblioteca a leggere più di un libro tra quelli in esposizione, sia per il profumo che si andava diffondendo negli ambienti dal contiguo ristorante!

TESTO E FOTO: Rosa Rossi


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Un pensiero riguardo “Storia di un libro, di cucina in cucina

  1. […] A costellare le giornate trascorse insieme, c’è sempre il momento dedicato alle passioni in comune. Passeggiate nella natura (con lo sguardo in alto tra i rami o in basso tra erbe, fiori, muschi …) da cui torniamo con un raccolto – sempre molto oculato – foriero di altre sperimentazioni. Oppure visite culturali, ad un museo (o mostra, palazzo o villa). O un museo che è anche biblioteca e ristorante, come è accaduto a Forlimpopoli.   […]

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