Passeggiate navellesi, tra storia e natura. Parte prima

Al borgo antico è una struttura destinata all’ospitalità che comprende due case indipendenti, La tana dei conigli e Il fienile, perfettamente autonome e attrezzate. Si trova nella parte alta di Navelli (AQ), a poca distanza da Piazzale San Sebastiano, dove è possibile parcheggiare comodamente. Per la posizione del paese, lungo la SS 17, a circa 30 km sia dall’Aquila sia da Sulmona e a poca distanza da Campo Imperatore, dall’Altopiano delle Rocche e dall’Altopiano delle Cinque Miglia, è un punto di appoggio perfetto per conoscere l’Abruzzo montano. Inoltre, trovandosi tra i 700 e gli 850 slm, offre la possibilità di lunghe passeggiate naturalistiche e paesaggistiche nei suoi immediati dintorni, anche partendo comodamente a piedi da Al borgo Antico.

Alla scoperta del territorio: i primi percorsi 

Piazzale San Sebastiano, a circa 40 metri da Al borgo antico, è il punto da dove osservare il territorio, per entrare in confidenza e cominciare a orientarsi, prima di scegliere i percorsi da affrontare.

Da piazzale San Sebastiano è possibile affacciarsi verso la piana, in direzione nord-ovest. Da lì si scorge la SS 17 (L’Aquila – Foggia) e i colli di fronte, oltre la piana, dove alla stessa altezza del paese, si possono notare i resti di Sant’Eugenia, un’antica chiesetta che era oggetto di contrasti tra Navelli e l’attuale frazione, Civitaretenga, oggi in rovina.

Sant’Eugenia

I ruderi della chiesetta di Sant’Eugenia sono raggiungibili con un sentiero tortuoso immerso tra gli alberi (prevalentemente roverelle, quercus pubescens) che si può imboccare in prossimità della rotonda sulla SS 17 e dell’eliporto. Una volta giunti in quota, il panorama verso il Gran Sasso e la Maiella è eccezionale. Questo percorso (con arrivo a Sant’Eugenia e ritorno a valle) può essere affrontato con facilità (il dislivello è tra i 250 e i 300 metri) e può rappresentare anche la prima tappa di un percorso molto più complicato ma molto suggestivo (con l’attrezzatura giusta per un percorso più lungo). 

Da Sant’Eugenia a Caporciano o Bominaco

Rimanendo in quota, infatti, si può imboccare, in direzione nord-est, il sentiero che permette di raggiungere Caporciano (distanza Sant’Eugenia – Caporciano circa 8 km) oppure Bominaco (distanza Sant’Eugenia – Bominaco, circa 8 km). Si tratta di un sentiero molto panoramico che si divide scendendo verso Caporciano dopo il Lago di Turri (secco) oppure prosegue in salita verso Vado della Mancilla (zona di un’antica necropoli, per occhi attenti) per poi cominciare a scendere lentamente fino al cosiddetto laghetto di Bominaco (lago dei Prati) e alla strada asfaltata che collega Caporciano con Bominaco. Attraversandola si prende il breve sentiero (circa 200 m) che arriva all’Abbazia, oppure si scende verso Caporciano e verso la piana seguendo le strade asfaltate. 

Il colle San Nicola e il Boschetto Santucci

Sull’altro lato di piazzale San Sebastiano, in direzione sud-est, si guarda verso la SS 153, in direzione di Bussi. 

Da questa posizione si può salire poco più in alto, sul colle San Nicola (l’imbocco per salire si trova sulla strada di accesso al piazzale, circa 150 m sulla destra), da dove la visuale è molto più ampia e permette di osservare a sud le montagne verso la Maiella, a nord quelle del Gran Sasso, a ovest quelle in direzione di Campo Felice e del monte Velino. 

Da questo punto di osservazione, è possibile considerare un elemento fondamentale dell’intera regione. Se la giornata è limpida, verso il Gran Sasso si può vedere la sagoma del castello di Rocca Calascio e, in direzione nord-est, i resti del Castello di Bominaco e ancora, a Navelli, il palazzo baronale (oggi noto come Palazzo Santucci, dal nome degli ultimi proprietari) che ha sostituito il castello medievale nel corso del 1500. Le tre strutture originarie fanno parte del fenomeno dell’incastellamento (X -XI sec.) e sono legate tra loro da un sistema optometrico che permetteva di segnalare la presenza di pericoli a distanza con l’accensione di fuochi (in assenza dei sistemi di comunicazione cui oggi siamo abituati).

Dal colle San Nicola si può seguire un vecchio sentiero, perfettamente riconoscibile in direzione nord che, seguendo l’andamento del terreno, scende fino a quello che è denominato Boschetto Santucci, da dove si può imboccare la strada asfaltata per ritornare a Piazzale San Sebastiano. La vista panoramica ripaga degli evidenti resti di un incendio che ha devastato la zona nel luglio del 2007 (partendo da Bussi e propagandosi in modo incontrollato) da cui la natura si sta riprendendo, come dimostrano le numerose piccole piante di roverella, sparse lungo il percorso.

