Nel regno delle peonie (ma non solo!)

Aprile è il periodo giusto, almeno per alcune delle migliaia di peonia coltivate nel Centro Botanico Moutan.

Non ho conoscenze specifiche quindi mi limito a presentare una rassegna degli scatti ‘rubati’ in un pomeriggio caldo – forse anche troppo, per la stagione – passeggiando tra le piante.

Mi sono lasciata guidare dai colori e, soprattutto, dalla possibilità di cogliere le varie fasi della fioritura, dal bocciolo alla piena fioritura,  fino alla fase della sfioritura.

Ogni fase ha la sua particolarità e la sua bellezza.

Colgo un fascino particolare nel fiore ormai completamente aperto, i petali enormi e ormai sciupati che mi fanno pensare a panni sgualciti che si stanno asciugando al sole e al vento.

Il fatto di essere dedicato ad un fiore – la peonia – potrebbe produrre monotonia. In realtà non accade per una serie di motivi.

In primo luogo perché dire ‘peonia’ è riduttivo. Le specie sono tante, anzi tantissime, anche se solo gli esperti sanno riconoscerle. 

In secondo luogo perché ogni fiore, anche se non riesco a identificarlo con precisione, è diverso dall’altro, per forma, sfumatura di colore, stadio di fioritura …

Poi, perché in realtà, non ci sono solo peonie. Ci sono anche due pergolati di glicine, carichi dei caratteristici fiori, ma in una sfumatura rosata.

E io adoro il glicine: mi fa pensare all’infanzia, ai nonni, alla campagna dove sono cresciuta.

E ci sono gli iris, diversi, qua è là, a formare quasi delle siepi. 

E poi ci sono le ‘vagabonde‘ o ‘erbacce    (perché il giardino è coltivato e le peonie sono ‘straniere’ ma la natura fa il suo corso e si diffonde, a dispetto dei migliori giardinieri (non perdete l’occasione di cliccare sul link in corrispondenza di ‘vagabonde’ ed ‘erbacce’, per scoprire che di qualsiasi cosa si parli, si parla anche di libri. Parola di libraia!).

E così nell’ultima foto, si può osservare il Galium aparine ‘abbracciato’ ai rami di una pianta di peonia! (ma ce ne sono molte altre)

TESTO E FOTO: Rosa Rossi


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