Piccoli ma forti e resistenti: i semi antichi alla riconquista del mondo

Sugli scaffali dei grandi supermercati fanno bella mostra di sé tonnellate di frutta e verdura, il più delle volte dure come il marmo, totalmente insapori, identiche in dimensioni. Cassette e cassette di mele, pere, pesche tutte dello stesso diametro sono un ottimo esempio per porre l’accento sulla scarsa biodiversità genetica di questi vegetali.

La natura è libertà d’azione, estro e fantasia che si palesano in forme differenti, con protuberanze a volte buffe, bernoccoli, gibolli che nulla hanno a che vedere con la “perfetta” omologazione della grande distribuzione.

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A partire dal secolo scorso, con il grande sviluppo industriale, per aumentare il business e i profitti, è stata portata avanti una massiccia selezione sulle specie vegetali che ha determinato la scomparsa di alcune specie e razze. Tutto ciò che non poteva essere sfruttato dalla grande distribuzione, è stato eliminato. Basti pensare al grano: a inizio 1900 ne esistevano circa 12.000 varietà, oggi invece ci ritroviamo con sole 300 …

La situazione è drammatica: è di questi giorni la notizia dell’acquisizione da parte della Bayer della multinazionale Monsanto di cui avremo modo di parlare nei prossimi articoli dedicati all’universo dei semi. Nel frattempo, in giro per il mondo, si sono svegliate alcune coscienze che si sono aggregate per creare gruppi di Salvatori di Semi (Seed Savers). In Italia c’è, tra l’altro, Civiltà Contadina, un’associazione no profit che sguinzaglia sul territorio del nostro stivale appassionati contadini e coltivatori urbani che ricercano, preservano e condividono antiche e vecchie sementi di ortaggi, alberi da frutto e cereali.

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Civiltà Contadina nasce nel 1996 grazie ad Alberto Olivucci, il primo seed saver tricolore che ha cominciato il suo lavoro creando una banca di semi in casa propria. Lo scorso fine settimana abbiamo incontrato Alice Pasin  e Teodoro Margarita, rispettivamente vice Presidente del Gruppo Lombardia e fondatore del primo gruppo locale, alla Biofera di Canzo, la più grande e antica festa della cultura bio del nord Italia.

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“La nostra associazione ha come scopo la raccolta di sementi antiche” mi spiega Teodoro. “Stiamo parlando di semi che non si trovano nei consorzi dove ormai ci sono quasi sempre ibridi, ibridi che magari ti germogliano il primo anno diventando altissimi ma che poi il secondo anno sono bassi e il terzo non buttano fuori più nulla … In passato, i contadini non compravano i semi ma facevano tutto da soli, tenendo ad esempio i semi dei frutti più belli, più grossi e, soprattutto, più saporiti.

I semi sono dei grandi viaggiatori, partono dal loro areale d’origine alla conquista del mondo, d’altronde questo è lo scopo che madre natura gli ha conferito: la pianta non può muoversi ma, grazie al vento e agli animali (uomo compreso), amplia la sua diffusione geografica alla scoperta di nuovi sapori.

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I semi cambiano continuamente” mi spiega Alice. “Si adattando alla terra in cui arrivano, assumono un gusto e una forma diversa in base al clima, alla temperatura e alla composizione del suolo.”

E allora lasciamoli viaggiare liberamente questi pionieri della biodiversità e sosteniamo i Seed Saver che li vogliono proteggere. No Serial Number lo fa da tempo! Il mondo delle piante ci piace particolarmente e per questo saremo presenti a Erbacce e Dintorni il 1 e 2 ottobre a Bracciano (Roma) che aderisce alla Call to Action promossa da Seed Freedom e continueremo a raccontarvi del nostro incontro con Civiltà Contadina.

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Continuate a seguirci!


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