Inseguendo un’opera d’arte (visita a Guardiagrele)

All’inizio di giugno abbiamo ‘scovato’ Valeria Belli nel suo rifugio montano, a Decontra, un paesino con un magnifico panorama sulla Majella.

In quell’occasione abbiamo parlato delle sue sperimentazioni tessili e, in particolare, di un’opera intitolata Scolpire la lana per un articolo sull’uscita estiva (sarà disponibile entro il mese di luglio sul sito) di NSN Magazine. Valeria ci ha raccontato come è nata, i materiali e le tecniche utilizzate, mostrandocene una ‘miniatura’, ossia un’opera realizzata in dimensioni molto più piccole rispetto all’originale, in bella mostra sul grande camino nella stanza del telaio. 

L’originale è esposto nella sede della Mostra dell’Artigianato artistico abruzzese, a Guardiagrele.

Si può pubblicare un articolo senza una foto dell’opera originale di cui si parla? Impossibile! Dunque, una mattina ci diamo appuntamento con Valeria all’entrata della Mostra dell’Artigianato Artistico  Abruzzese a Guardiagrele, dove il personale sta già preparando l’edizione 2019 della mostra  che sarà aperta al pubblico durante il mese di agosto. 

Il manufatto è risposto nella sua scatola, insieme all’asta di ferro battuto opera del maestro Filippo Scioli. 

Con Valeria ‘prendiamo in prestito’ Scolpire la lana con la sua asta di ferro battuto e ci dirigiamo nel luogo che Valeria ha individuato come quello giusto per scattare le fotografie: il Chiostro della chiesa di San Francesco, poco distante (già, perché in questi paesi medievali è tutto a poca distanza, anche se Guardiagrele è decisamente un paese animato e pieno di attività artigianali e commerciali, rispetto ad altri).

Il chiostro di San Francesco è, in pratica, l’entrata degli uffici comunali, situati nell’edificio annesso (al piano superiore) e anche l’entrata del Museo del Costume, che avremmo visitato volentieri ma che apre soltanto il sabato e la domenica. E’, infatti, un’attività affidata ai volontari, come tante altre in giro per i paesi della penisola. 

La chiesa e il chiostro sono in forte contrasto tra loro: la chiesa ha assunto, come tante alte in giro per l’Abruzzo e non solo in Abruzzo, una veste completamente barocca mentre il chiostro, nonostante gli interventi di restauro e di sistemazione, ha mantenuto il suo fascino originario. 

Nel cortile centrale un unico grande albero – mi sembra di riconoscere un esemplare di abete rosso – che svetta verso il cielo azzurro, ai cui piedi una gruppo di bambini con le loro maestre intonano canzoni ritmate che ci accompagnano mentre cerchiamo il punto migliore dove fotografare l’opera di Valeria la cui lavorazione risalta sulla pietra chiara delle Majella. Lana, ferro, pietra: stiamo immortalando i materiali, le tecniche, la storia della Majella!

Quando pensiamo di avere abbastanza foto tra cui scegliere, Valeria torna alla sede della Mostra per collaborare nell’allestimento (ci salutiamo pensando alla possibilità di incontrarci a Loreto Aprutino per un prossimo evento), mentre Elia ed io ci avventuriamo per le strade di Guardiagrele, arriviamo fino al belvedere e cogliamo alcuni scorci che rimandano alle tradizioni architettoniche ma anche alla storia (vicende locali di una storia più ampia, quella di una penisola, divenuta nazione solo l‘altro ieri’). 

I nomi delle strade sono, a volte, scontati (Via Roma) oppure rappresentano un doveroso omaggio a personaggi del luogo, come quella intitolata a Modesto della Porta, il poeta dialettale di Guardiagrele, partito alla volta della capitale dove faceva il sarto. 

Ci spingiamo fino al Belvedere che si affaccia verso le colline, la piana e il mare di Francavilla. Mentre riguardo le foto mi rendo conto di aver immortalato tra gli alberi in primo piano, un ailanto, segno indiscutibile di globalizzazione vegetale e dell’impossibilità di chiudere confini e creare barriere.

D’altra parte, che senso avrebbe, visto che girovagando per le strade di Guardiagrele le conversazioni in dialetto si alternano a quelle in inglese (ma anche tedesco, per la verità)? Perché quello che vale per le piante, è valido anche per gli uomini!

Mente ci incamminiamo verso il parcheggio, passiamo di nuovo davanti alla Mostra dell’Artigianato: di fronte un signore ci invita a entrare in quella che, a prima vista, sembra una bottega antiquaria e che si rivela una collezione privata di radio e altri oggetti d’epoca. 

L’inguaribile passione per le cose di altri tempi ci impone una sosta. 

Elia, più ferrato di me nel campo della tecnologia, intavola una conversazione con il signor Mario su modelli, caratteristiche, storia.

Io mi limito a ‘rubare’ qualche scatto, soffermandomi sulle forme: alcune sono per me completamente nuove, altre meno per averle viste in riviste d’epoca o, magari, in qualche film ambientato nel primo Novecento (mentre le passo in rassegna, mi torna alla mente un film ormai datato, Radio Days del 1987), ambientato tra gli anni trenta e gli anni Quaranta del secolo scorso.  

(le due case vacanze di Al borgo antico – Navelli, La tana dei conigli e Il fienile, distano 75 km da Guardiagrele, raggiungendo Bussi e proseguendo sull’Autostrada fino a Manoppello per poi seguire le indicazioni per Guardiagrele. Un’ora e poco più per un percorso abruzzese veramente imperdibile!)

TESTO E FOTO: Rosa Rossi


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