Quasi una lezione tra lane, sculture e aghi: il feltro di Diana

Oggi, abbiamo una novità: la narratrice sarà Diana Biscaioli  (Lorenza la nostra narratrice ufficiale, oggi ci ha tradito per una giornata tutta familiare!)

Per chi ancora non la conosce all’opera sarà una sorpresa. 

Per chi, come me, ha avuto modo di conoscerla e apprezzare la precisione, la professionalità e la passione che mette nel suo lavoro di feltraia, un’occasione per osservare, ammirare e capire ancora una volta che si può apprendere a lavorare il feltro ad acqua o ad ago – ma riuscire a realizzare qualcosa è un’altra storia.

Perché quando vedo i lavori di Diana vedo la bravura nella tecnica, certo, ma soprattutto l’artista.

Diana arriva puntuale e perfettamente organizzata. 

La sua borsa (come quella delle vere narratrici tessili. Le borse di Lorenza sono ormai mitiche!) è una vera borsa di Mary Poppins: ne escono opere finite e da finire, campioni di lana che diventeranno feltro, attrezzi del mestiere.

Il tavolo come di consueto si riempie all’inverosimile, mentre osserviamo lo scaleno di Eleonora all’uncinetto, ormai finito e indossato!

Alle mille cose di Diana si mescolano lavori diversi, oggi sono quelli di un’amica che si è aggiunta al gruppo di recente con le sue meravigliose sperimentazioni. Il caso vuole che si chiami ance lei Diana.

Impossibile raccontare nei dettagli tutto quello che Diana racconta.

Il suo racconto è quasi una lezione che fila via liscia mentre le sue mani non rimangono mai inattive: in perfetta sintonia con quello che racconta mostrano come procedere, quale lana scegliere e per quale motivo.

Il passo successivo, per chi è veramente interessato, è seguire un corso specifico, dove la narrazione divenga operativa e i partecipanti possano mettere anche loro le mani in pasta.

Ma per questo, bisogna seguirla nella bottega, anzi nella bottega delle Bottegatte, a Capranica.

Qui posso solo invitare tutti i lettori ad ammirare le foto, cogliere i particolari, considerare le forme. Scoprirete che essere feltraia per Diana significa scolpire la lana.

Il prossimo appuntamento? una cronaca dall’Emporio letterario di Pienza!

 

TESTO E FOTO: Rosa Rossi


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