Lunedì. Musei chiusi, faggeta aperta …

Non ricordo più quando ci siamo incontrate, io e Michela.

Ossia lo ricordo benissimo: era un’edizione di Passatempi e passioni (a Forlì). Avevo scoperto da poco quello che faceva e mi era sembrato affascinante. Così, io ed Elia siamo partiti dal paese in Abruzzo, dove abbiamo casa e, soprattutto, giardino, per andare a curiosare nel suo stand.

Ne tornai con alcuni gomitoli di lana tinta con radici di robbia e un mondo di colori in testa, sicura di aver sempre lavorato a maglia (da quando ho imparato bambina sotto lo sguardo della nonna che guidava i miei primi ‘passi’ ai ferri) sapendo che avrei scoperto il mondo della tintura vegetale.

Da allora (sono passati parecchi anni … ed è l’anno che non ricordo!) sono nate le sperimentazioni – tra Abruzzo, Romagna e Tuscia – costellate di incontri in cui ci scambiamo risultati del lavoro (del suo lavoro di tintura e stampa vegetale, dei miei tentativi, delle nostre idee che si traducono in altri progetti) e delle scorribande alla scoperta di luoghi della natura e della cultura.

A costellare le giornate trascorse insieme, c’è sempre il momento dedicato alle passioni in comune. Passeggiate nella natura (con lo sguardo in alto tra i rami o in basso tra erbe, fiori, muschi …) da cui torniamo con un raccolto – sempre molto oculato – foriero di altre sperimentazioni. Oppure visite culturali, ad un museo (o mostra, palazzo o villa). O un museo che è anche biblioteca e ristorante, come è accaduto a Forlimpopoli.  

L’ultima volta, è capitato di incontrarci a dicembre e di lunedì. Una congiunzione apparentemente poco promettente: l’idea originaria era tornare a Caprarola per visitare il Palazzo Farnese. Di lunedì, impossibile!

Ci siamo accontentate di rimanere nel territorio di Caprarola, approfittando della bella giornata, con tappa a San Martino al Cimino dove l’abbazia è aperta.

La tappa è d’obbligo. La posizione, il panorama dal piazzale antistante, la struttura architettonica (che risale al XIII sec., con modifiche e aggiunte che arrivano fino al XVI) ne fanno uno dei  tesori architettonici della Tuscia. 

Per me è luogo di ricordi. Quando ero bambina, a San Martino si arrivava a piedi dalla campagna dei nonni. Passeggiate memorabili! 

Soprattutto, era ed è rimasto il punto di partenza per le passeggiate sui monti Cimini, verso Sant’Angelo (territorio di Vetralla, castagni a perdita d’occhio, profumi e colori del sottobosco) oppure in alto, verso la Madonnina, poi sul Fogliano e, ancora verso la valle del lago alla scoperta della faggeta. 

Dicembre potrebbe sembrare il momento sbagliato per raccontare un bosco. 

Potrebbe ma non è. I colori, le foglie, i licheni, le architetture degli alberi ormai privi di foglie, i tronchi a terra pieni di muschi e di funghi sono tutti da scoprire. 

E’ una di quelle giornate di dicembre che il sole illumina con la luce speciale che può avere solo in – quasi – inverno. 

La temperatura è piuttosto bassa, nonostante il sole, e l’aria fredda. Abbiamo scattato parecchie foto. E’ tempo di tornare sui nostri passi.

 

TESTO E FOTO: Rosa Rossi


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