Lavorando al nuovo progetto NSN magazine

La collaborazione con Michela Pasini, ogni tanto, ci porta a Santarcangelo di Romagna. È vero, infatti, che si può lavorare a distanza. È però altrettanto vero che ci sono fasi di lavorazione in cui è indispensabile essere sul luogo. Ad esempio, quando arriva il momento delle foto. 

Allora partiamo per Poggio Berni, dove si trova il laboratorio di Michela (Rosso di Robbia), è per qualche giorno ci ritiriamo nella Foresteria del convento.

Ormai siamo ospiti abituali: il luogo è bellissimo, il giardino è un angolo di tranquillità verde e fiorita. Per non parlare dell’orto che, in realtà, è quasi un parco pieno di alberi di ogni tipo (noci, ulivi, aceri, lecci, con lo spazioso recinto delle galline, vecchi attrezzi negli angoli, e pergolati ricchi di vegetazione).

Questa volta, ci siamo fatti coraggio e abbiamo chiesto alla madre superiora di poter ambientare abiti e teli con le stampe vegetali di Michela nel giardino. 

Ne sono seguite due giornate di lavoro tra laboratorio e giardino di cui sarà possibile vedere il risultato nel workbook ideato e progettato da NSN magazine (siamo nella fase di preparazione dei materiali, non appena possibile, daremo notizia della data di pubblicazione!).

Il soggiorno santarcangiolese è stato un’occasione per incontrare Maria (LANA VIVA), la sua passione per la lana appenninica, la sua inesauribile creatività che la porta a raccogliere la lana dei piccoli allevatori (salvandola dal destino di rifiuto speciale difficilmente smaltibile), occuparsi delle fasi della lavorazione (lavaggio, cardatura, filatura) per poi usarla per i suoi lavori a telaio, all’uncinetto, ai ferri oppure per ricavarne feltro per creazioni sempre all’insegna dell’originalità.

In quest’occasione, il motivo per incontrarci è legato, ancora una volta, ai progetti di inserire nel workbook, uno dei quali coniuga lavoro a telaio e stampa vegetale. 

Ne approfittiamo per una lunga chiacchierata sulla lana e sui suoi derivati, tra i quali un delizioso portamonete che Maria ha realizzato a telaio, mescolando la lana appenninica nel colore naturale e il lino nero per l’ordito, una canapa naturale antica filata a mano e una canapa tinta con guado (da Michela!) per la trama. I fili annodati su un lato del portamonete sono il modo ideato da Maria per permettere a chi non ha dimestichezza con i filati di osservarli e toccarli. 

Tornando a casa, nel nostro rifugio abruzzese, ai piedi del Gran Sasso e lungo il percorso del Tratturo Magno (per non dimenticare che la pastorizia è stata l’attività principe delle popolazioni appenniniche per secoli!), penso ai gomitoli di lana appenninica che mi aspettano: la lana è di Maria (rimasta in attesa mentre confezionavo un giaccone con lana Aquilana in una tonalità ottenuta con campeggio e robbia) tinta con robbia da Michela.

Cerco ispirazione nelle pubblicazioni Rowan sempre ricche di bei modelli e bellissime ambientazioni (sono piuttosto indisciplinata in questo campo: non riesco a seguire le spiegazioni alla lettera, guardo i modelli e improvviso. Tanto più se le spiegazioni sono in inglese!). Per ora, ho trovato il punto giusto – semplicissimo e piuttosto geometrico – che mi sembra adatto per un cardigan (durante l’inverno, un cardigan supplementare fa sempre comodo, per lavorare a maglia, per leggere o scrivere al computer).

TESTO E FOTO: Rosa Rossi 


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