Pronti? Partenza! Destinazione: dove il Lazio diventa montagna

Oggi è giornata di preparativi.

Domani mattina, presto, si parte: alle nove dobbiamo essere nel Centro visite del Lago Lungo che per l’intera giornata sarà teatro del Corso di ecoprinting solidale organizzato da Michela Pasini, che nella sua Romagna già ieri ha caricato la macchina con l’occorrente.

Ha senso parlare di un corso prima che sia iniziato? Provo a spiegarlo.

Il ricavato del corso sarà interamente devoluto alla Casa delle donne di Amatrice e frazioni  riunite in associazione per “creare un luogo dove le donne di Amatrice, possano liberamente mettere in atto la loro creatività. Dove più generazioni si incontreranno alla riscoperta delle antiche tradizioni ed alla scoperta delle nuove tecnologie, al fine di creare un polo multifunzionale, un vero e proprio centro dove unire, conoscenze, arte, fantasia, artigianato ed economia. Perché Amatrice deve ripartire anche dalle sue donne, impegnate in prima persona nel sociale e nell’economia del proprio territorio”.

Uno scopo importante di per sé e tanto più importante perché il territorio vive un momento difficile.

Proprio l’idea di questo atto di solidarietà, mi ha portato a contattare la settimana scorsa Assunta Perilli.

Per una sorta di timore nei confronti di una persona di cui ho tanto sentito parlare come depositaria della tessitura abruzzese, dovuto in primo luogo al mio conoscere la tessitura solo dalle tessitrici che animano i testi classici, da quelle che ho incontrato, direttamente o indirettamente, nella ricerca del mondo delle fibre e dei tessuti sostenibili (Maria Voto, Franca Fantuzzi , Valeria Belli , Barbara Cardia, Alessandra Salino, Teresa Mascia, e recentemente Roberta Chioni  con cui in realtà, almeno fino ad oggi, ho parlato di antiche ricette  e da alcuni progetti importati: Te la do io la tela, raccontato da Roberta Milia e i progetti del CDM che ci racconta Patrizia Palonta dalla Bolivia, non l’avevo ancora mai contattata.

Così domenica scorsa, ci siamo messi in strada per percorrere gli ottanta km che ci separano da lei (la distanza tra Navelli e Campotosto!): l’appuntamento era sulla piazza di Campotosto. Dopo il magnifico tratto di strada che, superata Arischia, conduce fino al paese lungo il lago di Campotosto (il bacino artificiale creato tra gli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso, in corrispondenza del bacino del fiume Vomano), siamo arrivati sulla piazza – oggi un gigantesco cumulo di macerie (il cuore si stringe, ripensando a certi momenti, ma scopriamo bene presto parlando con Assunta il desiderio di superarli, con tutte le forze).

Solo tre giovani signore sono sedute di lato, su una panchina.

‘Assunta?’, chiedo timidamente. ‘Eccomi!’ risponde prontamente.

Passano pochi minuti ed eccoci sedute a parlare animatamente nello spazio del suo lavoro e della sua ricerca. E’ una bottega e un laboratorio. Ma è riduttivo chiamarlo sia bottega sia laboratorio. Sarebbe molto più giusto definirlo uno spazio museale. Ma questo ve lo racconto la prossima volta insieme al motivo per cui ci troviamo all’interno ma in realtà oggi è uno spazio chiuso  .

Oggi mi limito a dirvi che pensavo di trovarmi di fronte ad una persona anziana, depositaria di una tradizione nata in casa e destinata a rimanerne custode per sempre. Mi sono trovata in compagnia di una persona molto più giovane di me che ha scelto di riappropriarsi della tessitura sul telaio  che era della nonna recuperato in cantina e con la quale condivido almeno un esame universitario (archeologia classica). E che, quando ci siamo lasciate, mi ha regalato alcuni semi del suo lino che sono già nei vasi!

Il seguito verrà nei prossimi giorni, perché domani ci incontriamo nel centro visite del Lago Lungo e trascorreremo una lunga giornata eco-printing tra fiori e tessuti di lana e di seta con tante persone che stanno arrivano da Toscana e Abruzzo in questa riserva naturale, ancora Lazio ma già in odore di Umbria, alle falde del Terminillo.

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