Spazi No Serial Number in città: l’Asilo dell’Infanzia Sant’Elia e la Giornata del Riuso (Como)

Lo spazio che presentiamo è una struttura progettata dall’architetto razionalista Giuseppe Terragni (1904 – 1943) che funziona regolarmente come scuola per  l’infanzia e, per questo motivo, è normalmente chiusa al pubblico. In alcune occasioni, peraltro, ospita un’evento speciale: la Giornata del Riuso. Eletta Revelli ci racconta questa iniziativa volta alla lotta allo spreco e al controllo dei rifiuti.

Como è una città di medie dimensioni (circa 85.000 abitanti) dove si producono ogni anno 40.000 tonnellate di rifiuti urbani con una media di 1.33 kg pro-capite al giorno. Cifre davvero da capogiro, e la città lariana (dal nome latino del Lago di Como) è soltanto una piccolissima parte del territorio italiano. Se si moltiplica la quantità per tutte le realtà del territorio, è facile rendersi conto della gravità del problema. Una sola iniziativa non è sicuramente risolutiva ma è modo per diffondere consapevolezza (e le iniziative).

Dati come questi hanno spinto, nel 2014, alcune associazioni del territorio (L’isola che c’è  ed Ecofficine) a creare la Giornata del Riuso, un evento ormai giunto alla sua ottava edizione che si svolge almeno due o tre volte all’anno, in relazione alla disponibilità dei volontari. Si tratta di una festa aperta a tutti in cui si attuano una serie di comportamenti virtuosi, in primis lo scambio di oggetti attraverso il baratto, portando abiti, giocattoli, oggetti di arredamento, libri, cd musicali e film che non servono più, il tutto però rigorosamente in buono stato.

E’ un’occasione per rimettere in circolo degli oggetti che non usiamo più, ridonando loro vita nuova e permettendo ad altre persone, che non hanno disponibilità economica in quel momento o semplicemente che preferiscono recuperare piuttosto che comprare, di poterli usare. Si tratta di un evento ecologico, sostenibile ma anche sociale. Le persone possono utilizzare un oggetto senza essere state costrette ad acquistarlo, creando inevitabilmente altri rifiuti.

Le prime edizioni della Giornata del Riuso sono state realizzate nelle Caserme San Cristoforo di Como ma dal 2016 l’evento è ospitato all’interno di una struttura comasca degna di nota, l’Asilo dell’Infanzia Sant’Elia, un edificio razionalista progettato da Giuseppe Terragni e realizzato tra il 1935 e il 1937.

La progettazione (su un unico piano e con grandi vetrate) risponde all’idea di una scuola all’aria aperta ed è stato dedicato da Terragni al celebre architetto lariano Antonio Sant’Elia, esponente del futurismo e uomo d’avanguardia.

Normalmente questo luogo è chiuso al pubblico. La sua apertura in occasione della giornata del riuso vale doppiamente la visita, per scoprire liberamente un’opera d’arte dell’architettura comasca e italiana.

Oltre al baratto, la Giornata del Riuso offre anche animazioni gratuite di vario tipo come laboratori di cucina senza spreco in cui si possono scoprire i segreti per cucinare utilizzando tutto degli ingredienti (ma proprio tutto come, ad esempio, le bucce delle arance o di una zucca); brevi spettacoli teatrali e incontri culturali; laboratori artistici tra cui, nell’ultima edizione del 2 aprile 2017, anche quello di maglia creativa, in cui si è lavorato a maglia o all’uncinetto insieme per insegnare un’antica tradizione anche ai giovani; e poi tanti laboratori per bambini in cui si insegna, ad esempio, a costruire giocattoli utilizzando materiale di recupero e di scarto, a fare saponi in casa, a giocare con le bolle, e infine a conoscere le erbe e le piante.

La Giornata del Riuso vuole essere una vera e propria festa in cui si condividono esperienze, tradizioni, cultura ma anche il tempo trascorso in comune durante pic-nic e pranzi preparati da tutti. Una bella esperienza che, anno dopo anno, attira sempre più persone.

La Como futurista e razionalista

Passeggiando per la città della seta, si incontrano opere razionaliste, come la Casa del Fascio, il Monumento ai Caduti, l’Asilo Sant’Elia o il Novocomum, tutte opere realizzate dal celebre architetto razionalista Giuseppe Terragni (1904 – 1943). Ispirandosi ai grandi architetti stranieri come Le Corbusier o Gropius, il razionalismo si fonda su principi di modernità e funzionalità abolendo tutti gli elementi architettonici esterni come capitelli, archi e decorazioni, puntando invece sui rapporti geometrici e le proporzioni.

Il Monumento ai Caduti e l’Asilo Sant’Elia sono opere che il Terragni ha voluto dedicare al suo predecessore Antonio Sant’Elia, un celebre architetto comasco (1888-1916), fondatore del futurismo. A lui si deve la stesura del Manifesto dell’architettura Futurista (1914) e la realizzazione di bellissimi progetti architettonici della Città nuova, ossia la sua rappresentazione d’avanguardia della città moderna.  Morì purtroppo molto giovane, partecipando come volontario alla grande guerra.

“L’architettura futurista è l’architettura del calcolo, dell’audacia temeraria e della semplicità; l’architettura del cemento armato, del ferro, del vetro, del cartone, della fibra tessile e di tutti quei surrogati del legno, della pietra e del mattone che permettono di ottenere il massimo della elasticità e della leggerezza” Antonio Sant’Elia

TESTO E FOTO: Eletta Revelli


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