Nonno, come giocavi?

Vi è mai capitato di passare decine di volte davanti a un negozio o laboratorio, senza mai entrarci, salvo poi scoprire che è il luogo dove avreste dovuto entrare da tempo?

A me è capitato davanti a un’officina. Solitamente distratta, il mio interesse per le macchine è minimo (della serie, l’importante è che cammini! Oppure: ricordati che serve il carburante!). 

C’è però un’eccezione: mi fermo se il veicolo in questione è vecchio. Fiat 500, Bianchina, Ape, la mitica Renault 4 o il Maggiolino prima maniera. Ecco queste mi incuriosiscono!

Così mi è accaduto di rallentare un giorno davanti all’Officina dei fratelli Lupattelli a Viterbo, attratta da una vecchia 500 parcheggiata davanti all’entrata. Buttando uno sguardo all’interno, ho avuto l’impressione di qualcosa di particolare, quasi una collezione.

Mi sono allontanata ripromettendomi di indagare, appena possibile.

Non passano due giorni e l’amica Tiziana mi propone di andare a visitare un luogo speciale, dove sono raccolti una grande quantità di tricicli, biciclette, modelli giocattoli di macchine, aggiungendo: potrebbero diventare una bella mostra durante il Caffeina Christmas Village!

Ci è voluto un attimo per realizzare che si trattava della stessa officina che mi aveva attratto per qualcosa di speciale e che nella fretta di proseguire non avevo decifrato.

Dunque, l’impressione era giusta: si tratta proprio di una collezione.

Questa volta non ho più scuse. Precedute da una telefonata, io e Tiziana andiamo in perlustrazione per verificare la fattibilità dell’idea di una mostra dedicata ai giochi dei nonni (o anche dei bisnonni per la verità). 

Entrando nell’officina, mi soffermo finalmente su tutti gli oggetti raccolti, appesi in alto o accatastati in un angolo. Si tratta di una raccolta notevole che Paolo ci presenta pezzo per pezzo. Di tutti ricorda la persona che lo ha donato – conoscendo la sua passione -, la marca, il modello, le caratteristiche, il materiale, la data. 

Quasi tutti pezzi unici, alcuni doppioni, sono tutti esemplari che vanno dai primi agli ultimi decenni del Novecento: la collezione si è andata arricchendo nel tempo e potrebbe essere l’inizio per un piccolo museo del giocattolo. 

E’ naturalmente legittimo interrogarsi sul senso di una collezione del genere. E magari molti potrebbero disdegnarla, come un ammasso di oggetti da robivecchi. In realtà, considerando i tricicli, le biciclette, i modelli di vespa, e poi le macchine non è difficile intravedere uno spaccato di storia di un secolo che ha visto il diffondersi dei mezzi di locomozione, prima in modo molto graduale poi in modo sempre più massiccio, dagli anni Sessanta in poi.

Nei modelli giocattolo  si intravede la stessa storia – l’evolversi del design, l’uso dei metalli e l’introduzione della plastica – dalla parte dei bambini che sono stati i nonni e i bisnonni dei bambini attuali.

I proprietari che ne hanno fatto dono a Paolo e Marco Lupattelli, in molti casi, hanno lasciato la loro foto, scattata magari nel giorno in cui hanno ricevuto il regalo. 

Le foto di un tempo, in bianco e nero, lasciano immaginare un tempo in cui ricevere una bicicletta in dono significava molto: i regali, anche a Natale, erano pochi, fatti in casa e, nella maggior parte dei casi, rispondevano all’esigenza di essere utili.

Quindi, sono oggetti preziosi, testimonianza di un’epoca, di un gusto che si evolve, della storia del giocattolo.

Perché mi piacciono tanto? Forse perché sono stata bambina in un’epoca in cui la carrozzina  sembrava una macchina? E sono cresciuta quando per andare dalla campagna dei nonni (zona San Martino) a Viterbo o si camminava o si andava in bicicletta!

In questi giorni, Paolo sta pulendo accuratamente tutti i modelli. A breve saranno pronti per essere disposti in bell’ordine nella libreria Caffeina, dove saranno esposti per tutto il tempo del Caffeina Christmas Village, accanto a libri, tanti libri, di tutti i generi e per tutti i gusti.

E naturalmente ci saranno: l’albero sostenibile creato dal gruppo Knit and Chat che si riunisce in libreria per Costruiamo insieme il Natale Naturale, l’albero addobbato a cura del laboratorio Estromania e i pannelli natalizi per Natale con le pezze dell’associazione Quilting Tuscia.

Tutto questo grazie allo staff Caffeina e al mitico, indispensabile, Gianfranco.

Perché il Natale 2018 della Libreria Caffeina vuole pensare in termini di sostenibilità, nel rispetto del passato (ricordando, recuperando e riutilizzato) e pensando al futuro!

TESTO E FOTO: Rosa Rossi


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