Prove tecniche di architettura tessile. Anni Albers alla Tate Modern

L’esposizione dedicata ad Anni Albers, ospitata nelle ampie sale della Tate Modern,  è un’occasione da non perdere. 

La tessitura è una delle attività che, come redazione di NSN Magazine ci piace documentare nelle interpretazioni, uniche e personali; nelle finalità e nelle utilizzazioni dei manufatti; nella scelta dei filati.

La tessitura è infatti un’attività artigianale tra le più antiche, relegata spesso nel numero dei lavori femminili.  Per lunghi decenni, è rimasta confinata all’attività e all’esperienza di appassionate tessitrici che hanno sfidato i tempi e l’industrializzazione. 

La mostra è un’occasione per riflettere sul significato e le potenzialità del telaio e del tessere dalla prospettiva della Staatliches Bauhaus o, semplicemente, Bauhaus (1919-1933), la scuola tedesca di arte architettura e design fondata da Walter Gropius che ha segnato la storia artistica del 1900, lasciando un’impronta indelebile anche nella formazione scolastica – artistica e tecnica – della seconda metà del secolo.

Tra le questioni centrali del Movimento Moderno, che raccoglie i più grandi artisti del secolo, è proprio la relazione tra artigianato e industria, quindi tra attività manuali e attività meccanizzate, in tutti i settori, ivi compresa l’industria tessile. L’attenzione, di conseguenza, si concentra sull’innovazione, in tutti i campi.

Peraltro, anche in questa scuola, le donne entrano con difficoltà e in punta di piedi: vengono accolte con ‘parsimonia’ e sospetto. Il mondo dell’arte, dell’architettura del design – quelle ‘pensate’ con la prima lettera maiuscola – continua a essere appannaggio del mondo maschile.

C’è però nella Bauhaus anche una sezione dedicata alla tessitura.

Ed è qui che si forma Anni Albers (1899-1994). L’esclusione delle donne da altri settori la persuade a scegliere il corso di tessitura. Per questa via diviene textile artist e designer. 

L’esposizione – dal telaio ai progetti su carta, dai campioni di tessuti, piccoli e grandi, fino ai filati esposti in bella successione –  parla di sperimentazione e innovazione.

Si percepisce, osservando disegni e manufatti, percorrendo le sale e leggendo le didascalie, come Anni Anders dal suo avvicinarsi al corso di tessitura per ripiego abbia avuto la capacità e l’estro per dominare lo strumento (il telaio), per muoversi in direzioni nuove e mai prima praticate, per sperimentare tecniche e filati, per muoversi con destrezza tra la tradizione e l’innovazione di tipo industriale, per aprire nuovi confini alla tessitura tradizionale. 

Tutto questo senza mai dimenticare la tradizione, che ha tenuto ben presente nel suo lavoro quando l’affermarsi del Nazismo, l’ha portata negli USA e, d lì, a contatto anche diretto con la tessitura tradizionale delle popolazioni andine e centroamericane. 

Ma la tradizione rappresenta per Anni Albers il sostrato su cui innovare. Le raffigurazioni lasciano lo spazio alle geometrie dei progetti, all’innovativo abbinamento di filati inconsueti, artificiali e naturali. 

Per noi di NSN Magazine che abbiamo documentato il percorso di tessitrici diverse (ad esempio, Valeria Belli  particolarmente attenta al discorso sulla formazione e sull’integrazione tra innovazione e tradizione , Franca Fantuzzi  all’opera per insegnare a costruire il progetto su carta durante un riuscitissimo corso, Alessandra Salino e i suoi progetti tessili) la mostra è una sfida per continuare a ragionare di arte e artigianato e del rapporto sempre mutevole e aggiornato tra queste attività artistico/artigianali e l’idea di sostenibilità.

Di seguito, in ordine sparso, alcuni articoli dedicati alla tessitura in questo spazio (non ce ne vogliano le tessitrici che non citiamo – ad esempio quelle a cui abbiamo dedicato alcune pagine in No Serial Number Magazine, quelle di cui conosciamo la storia e che ci piacerebbe incontrare, quelle che abbiamo incontrato magari solo di sfuggita a Filo lungo filo, un nodo si farà). Per tutte vale l’articolo dedicato alle tessitrici dei tempi antichi!

Eugenia Pinna

Casa Lussu – Barbara Cardia

Teladoiolatela – Roberta Milia

Assunta Perilli  

Sandra Luogo tramite il ricordo di Bruno Ciasca, artista tessile, e della nipote Jessica Tartaglia che ne ha voluto seguire le tracce realizzando il progetto che sognavano di realizzare in comune.

FOTO E TESTO: Rosa Rossi


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