Oggi si cammina! Da Civitaretenga a Centurelli, tra storia e natura

L’itinerario che vi propongo si sviluppa su 16 km complessivi, che può essere ridotto a 12 km con una tappa intermedia: il tragitto di due km circa tra Piazza San Sebastiano (a pochi passi da Al borgo antico -Navelli) e Civitaretenga, il borgo sul colle attiguo a Navelli, può essere comodamente percorso in macchina, lungo la strada che  da Navelli alto scende a valle per poi imboccare, sulla destra, quella che porta alla frazione.

A Civitaretenga, vi accolgono la Chiesa e il Convento di Sant’Antonio da Padova, dove potete tranquillamente parcheggiare.

Chiesa e Convento raccontano una storia lunga quattrocento anni dalla fondazione (1480) alla trasformazione dell’orto dei frati minori conventuali in cimitero nel 1867, a seguito delle leggi napoleoniche (1809) in tema di sepolture. E’ il punto perfetto sia per il magnifico panorama in direzione di Navelli e della Majella sia per iniziare l’itinerario. 

Una volta lasciata la macchina, si deve proseguire a piedi in direzione del borgo che, oggi, a seguito del sisma del 2009, non è visitabile: sono in corso i lavori per la sua completa ristrutturazione. Il suo interesse storico e architettonico è tale che vale da solo una visita, non appena i lavori – che procedono alacremente – saranno completati.

Dalla piazza antistante alla Chiesa di San Salvatore, si imbocca la via che scende a valle: in vista della SS 17, trovate sulla destra due carrarecce, le strade di campagna che un tempo erano percorse esclusivamente dai carri e che sono utilizzate dai paesani per raggiungere i campi.

Prima di imboccare la seconda carrareccia, che vi conduce alla meta di oggi, proseguendo per un centinaio di metri, avete la possibilità di ammirare da vicino la magnifica facciata della Chiesa della Madonna delle Grazie, segno distintivo per la piana di Navelli proprio perché costeggia la statale ed è dunque visibile a chiunque la percorra.

Ritornando sui vostri passi, in direzione di Civitaretenga, imboccate la carrareccia a sinistra: siete ora in direzione della meta di oggi, la Chiesa di Santa Maria dei Centurelli.

Il percorso si snoda a distanza più o meno ravvicinata dalla strada statale la cui presenza, peraltro, non è invasiva: il vostro sguardo sarà attratto da paesaggio, dai campi, dalla vegetazione.

Se siete appassionati di piante, avete solo l’imbarazzo della scelta per soffermarvi sulle diverse varietà di ‘erbacce’ che si mescolano liberamente ai lati della strada. In questo periodo, le macchie gialle del guado (Isatis tinctoria, le cui foglie erano utilizzate per ottenere il blu, in alternativa all’indaco – una pianta orientale – quando non esistevano ancora i colori di sintesi), fanno da padrone, isolate o a gruppi, sul verde dei prati e sui più tenui colori di altri fiori.

Ieri, durante il percorso, mi sono volutamente soffermata su un ciuffo di veccia (vicia sativa), tipica dei prati e degli incolti, apprezzata dagli uccelli per i suoi semi, dagli insetti (ieri, dopo tante giornate di pioggia, sembrava un ‘condominio’ di insetti) e come foraggio.

 

Se la vostra passione è camminare a passo spedito, siete nel posto giusto: la meta si trova a circa 5 km davanti a voi, in direzione San Pio delle Camere. 

Lungo il cammino, ci sono segnali di edifici che un tempo erano consueti lungo tutte le strade e che oggi sono completamente in disuso. Si tratta delle case cantoniere: strutture abitative di proprietà demaniale e gestite dall’ANAS, adibite ad abitazione per i ‘cantonieri’, ossia gli addetti alla manutenzione delle strade. Perfettamente riconoscibili dal colore rosso pompeiano e dalla scritta con l’indicazione della strada e del chilometro esatto in cui si trovano, funzionavano ancora negli anni ottanta del secolo scorso. 

Sono state poi dismesse e abbandonate. Sono testimonianza di un’epoca e, per la verità, meriterebbero di essere recuperate e riutilizzate (esistono progetti in tal senso ma, come si sa bene, questi progetti rimangono spesso lettera morta!), se non altro perché costituiscono un patrimonio edilizio in rovina. Come si vede bene da quella che incontrate lungo il cammino, avevano sempre un terreno di pertinenza (per l’orto e gli animali da cortile) e alcuni annessi (magazzino, ma anche forno o pollaio). 

Proseguendo il cammino, già da lontano, si intravede la sagoma di Santa Maria in Centurelli, tipico esempio di chiesa tratturale: ecco quello che ancora non vi ho detto. 

State camminando lungo il Tratturo Magno o, anche, se preferite, lungo la via Claudia Nova, un’antica arteria commerciale di epoca romana. Insomma, state camminando sulla storia!

Lungo la piana di Navelli, nel corso dei secoli e dei millenni, sono passati uomini, greggi e merci. La chiesa di Santa Maria in Centurelli è una delle tante chiese sorte lungo il cammino dei pastori e dei greggi nel periodo della transumanza e costituiscono altrettanti punti di sosta e ristoro (sono solitamente contraddistinte da un porticato, dove gli uomini potevano riposare). 

La costruzione della Chiesa è iniziata all’inizio del 1500 e svolge la sua funzione fino alla prima metà del 1800. Poi, la situazione cambia, la regione diviene terra di emigrazione, la pastorizia perde importanza, la chiesa va in rovina (anche a causa del rognoso terremoto che colpì Avezzano e la Marsica nel 1915. La storia successiva è quella degli interventi di restauro.

Rilevante, a tale proposito il monumento all’emigrante, inaugurato nel 2006, e completato da una targa che riporta una frase di Bartolomeo Vanzetti, vittima con Nicola Sacco, di un errore giudiziario costatogli la condanna a morte (1927). La riabilitazione della loro memoria è avvenuta solo a distanza di 50 anni, nel 1977.  E questa è storia recente, di cui troppo spesso ci dimentichiamo.


Siete giunti alla meta. Avete modo riposarvi e di decidere se proseguire fino a San Pio delle Camere (circa un km), oppure riprendere i vostri passi per tornare a Civitaretenga, osservando il paesaggio da una prospettiva diversa.

NOTA BENE: vi consigliamo di affrontare il percorso con scarpe e abbigliamento adatto, occhiali da sole e cappello nelle giornate assolate, acqua e uno spuntino. Esercizi commerciali si trovano a Civitaretenga (bar) e a San Pio delle Camere (bar e supermercato).

TESTO: Rosa Rossi

FOTO: Elia Palange – Rosa Rossi


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