‘Piccole impronte’ leggono … Boscodirovo

L’occasione è il primo incontro di un evento che avrà cadenza regolare, dal prossimo settembre (dopo Santa Rosa!).

Il progetto è leggere alcune pagine di un libro nell’ambiente luminoso e colorato di Piccole impronte, in via Garibaldi a Viterbo.

Un ambiente insolito per i libri, è vero, ma molto accogliente: tra le scarpe – sportive, eleganti, per il mare, per la campagna, per le passeggiate, per ogni occasione che vi viene in mente – fa bella mostra di sé anche una selezione di libri per bambini e ragazzi, proposta dalla Libreria Caffeina.

La prova del fuoco è avvenuta di mercoledì, durante la settimana del Festival Caffeina. Il problema è: quanti bambini ci saranno e di che età? Il ventaglio delle proposte, dai 5 anni ai 9/10 anni è talmente ampio che indovinare il titolo è un’impresa veramente ardua.

Da inguaribile amante dei libri anche di quelli da bambini, a dispetto dell’età (o forse proprio a causa dell’età, da ‘nonna’), ne ho selezionati alcuni e li ho letti (o riletti) per l’occasione. E mi sono divertita.

Vi elenco la mia selezione:

Ulf Stark, Sai fischiare, Johanna?, Iperborea 2017

Jutta Richter, Io sono soltanto un cane, Beisler editore 2013

William Joyce, Ollie e i giocattoli dimenticati, Rizzoli 2018

Jill Barklem, Un anno a Boscodirovo, Einaudi Ragazzi

anche in un’altra versione che contiene due storie in più rispetto alla precedente:

Le più belle storie di Boscodirovo, Edizioni EL 2018

Il primo l’ho letto già in un’altra occasione, davanti ad una platea di circa 40 bambini, attenti, silenziosi e interessati, accompagnati dalle loro insegnanti. E’ una deliziosa storia, delicata, commovente e divertente al tempo stesso. Della lunghezza giusta. Ma ha bisogno di un pubblico omogeneo.

Il secondo è un racconto epico, scritto dal punto di vista di un cane pastore ungherese, di un abbandono, di un salvataggio e di un inserimento in famiglia. Leggendolo, ci si dimentica che l’autore è un essere umano. Ma è troppo lungo per questa occasione. Eppure potrebbe essere letto/rappresentato. Chissà se qualcuno ci ha già pensato?

Il terzo è un tomo piuttosto voluminoso. L’ho scelto per l’immagine di copertina, dolcissima. Pensavo di selezionarne un capitolo. Non è escluso che in un’altra occasione riesca a farlo.

Per il primo incontro di Piccole impronte leggono …  ho optato senz’altro per Un anno a Boscodirovo, anzi per il primo dei racconti, Storia di primavera: il pubblico è variegato, l’evento una sperimentazione, la storia ha come personaggi le famiglie di topolini di campagna che abitano Boscodirovo, la vicenda è umana come possono esserlo tutte le vicende che hanno come protagonisti uomini in forma di animali o animali umanizzati da Esopo in poi, fino a Kenneth Grahame (Il vento tra i salici) e a Jill Barklem che, a distanza di alcune decine di anni, si colloca sulla stessa linea narrativa con un asso nella manica: le illustrazioni. Perché i racconti di Boscodirovo sono nati in treno, nel percorso tra Epping e la stazione londinese di King Cross dove Jill si reca per raggiungere il  Central Saint Martins College of Art and Design dove studiava.

I racconti traggono ispirazione dalle passioni di Jill, la natura, le attività artigianali (art&craft in inglese), le ricette ai sapori della natura. Le storie e le illustrazioni sono un repertorio prezioso di vita nella natura. I personaggi chiamati a interpretarle sono topolini di campagna.

Storie e illustrazioni sono spunti per parlare con i bambini e per rispondere alle loro domande. E quando un bambino chiede, mentre leggo la ricetta dei dolci che il personaggio sta confezionando per una festa di compleanno: “Ma se nel bosco non ci sono negozi, dove prendono la farina?”.

Io rispondo prontamente, memore degli anni dell’infanzia nella campagna dei nonni: “Quando il grano è maturo, escono dal bosco e vanno nel più vicino campo di grano, prima della mietitura. Raccolgono qualche spiga, ripuliscono bene i chicchi, li portano nel loro deposito e li macinano nel mulino ad acqua accanto  alla grande quercia.

Ed ecco! è pronta la farina per i dolci di un anno!”.

 

TESTO: Rosa Rossi

Illustrazioni: Jill Barklem


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