Ritorno a Santo Stefano di Sessanio (con la lana in mente)

Qualche tempo fa siamo andati a Campo Imperatore, passando da Ofena, proseguendo per Castel del Monte e ritornando dalla strada che passa per Santo Stefano di Sessanio.

Tutte tappe obbligate, soprattutto quando arrivano amici a trovarci, da Roma, dalla Puglia o dalla Romagna!

Naturalmente sono tappe obbligate anche per gli ospiti di Al borgo antico – Navelli. 

Qualche giorno fa sono voluta tornare a Santo Stefano di Sessanio  con un’idea precisa in mente: fotografare due mantelline destinate alle nipotine, lavorate dall’amica Barbara Coluccia, maglierista, con lana AquiLANA. 

Il motivo è presto spiegato: lavoro a maglia da una vita ma con il passare degli anni le mani, ferro dopo ferro, si affaticano. Così, ogni tanto ricorro alle macchine e all’abilità di Barbara (all’inizio ho vissuto questa nuova situazione come una sorta di inganno, poi mi sono abituata alla nuova realtà. Sia chiaro: continuo a lavorare ai ferri. Con più calma!).

C’è poi un motivo locale: una volta scelto di abitare in un luogo che è stato terra di pastorizia, di transumanza e, dunque, di lana, la conseguenza, inevitabile è stata quella di risalire alle tradizioni. 

E questo risalire alle tradizioni mi ha portato alla scoperta della lana Aquilana.

Come dire di una lana che si può incontrare, prima della tosatura, della filatura, della tintura (con colori vegetali!) al pascolo a Campo Imperatore.

Poi, dopo la tosatura, la filatura e la tintura, da qualche anno, la si trova – in tutte le varianti, in matassa o in gomitolo, lavorata o da lavorare, nella bottega che Valeria ha aperto a Santo Stefano di Sessanio.

Così, prima di entrare nella modalità ‘nonna a tempo pieno’ in corrispondenza delle vacanze dei nipotini su suolo britannico, ho deciso di infilare le mantelline in una borsa di tela e di trasferirle nella bottega di Valeria, per immortalarle nello stesso ambiente in cui si possono trovare gomitoli e matasse della stessa lana di cui sono lavorate. 

La vecchia bottega vale, già di per sé, una visita.

Se amate lavorare ai ferri, all’uncinetto o al telaio, è il luogo ideale.

Se amate vestire di lana piuttosto che di fibre sintetiche, potete trovare il capo giusto per voi. 

Se, infine, volete contribuire a valorizzare i prodotti del territorio, una visita alla bottega di Valeria o a una delle altre botteghe che si trovano lungo le vie di Santo Stefano di Sessanio,  rappresentano l’occasione perfetta per farlo.

Naturalmente, è d’obbligo anche  la visita al Centro visite del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei monti della Laga, dove si possono trovare tutte le informazioni per gli itinerari migliori, sia nell’esposizione all’interno della sede sia nei dépliant tematici messi a disposizione dei visitatori. 

Sulla via del ritorno, non ho potuto fare a meno di soffermarmi a fotografare l’entrata di un’altra bottega, con una semplice scritta – Oggetti Vintage – all’esterno. Non ho potuto resistere: sono entrata (gli oggetti vintage sono un richiamo irresistibile!) e ho scambiato qualche impressione con la progettista di interni Mariella Palmieri che ha deciso di raccogliere qui le sue collezioni per la stagione estiva.

Impossibile non fermarsi a salutare gli amici che gestiscono La Candeletta, proprio lungo la strada che dal parcheggio arriva nel cuore di Santo Stefano. 

TESTO: Rosa Rossi

FOTO: Elia Palange – Rosa Rossi

 


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