La rivincita della lana …

Mentre sono alle prese con uno dei miei lavori interminabili – un giaccone interamente lavorato con uno dei punti usati per i campioni in lana appenninica di Maria che ho sperimentato recentemente – mi arriva una richiesta molto circostanziata da Alessandra che ha deciso di fare una lotta senza quartiere ai pannolini usa e getta per l’ultimo arrivato.

In pratica sta utilizzando pannolini di “bamboo e/o cotone, un rivestimento in materiale in pile poliestere a contatto con la pelle per dare la sensazione di asciutto e poi un involucro esterno di Tessuto laminato poliuretanico (PUL)”.

Come dire, i pannolini di una volta, in una veste rinnovata per praticità e in un tessuto più funzionale del tradizionale cotone. 

Ai miei tempi di neomamma – alla fine degli anni Settanta – li ho usati: mi sembra di ricordare che quelli “usa e getta” fossero già in commercio, ma erano ancora una novità e costavano troppo per le nostre finanze di neogenitori. Così come ho usato regolarmente i completini in maglia realizzati dalla mamma e dalla nonna (che diventavano, rispettivamente, nonna e bisnonna).

A distanza di trenta anni, con l’arrivo dei primi nipoti, non si è posto il problema di pannolini alternativi a quelli “usa e getta”. La questione dell’impatto ambientale si stava già ponendo ed esistevano già soluzioni alternative. In alcuni anni la questione si è imposta all’attenzione ed è diventato doveroso tenerne conto (ma su questo avremo modo di tornare!).

Oggi la questione si è imposta. Il problema dei rifiuti è diventato centrale e le soluzioni per un ritorno al passato in una veste aggiornata e pratica si vanno diffondendo.

La richiesta di Alessandra continua con l’indicazione esatta del problema da risolvere: “il PUL la notte, pur non essendo totalmente impermeabile, tiene tutta l’umidità dentro e la mattina risulta tutto bagnato. Al bambino il bagnato da proprio fastidio, quindi tende a svegliarsi prima del solito. Mi è stato raccomandato di usare un involucro di lana che, trattata con la lanolina ogni due/tre mesi, rimane la cosa migliore perché è naturalmente impermeabile e permette comunque l’evaporazione. Per caso potresti farlo tu?”.

Ecco spiegato il titolo: quaranta anni circa di sprechi, di materiali usa e getta in nome del semplificarsi la vita, hanno quasi distrutto il mondo dove viviamo, portando il problema dei rifiuti a livelli inaccettabili e la ricerca sul recupero e il riuso dei materiali anche all’attenzione delle aziende più importanti.

Intravedo già un futuro in cui la lana, declassata in modo poco lungimirante a rifiuto ingombrante, avrà la sua rivincita, le appassionate di maglia potranno dire di avere avuto ragione a continuare a sferruzzare e in cui anche per i bambini torneranno di moda i corredini di maglia!

In pratica, serve un pantalocino di lana che il bambino possa indossare la notte sopra al pannolino in bamboo e al suo rivestimento.

Detto fatto, il giaccone è accantonato per qualche giorno. La nonna prevale sulla mamma (il giaccone è destinato a mia figlia, ma le ragioni del piccolo sono immediate!)

Recupero un etto di lana Aquilana (100% lana merino italiana) in esubero (ne ho lavorata già tanta, tinta in vari colori vegetali dall’amica Michela). La scelta, inevitabilmente, cade sull’azzurro ottenuto dal guado (Isatis Tinctoria). 

Preparo il modello sulla base delle misure indicate. Preparo un campione per calcolare il numero di maglie da avviare. In qualche ora, distribuita su alcuni giorni, il pantaloncino è pronto. 

Il dubbio sorge spontaneo: “Ne basta uno? Impossibile!”. Meglio metterne in cantiere un altro. 

Il secondo sarà un bel punto di giallo, ottenuto dalla reseda (reseda luteola), sempre da Michela!

Oggi stesso avvio le maglie!

POST SCRIPTUM

Per chi fosse interessato all’uso della nuova generazione di pannolini riutilizzabili, ecco la descrizione del prodotto per la notte (quello per il quale ho realizzato il pantaloncino di lana come ‘involucro’). Si tratta di tre strati (cotone all’esterno, bambù al centro e seta grezza al 100% a contatto con la pelle):

 

La seta grezza contribuisce a dare la sensazione di asciutto e, grazie alle sue proprietà antibatteriche naturali  aiuta a prevenire l’eritema da lievito.

 

TESTO E FOTO: Rosa Rossi

 


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