Sempre uguale, sempre diverso: raccontare il borgo

Nel borgo abbandonato regna il silenzio. 

Passeggiando per le sue strade, curiosando negli anfratti, soffermando l’attenzione sui particolari si percepiscono distintamente il brusio e le voci di un tempo. 

Le pietre parlano e raccontano la storia.

Ho camminato ormai decine di volte tra vie, pietre, case, palazzi, mura, archi, finestre aperte sul vuoto, interni con piccoli resti memori dell’abbandono

Ogni volta leggo, ascolto e percepisco un frammento in più di una storia secolare. 

Immortalare questi frammenti con le foto è un modo per comunicare questa storia. E, spesso, lo stesso angolo, da una prospettiva un po’ diversa e con una luce diversa, appare nuovo e racconta la stessa storia da un altro punto di vista. 

E’ nuovo anche quando capita di entrare da Porta Santa Maria insieme a un’amica che nel borgo ha abitato per buona parte della sua vita e, mentre passeggiamo, riascolta con la memoria le chiacchere, le risate, i rumori quotidiani di quando, qualche decina di anni fa, era ancora popolato. 

E’ nuovo quando capita di osservarlo attraverso gli occhi di un’altra persona. È quello che mi è accaduto alcuni giorni fa quando gli ospiti de Il fienile hanno avuto una disavventura con la loro macchina. Li abbiamo aiutati a risolvere il problema, in uno scenario spettacolare (la presenza di un’officina in paese – in questi casi – si rivela provvidenziale!) ma, inevitabilmente, il loro soggiorno si è risolto in una visita approfondita del borgo. 

Durante la giornata, ho colto la foto di un angolo che mi sembra di conoscere. Mi soffermo sull’immagine. Guardo meglio. Non c’è dubbio: è proprio quello che conosco. C’è qualcosa di completamente differente che me lo fa guardare da una prospettiva nuova.

Alla prima foto ne sono seguite altre. Ognuna raccontava la stessa storia ma la storia era nuova e mi dava la possibilità di ascoltarla in modo diverso e con altri particolari. 

Quasi un nuovo personaggio si fosse inserito per raccontare il tempo passato e l’abbandono, da un nuovo, suggestivo punto di vista,  suggerendo vite che si svolgono in luoghi lontani (in Canada, in Australia) senza mai dimenticare il luogo di partenza.

Allora mi sono decisa: ho contattato l’ospite di Il fienile, Anna Lordi, rivelatasi un’osservatrice molto attenta oltre che appassionata di fotografia (quasi usasse la fotografia come fosse pittura!), proponendole di illustrare questa nuova passeggiata nel borgo di Navelli con le sue foto.

P. S. Risalendo al profilo di Anna, è possibile trovare anche alcune foto scattate all’interno del fienile. Potrà sembrare incredibile, ma mi hanno permesso di osservarlo in una ‘veste’ nuova. Eppure lo conosco bene!

 TESTO: Rosa Rossi

FOTO: Anna Lordi


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