… seguiva solchi battuti dal rumore del telaio. Sandra Luongo, tessitrice antica

Il 16 gennaio 2016 No Serial Number Italia ha condiviso un articolo apparso due giorni prima su La nostra voce . Nel nostro lavoro di ricerca e promozione delle attività tradizionali, ci era sembrato doveroso ricordare la tessitrice Sandra Luongo, che non abbiamo conosciuto e avremmo voluto conoscere.

Non ci è sembrato abbastanza. Cercando altre informazioni abbiamo saputo della sua collaborazione con Bruno Ciasca, fiber artist, pugliese di nascita e piemontese di adozione, impegnato nella ricerca e nella sperimentazione tessile, con un occhio attento al recupero dei materiali, delle cose ma, soprattutto, dell’essere umano. Chi meglio di lui poteva darci un racconto di prima mano di Sandra Luongo, mancata troppo presto alla vita e alla sua grande passione di tessitrice?

Grazie alla preziosa disponibilità di Bruno Ciasca, siamo oggi in grado di pubblicare un ritratto dal vivo di Sandra, che ne delinea perfettamente passione, determinazione e disponibilità.

***

Ero andato a Bisaccia per ricerche genealogiche perché non sapevo molto dei miei avi materni.

Al Comune lessi che era visitabile, dopo un lungo restauro, il famoso Castello Ducale che aveva ospitato anche Torquato Tasso, e volli visitarlo.

In una delle ampie sale, a piano terreno, fui attratto da un telaio a mano, di legno chiaro e già pronto per tessere. A illustrare i motivi della presenza del telaio c’era una giovane graziosa del luogo. Aveva seguito un corso preparatorio, finanziato dalla regione Campana, e ora era pronta per iniziare una sua attività senza alcun aiuto pubblico.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

La novella tessitrice era Sandra Luongo. Capii che era molto convinta di quello che si accingeva a fare. Ne fui uno dei primi estimatori per la sua forte motivazione ed anche per le nozioni tecniche che mi espose ampiamente.

Le parlai della mia attività presso aziende tessili del Piemonte e le promisi anche l’invio di alcune rocche di filato di lino di cui disponevo.

Ogni anno, quando ritornavo in quelle zone, passavo a trovarla e ho potuto vedere la nascita della sua bottega, nel centro storico di Bisaccia, ai piedi del Castello. Il telaio al centro della bottega era sempre carico di orditi preziosi che, con grande maestria, Sandra approntava tessendo ora in tela ora in saia. Notavo i nuovi lavori e gli scaffali carichi di filati dai colori meravigliosi. In tutte le occasioni mi raccontava come si stava evolvendo la sua attività, integrata da partecipazione a mostre e ferie, e i risultati commerciali. Insomma, la realizzazione dei suoi sogni, completata dalla conduzione di laboratori istruttivi dell’arte tessile, presso le scuole della zona.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Io intanto stavo lavorando su un filato colorato plastico frutto di una mia osservazione. Ne avevo ricavato una giusta quantità che mi aveva permesso di fare diversi lavori, esposti in varie occasioni. Avevo in mente di poterne realizzare un tessuto, e ne avevo parlato telefonicamente con Sandra, che si dimostrò molto interessata e mi propose di realizzare un apposito ordito con cui creare alcuni teli di trame diverse, realizzate con miei fili plastici colorati. Concordammo che il lavoro si sarebbe svolto a settembre del 2005, in quanto periodo più calmo per i suoi lavori di tessitura.

Il nostro primo giorno di lavoro fu il 20 settembre 2005. Quando mi presentai, al mattino, Sandra aveva già preparato il telaio con un prezioso ordito di seta. Io esposi i diversi mazzi dei miei fili plastici e insieme cominciammo a scegliere i più adatti per ognuno dei sei teli.

Il lavoro fu lento perché i miei fili di trama dovevano essere inseriti uno per uno non potendo utilizzare la classica spola.

Altrettanto fu fatto nei giorni 21 e 22 settembre. In pratica riuscimmo a completare due teli al giorno.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

A pranzo fui invitato a casa di Sandra e conobbi i genitori, Teresina e Franco, e il fratello Gabriele. Assaggiai, nell’occasione, una minestra particolare che aveva preparato la mamma.

Il sesto telo fu personalizzato, in quanto tessemmo, nelle file centrali,  fili di trama composta da baccelli presi da alberi della campagna di Bisaccia. Una nota di vita che si conserverà nel tempo.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Quando finimmo il lavoro Sandra mi consegnò anche un documento dove aveva trascritto le note tecniche del tessuto fatto. Tutto secondo le regole come era suo solito.

Ci lasciammo con un forte abbraccio e con la promessa di fare altre cose insieme che, purtroppo, per la distanza, non abbiamo potuto ripetere.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Appena giunsi a Chieri scrissi una lettera che mi dettò il cuore per ringraziarla.

I lavori fatti rimangono a testimonianza di questa bellissima esperienza.

Testo e Foto: Bruno Ciasca


Sei un artista o un artigiano o semplicemente ti occupi di sostenibilità e di realtà sostenibili? Vuoi che No Serial Number Italia dedichi uno spazio alla tua attività? Vuoi sottoporre a No Serial Number Italia un articolo? Scrivi a noserialnumberitaly@gmail.com

Puoi contattarci via Facebook e Instagram

Un pensiero riguardo “… seguiva solchi battuti dal rumore del telaio. Sandra Luongo, tessitrice antica

I commenti sono chiusi.