Le ‘erbacce’ di una vita. Un gruppo Facebook, un gioco interattivo e le piante, sul filo dei ricordi …

PRIMA PARTE

Un giorno, Ilana B. ha lanciato l’idea di un gioco interattivo nel gruppo Facebook  Erbacce e dintorni: ha chiesto agli iscritti di indicare tre piante che rappresentassero nel modo migliore la loro infanzia, raccontando brevemente il ricordo legato a ciascuna pianta.

Ne è nata una lunga conversazione virtuale tra oltre 100 persone che hanno trovato nel post l’occasione per riandare con la memoria indietro nel tempo, sul filo dei ricordi.

Ogni persona intervenuta ha partecipato con passione, emozione, persino commozione.

Ognuno ha lasciato riemergere da un angolino della memoria ricordi lontani: i luoghi dell’infanzia, i nonni, i giochi fatti di niente, le esperienze di una vita, sepolte sotto il peso degli eventi e dalla distanza (fisica oltre che temporale) dagli ambienti naturali.

L’idea di trasferire l’intera conversazione dallo spazio virtuale del gruppo facebook a un file di word da organizzare e sistemare, lasciandone intatta l’organizzazione, la struttura e la freschezza e corredandola di apparati tali da chiarire e completare gli aspetti sostanziali del testo (piante, luoghi, ecc.), è nata dagli amministratori del gruppo e dal team di No Serial Number Italia che hanno ritenuto la conversazione degna di un ‘supporto’ meno volatile di quello di un post nel gruppo.

In questo modo, il carattere di volatilità di una conversazione su Facebook ha acquistato una sua autonomia e può essere proposta in modo più stabile, online (ma anche in forma cartacea, se mai sarà possibile), sia al pubblico costituito dai partecipanti alla conversazione sia a un pubblico più vasto che può riconoscersi nella storia raccontata in forma di dialogo, integrarla con i propri ricordi e farla propria.

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Qualche indicazione per la lettura …

Il gruppo: Erbacce e dintorni

Il gruppo Facebook Erbacce e dintorni è stato fondato da Roberta Rossini, una giovane imprenditrice agricola, l’8 ottobre 2012. Oggi conta 24.024 iscritti (al 3 settembre 2016), ha realizzato il suo primo evento a giugno del 2015 a Sasso, nelle vicinanze di Cerveteri (Roma), e il secondo a Bracciano (ottobre 2016). Il gruppo è dedicato a tutti coloro che sono interessati alla conoscenza delle piante, con particolare attenzione per quelle spontanee, immuni dall’intervento dell’uomo (che non sia quello dell’agricoltura naturale).

Ecco come lo descrivono gli amministratori:

Erbacce e dintorni è nato dal desiderio di percorrere insieme un cammino alla riscoperta della bellezza e della ricchezza della natura, della biodiversità e della complessità degli ecosistemi. Il nostro impegno di salvaguardia, amore, divulgazione del sapere e del saper fare è  generato dalla consapevolezza dell’indissolubile legame che unisce l’uomo all’ambiente. Le erbe, le bacche, le radici, i germogli sono stati fonte di nutrimento e di cura per l’uomo fin dall’inizio dei suoi giorni, ma non solo questo: arte, colori, ispirazione, creazioni, oggetti di vita quotidiana e grandi opere dell’ingegno umano si sono sempre ispirate ad essa. Non possiamo e non dobbiamo dimenticare il legame che ci unisce indissolubilmente alla natura perché non siamo spettatori, ne siamo parte integrante. Il benessere dell’uomo dipende dal benessere della terra. Per questo Erbacce e dintorni si adopera per educare, divulgare e formare, per dare forma ed energie a comunità consapevoli e responsabili, collaborative, partecipative, libere, consapevoli. Si prende cura della natura, ricerca un equilibrio tra sviluppo e sostenibilità, riscopre le tradizioni. Vuole creare una coscienza e una conoscenza nelle future generazioni, legare passato e futuro. Tornare a rispettare i ritmi della natura, scegliere alimentazione e cure naturali sono scelte di vita molto semplici in sé, ma richiedono tempo.  E il tempo è una risorsa preziosa, una dimensione della quale l’uomo deve riappropriarsi, per il suo benessere e per quello del pianeta.

