In visita agli Alpaca, tra le montagne e le nuvole del Piemonte

Quando siamo incappati in una pagina Facebook dal nome evocativo – Alpaca e Nuvole  – ci siamo detti: dobbiamo andare a vedere!

Con in mente già una data per un viaggio di lavoro a Torino, abbiamo contattato Barbara, le abbiamo spiegato che la nostra idea era inserire un articolo dedicato alla sua realtà in una delle prossime uscite di No Serial Number Magazine e che c’era la possibilità di fare una visita: il viaggio di lavoro era già programmato e si poteva abbinare uno spostamento di una giornata per raggiungere l’allevamento.

Abbinare più impegni e usare il treno è un modo per rendere il viaggio più sostenibile e la possibilità di vedere da vicino un allevamento di alpaca per capire l’intera filiera un’occasione speciale.

Barbara ci dà le indicazioni: dobbiamo prendere il treno da Porta Susa e arrivare a Rivarolo Canavese, dove ci verrà a prendere per arrivare a quota 1000 mslm.

In breve, alla stazione di Rivarolo troviamo ad attenderci Gigi, il protagonista insieme a Barbara di questa scelta un po’ folle di abbandonare la città (Torino) per cominciare un’altra vita in montagna e in mezzo ai boschi.

Già nel tragitto, mentre – superato Castelnuovo Nigra – ci inerpichiamo sulla montagna, il quadro diventa più chiaro e articolato.

Nel pomeriggio, quando torniamo alla stazione di Rivarolo abbiamo scoperto che l’allevamento degli alpaca è solo una parte di un progetto più ampio.

Il progetto è partito con la ristrutturazione di un rudere in pietra (che da sola meriterebbe un articolo a parte!), con i primi alpaca, con la crescita del gregge e il progressivo recupero di piccoli spazi per il pascolo recuperati ai boschi che hanno ricoperto con gli anni i terreni un tempo adibiti all’allevamento e rimasti abbandonati.

Mentre il piccolo gregge scresceva, Gigi portava avanti il lavoro di ristrutturazione, Barbara si avvicinava al lavoro di filatura, imparando da un’anziana signora del paese, inizialmente molto scettica sulla possibilità che riuscisse nell’impresa.

Il risultato? Un bel gregge, tanti boschi da curare, piccoli appezzamenti di orto per il fabbisogno familiare, e un magnifico filato in tante sfumature diverse (tante quanto sono gli alpaca). Una casa accogliente tra le montagne della Valle Sacra (NOTA), con alle spalle il Parco del Gran Paradiso, ancora Piemonte ma in odore di Valle d’Aosta, e tanti, tantissimi alberi (castagni, noccioli, aceri di vario tipo, ontani a perdita d’occhio). Le storie dei pochi anziani pastori che sono diventate anche di Barbara e Gigi.

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Ripartiamo già con il desiderio di tornare.

I particolari? Per quelli, dovete aspettare l’uscita di dicembre di No Serial Number Magazine!

NOTA: Dove siamo di preciso? Nelle Alpi Graie (chi di voi si ricorda come si imparavano a memoria, partendo da Est e arrivando a Ovest? Ecco la frase magica per memorizzarle: MA COn GRAn PEna LE RETI AnTonio CAla Giù, ossia: Marittime, Cozie, Graie, Pennine, Lepontine, Retiche, Atesine, Carniche, Giulie.

 

TESTO E FOTO: No Seria Number


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