Novità dalla Bolivia … lavori in corso!

I lavori nella serra sono finiti! Naturalmente non sono finiti in modo definitivo: la manutenzione quotidiana per eliminare le erbacce e per irrigare) non manca mai ma c’è il tempo per altre attività in attesa dell’epoca del primo raccolto e dell momento giusto per comprare la paglia. La paglia è indispensabile per iniziare la coltivazione con il sistema a risparmio d’acqua (serve a non fare evaporare l’umidità naturale o quella da irrigazione a goccia a goccia).

Dunque la natura sta facendo il suo corso – ci vuole tempo per questo! -, e la comunità di persone che collabora alla creazione del centro ha cominciato a sistemare e organizzare i locali da adibire a laboratori!

I locali sono piuttosto malridotti ma, una volta sistemati, saranno molto utili per ospitare le attività del progetto. Inoltre hanno l’indubbio vantaggio di uno spazio molto ampio all’esterno, perfetto per consumare il pranzo comunitario tradizionale, ossia l’apktapi, un momento di condivisione fondamentale per l’intera comunità di persone che lavorano a gomito a gomito per raggiungere gli obiettivi del progetto.

Come si svolge e in che cosa consiste l’apktapi?

Tanti aguayo (la tela che le donne boliviane utilizzano per tutti gli usi: come tovaglia, per portare l’erba per gli animali, la spesa, i figli, gli animali al mercato ecc.) sono stesi su un prato e diventano la base su cui vengono disposti gli alimenti: patate, fave, chuño (patate disidratate e successivamente bollite per essere consumate. Questa pratica della preparazione del chuño è un rituale tipico esclusivamente dell’altipiano andino in epoca di gelate), qualche pezzetto di formaggio fresco oppure salse a base di cipolla e aji (una tipo di peperoncino giallo). Raramente, gli ingredienti possono prevedere il charque (carne secca e salata di lama, cucinata con le patate che assorbono il sale).

Durante la giornata, si affrontano i lavori basilari per adeguare gli spazi, ossia la pulizia e la tinteggiatura locali: quando avremo completato questi lavori, potremo dedicarci anche al giardino, in attesa che siano pronti i tavoli e gli scaffali che sta preparando un artigiano locale.

Anche l’esterno ha la sua importanza e, dunque, non poteva mancare l’idea di un murale  all’esterno del centro: una sorta di ‘vetrina’ o di manifesto capace di inviare un messaggio chiaro sugli usi dello spazio interno: formazione, lavoro, incontro, interazione. Io, Patrizia, e Josè Mamani abbiamo provato a tracciare alcuni bozzetti che costituiranno la base disegnata. Quando il bozzetto sarà trasferito sulla parete esterna, Carola Quispe li completerà ad acquerello.

Mentre ancora ferve questa attività di sistemazione dello spazio laboratorio, c’è stata una novità importante: i responsabili di un importante progetto che lavora sul territorio – Pastores andinos -, con il quale esiste da ormai due anni una collaborazione preziosa, hanno messo a disposizione del nascente laboratorio alcuni strumenti indispensabili per iniziare le attività: una cardatrice elettrica, una cardatrice per materassai (tutte … le meno giovani, la ricordano nei cortili delle case sino agli anni 70, a cardare la lana per rifare i materassi), due raccoglitori di filo e un telaio (utile anche e soprattutto come modello per poterne costruire altri in proprio, risparmiando risorse preziose e garantendo in tal modo la possibilità di imparare e di lavorare a più persone).

Il 18 marzo questi strumenti sono arrivati in laboratorio!

E’ stata una novità tanto inaspettata quanto gradita che ha dato a tutta la squadra un incentivo a ultimare rapidamente i lavori, accogliere in modo adeguato gli strumenti. Il momento in cui all’interno del laboratorio potrà avviarsi il lavoro vero si sta avvicinando!

TESTO E FOTO: Patrizia Palonta – Coordinamento Donne di Montagna


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