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L’associazione: No Serial Number Italia

L’associazione culturale No Serial Number Italia si è costituita nel maggio 2016 sulla base della lunga esperienza dei fondatori nel campo dell’artigianato e delle attività tradizionali. Da tale esperienza si è sviluppato il desiderio di capire come la folle corsa allo sviluppo stia incrinando aspetti fondamentali del vivere, personale e civile, privato e pubblico, in tutti i campi.

La riflessione sul progresso che, nel corso dell’ultimo secolo, ha ‘migliorato’ incredibilmente la vita degli uomini (soprattutto nel mondo occidentale, con conseguenze spesso drammatiche nell’ ‘altrove’ che si tende a dimenticare), porta con sé la preoccupazione per la crescita incontrollata di fenomeni ‘post-moderni’: produzione di massa di bassa qualità, di brevissima durata e con materiali industriali, aumento smisurato dei rifiuti, perdita della memoria dei lavori tradizionali, un generale deterioramento delle condizioni di lavoro.

No Serial Number Italia si propone di promuovere, in tutti i campi, una prospettiva sostenibile di sviluppo rivolgendosi a quanti si preoccupano della provenienza, dei materiali, di modalità di lavoro e fabbricazione di ciò che comprano (in tutti i campi: moda, design, agricoltura, ecc.); a quanti sanno fare o vogliono ricominciare a fare, in tutti i campi, con la loro creatività e la loro manualità; a quanti recuperano, riciclano e riusano per evitare sprechi e valorizzare la durata delle cose; a quanti praticano e ricercano modalità  educative rispettose dell’infanzia, preoccupati di dare ai propri figli un’educazione vicina alla natura e, soprattutto, di lasciare loro un mondo più pulito.

No Serial Number Italia si è posto come obiettivo quello di accrescere questa comunità trasversale, pubblicando articoli, interviste, indagini, studi (online e/o cartacei) volti alla ricerca di uno stile di vita ispirato alla natura, al rispetto e alla salvaguardia della terra e mettendo in contatto tutti coloro che cercano, trovano e sperimentano modalità sostenibili di rapportarsi al progresso.

L’ideatrice del gioco

Ilana, che ha lanciato il gioco, è nata ad Haifa (Israele), ha studiato veterinaria a Torino (Italia) e vive attualmente a Monaco di Baviera (Germania). Fa parte di una tipologia particolare di persone: quelle che frequentano i social media in una forma che potremmo definire ‘periferica’ o ‘specializzata’. Sono iscritte a gruppi ‘specifici’, sulla base dei loro interessi primari, e li frequentano contribuendo con le loro foto e le loro riflessioni sul campo di interesse. Si tratta di gruppi non esenti da superficialità e litigiosità in cui peraltro prevale un ruolo non indifferente di informazione, anche perché si avvale del fondamentale supporto fotografico.

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Gli ‘attori’ della conversazione

Il gioco proposto da Ilana ha coinvolto un elevato numero di persone – oltre un centinaio – all’interno del gruppo. Dal momento in cui Ilana lo ha lanciato, gli interventi si sono susseguiti in modo costante per alcuni giorni, molte persone sono intervenute più di una volta, ai primi ricordi se ne sono aggiunti altri, i ricordi degli altri portavano alla mente ulteriori piante, profumi, giochi, situazioni. E’ stato un tale susseguirsi di riflessioni, scambi di esperienze, domande che si sono intrecciate, chiamando in causa ora l’uno ora l’altro dei protagonisti (a proposito di un nome, di un proverbio, di una località, di una consuetudine locale) che è venuto spontaneo pensare a serbare memoria di questa conversazione a distanza.

Le persone coinvolte si riconoscono come appartenenti allo stesso gruppo, non si conoscono nella realtà ma hanno attivato con la loro partecipazione una comunità legata dalla loro esperienza di bambini nel nome delle piante. Pur senza indagare sull’età dei partecipanti, le indicazioni interne alla conversazione permettono di capire che si risale fino agli anni Cinquanta del secolo scorso e che il gruppo più sostanzioso di interventi è circoscritto tra anni Sessanta e Settanta. Poi il progresso è intervenuto pesantemente e la formazione dei bambini si è allontanata sempre di più dalla natura, con tutte le eccezioni del caso, naturalmente.

