Passeggiando per la piazza degli antichi mestieri

 

Per la prima volta, No Serial Number approda a Caffeina, la manifestazione culturale che da dieci anni risveglia Viterbo a suon di cultura. E così, armata di carta, penna e macchina fotografica, sono arrivata anche io nella città dei papi.

Per dieci giorni, dal 24 giugno al 3 luglio, il programma prevede decine e decine di presentazioni di libri, mostre d’arte, concerti, proiezioni di film, pièce teatrali e incontri culinari. Ma non solo! Nel dedalo delle vie del centro storico, a due passi dal Palazzo dei Papi, in piazza San Carluccio per l’esattezza, Caffeina ha voluto dedicare uno spazio agli antichi mestieri allestendo così la prima edizione di un mercato dell’artigianato.

piazza

Quale posto migliore per l’associazione No Serial Number che ha allestito due spazi invitando artigiani a km0, ma non solo, e che per l’occasione ha voluto lanciare “Solstizio d’estate 2016” una nuova pubblicazione dedicata agli stili di vita sostenibili e a tutti coloro che stanno intraprendendo un percorso professionale fuori dagli schemi del business più estremo.

Sotto lo stand incontro Rosa Rossi e Francesca Palange, ideatrici di No Serial Number che, entusiaste, mi accompagnano alla scoperta degli artigiani che l’associazione ha portato a Caffeina: Alessandra Comolla dell’azienda agricola Artemisia con le sue piante officinali, aromatiche e tintorie, Federico Francolini di Via col Venco, che intreccia sul posto dei meravigliosi cesti di vimini, Claudia Pedace che abbina le sue passioni artistiche (pittura, vetrofusione e tessitura) per rappresentare un suo disegno con tecniche differenti e che mi mostra come usare un Inkle-Loom, un telaio in miniatura con cui tesse nastri e bordure, Ivonne Hirsch che gioca con filati molto colorati usando un telaio manuale per creare sciarpe, coprispalle e molto altro e infine Silvia Argenti di Feltrosilvia che, ago alla mano, mostra come creare piccoli animaletti di feltro.

Claudia lavori ghirlanda IMG_8984

Lo stand di No Serial Number, oltre alla pubblicazione Solstizio d’Estate, ai cesti di Federico e alle piante e alle ghirlande di Alessandra, ospita anche le creazioni di eco-print di Michela Pasini, vere e proprie opere d’arte tessili in cui seta, lino e cotone diventano fogli su cui fiori e foglie hanno lasciato una vera e propria impronta naturale, creando così dei prodotti naturali, molto originali ed inimitabili.

eco-print Ink 2 Ink

In piazza san Carluccio, Caffeina ha invitato anche altri artigiani. Mentre cammino e osservo gli altri stand con i vari prodotti artigianali di legno, argilla e mosaici, rimango affascinata da due stand in particolare. Il primo ospita l’Antica Legatoria Viali di Viterbo: su quei tavoli trovo libri ricoperti di pelle, cuciti rigorosamente a mano che rappresentano una tradizione centenaria di una bottega che festeggia i suoi 125 anni di attività. Da grande amante dei libri come sono, non posso rimanere indifferente davanti a quei libri inimitabili ed unici, ascolto e guardo Lucia M. Arena che, con ago e filo, unisce i vari fogli di quello che, mi dice, è destinato ad essere un volume dalla copertina di legno. Un’edizione davvero speciale!

Libri Libro con copertina in legno

Il secondo stand che mi attrae come una falena verso la luce è quello di Margherita Caredda, un’impagliatrice di sedie che, seduta su uno gabellino sembra stia “cucendo” il sedile di una Tonet. Mi siedo vicino a lei ed osservo: mentre intreccia, chiacchieriamo del suo lavoro e della Sardegna, sua terra di origine, e sembra di essere tornate indietro negli anni quando il lavoro era pazienza e, soprattutto, tempo. Quando nessuno ti stressava e ti correva dietro in nome della dea frenesia…

Margherita con sedia

La mia gita a Viterbo è durata solo pochi giorni ma è valsa davvero la pena scoprire Caffeina e questi artigiani che mantengono in vita antiche tradizioni e lavori manuali di grande pregio.

Linee di vimini con linee di città

Testo e Foto di Eletta Revelli


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