Piccoli dettagli per La tana dei conigli

Quando, ormai tanti anni fa, siamo entrati per la prima volta negli ambienti che oggi costituiscono la casa vacanza La tana dei conigli abbiamo dovuto lavorare di immaginazione.

In quel momento ero un unico ricovero ricolmo di tutti quegli oggetti che accatasta nel tempo chi lavora nei campi: attrezzi, sacchi di juta, legna, ecc. Ma soprattutto, allineate lungo le pareti in pietra, c’erano tante gabbie piene di conigli, mantenute e pulite alla perfezione. 

Con la fantasia, abbiamo osservato le pietre delle pareti, considerandone la solidità e immaginando di poter mantenere qualche particolare.

Abbiamo considerato gli spazi sicuramente irregolari ma utili per ricavare una grande stanza da letto (con cabina armadio), un bagno completo di doccia, una zona giorno con una parete interamente attrezzata a cucina (e un ripostiglio!). 

Abbiamo poi considerato la posizione: a due passi da Piazzale San Sebastiano, dove si può parcheggiare comodamente, da Porta Santa Maria che immette nel borgo medievale, un vero museo a cielo aperto per passeggiare nel medioevo, e da Piazza Piccioli che rappresenta l’accesso a metà costa al borgo medievale.

In questi casi, nelle persone che preferiscono sistemare qualcosa di vecchio piuttosto che vivere in un luogo anonimo, fresco di costruzione, scatta il meccanismo del recupero, del fai da te, del ‘lì si potrebbe mettere questo, là quest’altro’ e si decide per l’acquisto. 

Una volta iniziata l’avventura, rimane sempre il margine per modificare, cambiare posto, riorganizzare. 

Quando poi si è trattato di trovare il nome per la casa vacanza, ormai perfettamente arredata, attrezzata di tutto e pronta ad accogliere gli ospiti, non abbiamo avuto dubbi: La tana dei conigli!

Gli arredi potete vederli nelle foto che trovate al link da dove potete prenotare. Si tratta di un arredo eclettico. C’è la credenza acquistata da un antiquario del quartiere San Pellegrino di Viterbo all’inizio degli anni Settanta, quando cominciavamo a pensare alla nostra futura casa in comune. Per la verità, le credenze erano due, gemelle, e secondo l’antiquario – oggi sostituito da una qualche paninoteca cui non riesco ad avvicinarmi ripensando all’ambiente di allora! – provenivano dalle cucine di Palazzo Farnese a Caprarola. Sarà vero? Non lo sapremo mai con certezza ma solo l’idea ci piaceva.

In ogni caso, entrambe nella nostra cucina della casa di paese dove abbiamo scelto di vivere, ricavata dalla stalla e completa di una grande grotta che ci fa da dispensa, non sarebbero entrate. Quindi, oggi, una si trova nell’ex stalla e una ne La tana dei conigli! 

Il piccolo tavola da pranzo completo di sedie proviene dal mercato antiquario che si svolge (o si svolgeva?) a Ponte Milvio, a Roma, ed è di provenienza francese. 

Insomma, tutti gli arredi hanno una loro storia. 

Mi piace qui soffermarmi su alcuni particolari in cui abbiamo integrato il desiderio di esaltare la struttura architettonica degli ambienti, propria di quella che è chiamata ‘architettura senza architetti’ (le forme, le linee dipendono dalla conformazione del terreno, dagli incastri tra edifici, dalla sovrapposizione di mani diverse, dalla destinazione originaria dell’ambiente, dalle pietre con cui sono stati realizzati – chissà quando – le mura portanti) e quello di trovare una collocazione per oggetti di recupero e oggetti provenienti da luoghi lontani.

È di recupero la testata del letto: la vecchia porta di entrata che ci dispiaceva buttare e che, con un piccolo intervento di ripulitura e l’aggiunta di ganci robusti, mantiene il tono rustico dell’insieme.

Nella parete sopra il letto corre una mensola in muratura che abbiamo completato con una mensola di legno. Troppo alta per essere utilizzata per oggetti d’uso quotidiano, è diventata il luogo dove esporre una collezione di ventagli provenienti dal Brasile (li abbiamo acquistati nelle fiere artigianali di Campinas e di Sao Paulo, durante alcuni periodi di soggiorno per motivi di lavoro).

Il piccolo comò proviene da un negozio dell’usato mentre lo specchio è un oggetto di famiglia che, pur diverso dal tono rustico della stanza, dà un tocco di luce all’insieme. Per questa stanza abbiamo scelto un corredo di biancheria che fosse in linea con il tono rustico generale: la collezione Naturae della Gabel  che troviamo nel punto vendita del Città Sant’Angelo Village (abbinando una salutare passeggiata lungo la costa: la passeggiata tra Silvi e Pineto lungo la spiaggia all’andata e nella pineta al ritorno, o viceversa, è imperdibile!)

 Sul comò alcuni contenitori (adoro i contenitori!): uno viene direttamente da Bariloche (Argentina), ricordo di un viaggio di lavoro; quello di vetro rosa proviene da una bancarella e quello con il fiore di cicoria, infine, non lo ricordo, ma la scelta non è casuale (adoro la cicoria!).

Nel soggiorno/pranzo/cucina, abbiamo scelto di collocare alcuni quadri: nella maggior parte di casi si tratta di quadri ‘inventati’. Sono cornici trovate sulle bancarelle in cui abbiamo messo in bella mostra ritagli di antichi tessuti da tappezzeria recuperati da vecchie sedie o divani riportati a nuovo. 

Insomma, a parte la parete cucina, attrezzata e nuovissima, il soggiorno è vintage!

TESTO E FOTO: Rosa Rossi


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