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Le piante dei ricordi

La caratteristica principale di una conversazione in un gruppo Facebook è di essere assolutamente libera (nel rispetto delle regole del gruppo): ciascuno interviene quando e come si sente di farlo, sulla base delle sollecitazioni che provengono dagli altri scriventi e della propria memoria. E’ un po’ come se parlasse a se stesso, anche se potenzialmente ha un pubblico vastissimo, costituito da tutti gli iscritti al gruppo.

L’ideatrice del gioco ha accentuato questa sensazione di parlare a se stesso, attivando ricordi sopiti ma indelebili nella memoria di ciascuno e coinvolgendo la sensibilità delle persone.

Ilana ha lanciato il gioco e lo ha avviato, proponendo le ‘sue’ tre piante. A quel punto, parafrasando un modo di dire particolarmente appropriato (‘una ciliegia tira l’altra’), una pianta ha tirato l’altra.

Naturalmente, il gioco non ha posto limitazioni sul tipo di piante: l’unica indicazione era recuperare il filo dei ricordi.

Ne è derivato un quadro veramente composito, da molti punti di vista:

  • le piante citate (fiori ed erbe spontanee, arbusti e alberi, alberi da frutta e ortaggi, piante da giardino, o anche solo, semplicemente, foglie);
  • i nomi utilizzati (nomi comune, nomi scientifici, nomi dialettali, ma anche parafrasi perché spesso di un fiore o di un’erba si ricorda tutto ma non si è mai saputo il nome!);
  • gli spazi teatro dell’infanzia di un tempo: prati, giardini, orti, la campagna dei nonni, il giardino della scuola o della stazione, ma anche il balcone, il bosco o  le rive del mare o di un lago;
  • i giochi dell’infanzia: ce ne sono di ogni tipo, tutti molto semplici, frutto della creatività e di una realtà economica molto diversa, in cui si comprava l’indispensabile (che difficilmente comprendeva il giocattolo!) e in cui il confine tra il gioco e il dovere era piuttosto incerto (quante ore passate con nonna o mamma a raccogliere la cicoria o ad osservare il nonno alle prese con gli alberi da frutta!);
  • i luoghi, in giro per l’Italia  e non solo. Un gruppo Facebook non ha confini. O, meglio, il confine è rappresentato dalla lingua, quindi gli iscritti al gruppo usano la lingua italiana e, in prevalenza, abitano sul territorio italiano. Ma è una ‘regola’ dettata solo dalla ricognizione degli interventi perché, in realtà, ci sono persone che scrivono da altri paesi o che vivono in Italia ma non sono italiane. L’ideatrice del gruppo è l’esempio migliore di questa situazione: israeliana, con studi italiani e attuale residenza in Germania. Dalle sue osservazioni viene fuori l’anima mediterranea dei suoi ricordi legati alle piante e la sua disponibilità a ‘incontrare’ piante estranee al mondo della sua infanzia.

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Le piante come conoscenza sul campo 

Dal dialogo si evince chiaramente quanto il rapporto del bambino con la natura fosse un tempo molto più ravvicinato. Che il bambino abitasse in città o in campagna, la conoscenza del mondo che lo circondava e delle piante era diretta e le conoscenze che egli traeva dalle piante, con l’indispensabile supporto di genitori e nonni, erano parte integrante della sua vita di bambino e poi di adolescente.

I ricordi sono colmi di aneddoti, avventure, profumi, sapori, immagini, giochi (ricorrenti perché sono gli stessi in luoghi diversi e distanti). Il ricordo di una persona ha sollecitato la memoria di altre, creando una sorta di catena dei ricordi, unici nel loro essere simili.

Ne emerge che i bambini di un tempo scoprivano il mondo tramite l’esperienza diretta con la natura che li circondava (balcone, giardino, orto, parco, campagna), trovando nelle piante il terreno su cui esercitare i cinque sensi.

Il contatto diretto con la natura – fosse pure quella di un balcone – aguzzava in loro vista, udito, odorato, gusto, tatto. Le piante e la terra erano il campo di azione dove inventavano i loro giochi e quello dove, spesso in modo impercettibile, passavano dal gioco al lavoro.

Il dialogo trabocca di immagini di grande efficacia sollecitate dalla vista (‘i colori delle penombre’, i colori ricavati ‘pasticciando’ per ottenere improbabili trucchi, ecc.), dall’udito (‘il ruggito del dente di leone’, ecc.), dall’odorato (odore di resina, di erba bagnata, di ‘fine scuola’, di fieno, ecc.), dal tatto (si toccava e si sperimentava per inventarsi piccoli oggetti, costruzioni ‘fai da te’, ecc.), il gusto (per tradizione ed esperienza si mangiavano o succhiavano frutti, bacche, gambi) e il sapore delle merende tra i rami degli alberi da frutto, forse quello che ha suscitato i ricordi più intensi.

