Seminiamo guardando al futuro …

L’inizio del nuovo progetto – SISTEMA TITICACA – è al momento localizzato  nei terreni e nelle serre avuti in concessione.

E’ un segnale importante: tante persone ci hanno aiutato mettendoci a disposizione semi diversi ma veri, antichi non manipolati. Sistema Titicaca è un progetto ambizioso che, per funzionare, deve necessariamente partire dalla terra. La situazione in cui versa l’America Latina – a causa dell’inquinamento e della diffusione endemica di piante invasive e di piantagioni OGM – non permette alcun tipo di prospettiva futura. Per questo l’inizio è rappresentato dal tentativo di rigenerare il terreno con semi veri, di tante piante diverse. In breve di riattivare la biodiversità e la vitalità della terra.

Quando i semi messi a dimora cominceranno a spuntare sapremo per certo che sarà possibile andare avanti, nella speranza che le piante messe a dimora in esterno reggano e producano semi nuovi, rimboccandosi le maniche per realizzare le  altre sezioni del progetto:

  •  mettere in piedi il Centro di ricerca (nome altisonante per quella che sarà una stanzetta con tre computer, ma con alcune donne in gamba, tra le migliori di la Paz).

Il centro sarà diretto da Natalia Reyes con il supporto di alcune giovani studentesse e laureate (in fase di selezione). Inizialmente il loro lavoro sarà quello di coordinare gli interventi didattici su ambiente, sviluppo sostenibile e risorsa acqua, differenziati per fasce d’età:  filmati per i piccoli, diapositive per i giovani, incontri nelle comunità e proiezioni a tema per  gli adulti. Gli interventi di didattica ambientale saranno realizzati da giovani donne in grado di parlare aymara, la cui formazione ha avuto inizio il 23 di gennaio.

Il lavoro di ricerca del centro sarà realizzato con alla collaborazione del Prof. Enrique Richard, biologo, ecologo, ricercatore e docente della UMSA (Universidad Mayor de San Andrè), e della Dott.sa Denise Ilcen Contrera Zapata, per garantire alle azioni e alle attività una solida base scientifica.

  •  avviare la scuola di Arte e Artigianato.

Il 17 di febbraio presenteremo al Sindaco, al Presidente della Giunta dei Vicini e alla popolazione il progetto della Scuola. Saranno presenti le autorità di tutte le comunità e le docenti dei corsi base, l’inseparabile Monica Copa (per il feltro) che ci accompagna ormai da tre anni, la docente Roxana Cajo (per latintura vegetale) e noi, Donne di montagna, che in questo mondo lontano abbiamo imparato ad agire senza quasi apparire.

Potranno seguire i corsi circa 50 donne di età compresa tra i 18 e i 35 anni. Nella fase di selezione saranno privilegiate quelle con figli e senza marito e, comunque, quelle mostreranno abilità manuali e condivisione delle linee base progetto.  Una parte delle donne formate, secondo le capacità individuali, entrerà nel gruppo di produzione (l’intenzione è di far diventare produttivo il gruppo nel giro di due anni) e un’altra diventerà docente nelle comunità di appartenenza al fine di diffondere le tecniche artigianali.

La sede di coordinamento del progetto si trova a La Paz presso la GVC (Gruppo di Volontariato Civile)  una ONG amica. Il Centro di ricerca, a Huata, si compone di una stanza attrezzata con due computer, una stampante e un modem  per la connessione oltre agli arredi base (compresi due lettini per le emergenze);  la scuola,  che per ora è ospitata nei locali ristorazione della Parrocchia di St. Se Huata, consta  di due locali, il primo adibito alla progettazione grafica a  computer dei prototipi e il secondo a centro artigianale con tavoli e varie attrezzature per produrre feltro (cucina e gas, teli in plastica traforata, tinozze, ecc.). Una parte esterna coperta è destinata alla tintura.

 

La formazione verterà su feltro piano e a volume, disegno e scultura ad ago, tintura e riconoscimento delle piante tintorie (alcune saranno coltivate nei terreni in concessione), prime nozioni di tessitura;  alla formazione pratica di base  – che avrà inizio il 16 di febbraio  e avrà la durata di sei  mesi –  seguiranno i corsi di secondo livello con docenti straniere per la specializzazione.  A quel punto saremo in grado di avviare la realizzazione dei primi prototipi della futura produzione artistica (abbigliamento e oggetti per la casa).

Tutto questo con l’aiuto degli amici che ci hanno messo a disposizione i semi, con l’aiuto della terra che lavora in silenzio per farli spuntare e con quello, quotidiano di Sara, Marta, Silvia,  Monica, Hortensia, Eli, Miguel, Leo, Juan, Luisa e molti molti altri!

Un grazie in particolare a Francesco, non solo da noi ma dalle comunità più lontane, isolate e povere,  che finalmente potremo raggiungere.

Grazie Francesco!

TESTO E FOTO: Patrizia Palonta – Coordinamento Donne di Montagna


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