I percorsi a piedi tra Navelli e Civitaretenga

Partendo da Piazzale San Sebastiano e seguendo la strada asfaltata fino all’incrocio con quella che unisce Navelli a Civitaretenga, imboccando quest’ultima verso destra, si arriva fino al quattrocentesco Convento di Sant’Antonio, situato all’imbocco di Civitarenga. Da qui si gode di una magnifica vista perso la Maiella. Continuando in direzione del paese, si incontra, sulla destra, una casa verde: è la sede della Cooperativa Altopiano di Navelli che riunisce tutti i piccoli coltivatori d zafferano della zona, dove potete acquistare lo zafferano originario, in fili o in polvere (circa 5 km, andata e ritorno).

In alternativa, prima di arrivare a Civitaretenga, lungo la strada asfaltata, si incontra una strada bianca che procede in direzione di una cava. A metà circa, sulla sinistra, c’è un sentiero ripido che sale verso il colle alle spalle di Civitaretenga: dalla cima si gode un bellissimo panorama in direzione del Gran Sasso (circa 8 km, andata e ritorno).

Un’altra possibilità è rappresentata dal proseguire la strada che arriva alla cava e percorrerla in direzione est: arriva a costeggiare la SS 153, ma è un percorso piuttosto complicato e lungo, soprattutto considerando che si deve ripercorrere e ritroso.

Anello completo intorno a Navelli 

Partendo da Piazzale San Sebastiano e seguendo la strada asfaltata fino all’incrocio con la strada che unisce Navelli a Civitaretenga, dopo aver imboccato questa strada verso destra, si procede per circa duecento metri, si prende la prima strada sulla destra e si prosegue costeggiando il colle. Al primo bivio, si prende la strada a sinistra e la si percorre fino ad arrivare a Piazza San Pelino, nella parte bassa del paese. Dalla Piazza, si segue via Pereto fino al bivio per L’Aquila dove, seguendo le indicazioni per Civitaretenga, si arriva alla via che ritorna a Piazzale San Sebastiano (la seconda strada a destra) (circa 5 km). In alternativa, si può imboccare la prima a destra (Via Roma) e seguirla fino a Piazza Piccioli da dove, prendendo le scale a sinistra, e tenendosi ancora sulla sinistra, si arriva ad Al borgo antico.

 Anello ridotto intorno a Navelli.

Si segue lo stesso itinerario dell’Anello completo ma, dopo il bivio, si imbocca la strada sulla destra (via di Porta Villotta) in salita, poi si continua in salita, sempre tenendo la destra fino a trovarsi all’altezza di Porta San Pelino (la porta sud del borgo medievale): si entra e si sale per l’antica Via del Macello (chiamata anche Via Forno da Capo) fino a Porta Castello (la porta Nord): in questo modo si arriva a Palazzo Santucci, subito alle spalle di Piazzale San Sebastiano. Costeggiandolo sulla destra, si torna al punto di partenza (circa 5 km). E’ anche possibile percorrere altri itinerari: all’esterno del borgo medievale, seguendo via Urbana (da dove si arriva Al Borgo antico, costeggiando il borgo medievale, all’esterno di Porta Santa Maria), oppure imboccando via Del Macello e girando a destra su Via San Pasquale (in questo caso si passa all’interno del borgo e si esce da Porta Santa Maria) (circa 3,5 Km).

Il borgo medievale

Anche il borgo medievale merita una passeggiata. Racchiuso tra quattro porte e tutto inerpicato sul colle, con le case costruite direttamente sulle rocce, oggi è completamente disabitato e può essere considerato una sorta di museo a cielo aperto, regno di quella che è stata definita ‘architettura senza architetti’ (https://www.amazon.it/Architettura-senza-architetti-costruzioni-spontanee/dp/8817037850). Passeggiando per stradine e vicoli, che spesso sono scale, si possono riconoscere gli spazi della vita quotidiana, del lavoro, della fede. Poi ci sono i palazzi dei signori con caratteristiche architettoniche più definite, alcuni in rovina (anche perché sostituiti dalle ville signorili tra Settecento e Ottocento), altri in fase di ristrutturazione. Si può tenere come punto di riferimento Porta Santa Maria (est, a pochi metri da Al borgo antico), entrare e andare liberamente alla scoperta del borgo, fino a Porta Castello (nord, il castello è stato sostituito dal palazzo baronale) e Porta San Pelino a sud. Da evitare la zona est (Porta Villotta) che ha avuto problemi durante il terremoto del 2009. 

 

TESTO: Rosa Rossi – Serafino L. Ferreri

FOTO: Rosa Rossi


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