In alcuni si percepisce una grande forza poetica, come nell’immagine di una rosa canina paragonata a un delicato oggetto di porcellana in un tema di bambina o in quella della malva ‘con il sapore e il profumo delle coccole della nonna’.

Non si tratta di informazioni complete e attendibili al 100%. Rimangono pur sempre informazioni filtrate dai ricordi delle persone e dunque suscettibili di errori, di fraintendimenti e, comunque, parziali. In alcuni casi, è impossibile perfino risalire al nome della ‘pianta del ricordo’, citata con un modo di dire locale o con la descrizione rimasta nella memoria della singola persona.

Proprio queste caratteristiche, peraltro, ne garantiscono la freschezza e il sapore di ‘cose d’altri tempi’.

Proprio per questo pensiamo che valga la pena salvarle.

La forma del dialogo

Il dialogo è la registrazione fedele degli interventi seguiti al post di Ilana. Gli interventi che si sono resi indispensabili per rendere comprensibile il testo (l’uso della lingua nei social media è più libero ma anche molto più approssimativo di quello che la forma italiana corretta richiede) riguardano la punteggiatura, gli errori meccanici (scambi di lettere, lettere mancanti, ecc.) tipici di una scrittura veloce e l’eliminazione dei simboli.

Il dialogo ha tutte le caratteristiche di una scrittura ‘a più voci’: spontaneità e frammentarietà, mescolanza di stili (ci sono interventi schematici, stringati, fluenti, narrativi, disordinati, ecc.), ripetersi e intrecciarsi di argomenti e ricordi.

Il dialogo ha avuto inizio il 13 luglio 2016 alle ore 18.06 e l’ultimo intervento è stato registrato il 25 agosto 2016 alle ore 14.47. La storia che il dialogo racconta risale agli anni Cinquanta del secolo scorso e ha la capacità di trasmettere al lettore l’importanza di una formazione a contatto con la natura, durante l’infanzia e l’adolescenza, e la consapevolezza dei cambiamenti profondi intervenuti in circa settanta anni.

A ben riflettere, il gioco di Ilana ha sollecitato una riflessione sulla storia, fondamentale per ragionare su come siamo cambiati e su come è cambiato il mondo intorno a noi. E tutto questo grazie alle ‘piante dei ricordi’.

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Avvertenze ai lettori

  1.  La pubblicazione online, pur garantendo una maggiore stabilità, assicura la possibilità di successivi interventi: se qualcuno ci farà notare sviste o possibili integrazioni, saremo in grado di intervenire.
  2. Il dialogo è seguito da un elenco delle ‘piante dei ricordi’, in cui ogni pianta è accompagnata dall’indicazione dell’habitat tipico prevalente. L’elenco è organizzato in ordine alfabetico e non ha pretese di scientificità: sono soltanto le oltre 150 ‘piante dei ricordi’ citate nel post.
  3. Il segno grafico […] indica la scelta di eliminare alcune parole o frasi che contengono il riferimento a informazioni nel campo medico che, non sostenute da informazioni specialistiche, possono ingenerare confusione.
  4. Nel dialogo, le piante sono citate con il nome in lingua italiana, più raramente con il nome scientifico, spesso con il nome dialettale. Accanto alle piante è stato inserito il nome scientifico quando l’identificazione poteva generale dubbi.
  5.  Le persone che hanno partecipato sono citate con il loro nome e l’iniziale del cognome. Ilana ha chiesto di essere citata con l’iniziale del suo vero cognome (quindi Ilana M. è diventato Ilana B.). Rosa R. fa parte del team di No Serial Number (NSN), Roberta R. è amministratore di Erbacce e dintorni.
  6. Non c’è corrispondenza tra le piante citate e le fotografie (che provengono dalla collezione di No Serial Number Italia).

Leggi: Erbacce di una vita dialogo parte prima

Leggi: Erbacce di una vita dialogo seconda parte

Leggi: Erbacce di una vita terza parte

Leggi: Erbacce di vita quarta parte

Leggi: Erbacce di una vita quinta parte


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