In sottofondo, il brusio delle api

Si può scrivere un romanzo partendo da una questione di attualità?

È possibile riuscire a costruire tre storie che corrono parallele per capitoli e capitoli, su piani temporali diversi, seguirle per tutto il loro svolgimento fino al momento in cui tutto si ricompone?

È possibile leggere le storie – rispettivamente, quella di Tao, quella di William e quella di George – d’un fiato, senza riuscire a smettere perché mentre leggi ti rendi conto che dentro questa storia ci sei anche tu, volente o nolente, che tu lo sappia oppure no.

Il romanzo si intitola La storia delle api. L’autrice si chiama Maja Lunde. In Italia l’ha pubblicato la casa editrice Marsilio.

L’ho acquistato senza neppure un dubbio, per l’immagine di copertina, le poche righe in quarta di copertina e le notizie sull’autrice che nel suo paese, la Svezia, nasce come autrice per bambini.

L’ho acquistato perché ho un giardino disordinato dove mi piace lasciare le piante spontanee libere di muoversi e di crescere, insieme alle rose, ai lillà, agli alberi da frutto. E perché il mio giardino disordinato è anche il terreno privilegiato per osservare farfalle e insetti, di cui so poco ma che mi incuriosiscono. Ogni tanto riesco a dare loro un nome.

I protagonisti raccontano in prima persona la loro storia. Per motivi diversi ma strettamente connessi le loro storie sono la storia delle api, per un periodo di 246 anni, dal 1852 al 2098.

L’autrice introduce a raccontare per prima Tao (da una regione della Cina, nel 2098), poi William (dalla contea di Hertforfshire, Inghilterra, nel 1852) e, infine, George (dall’Ohio, Usa, 2007).

Ognuno di loro racconta la propria storia, capitolo dopo capitolo.

Le storie si intersecano su un denominatore comune: le api.

William è un biologo e si occupa di api e di alveari.

George è un allevatore, travolto dal fenomeno noto come Colony Collapse Disorder (Sindrome dello spopolamento degli alveari).

Tao è una delle lavoratrici addette all’impollinazione manuale.

L’autrice ha rappresentato attraverso il racconto di Tao lo scenario di un futuro non troppo lontano (79 anni da oggi, un po’ di più da quando ha scritto).

C’è un capitolo ‘chiave’ nel racconto di Tao, immersa in una grande biblioteca in una Pechino spopolata. Inizia a p. 343. Vi garantisco che non è difficile arrivare fino a quel punto e continuare, tanto la vicenda assorbe.

Leggendo, si percepisce, oltre al fruscio delle pagine, il ronzio delle api. Dove c’è silenzio, subentra la paura.

Come contribuire a proteggere il ronzio? Documentandosi e, per quanto è possibile a ciascuno di noi, tenere comportamenti che non contribuiscano al declino delle api.

(scattata ieri 19 marzo, nel nostro giardino disordinato, a Navelli, provincia di L’Aquila, a due passi da Al borgo antico – Navelli)

Ognuno nel suo piccolo può farlo, anche semplicemente rispettando le ‘erbacce’, piantando fiori, evitando sostanze nocive.

Io ho letto alcuni articoli, ho individuato alcuni libri da leggere (per ora li ho aggiunti al mio elenco dei libri da acquistare …), ho scoperto una piccola casa editrice molto interessante.

Ho ascoltato i discorsi di Greta Thunberg. È il mio modo di partecipare al Global Strike for Future. Perché quel futuro mi appartiene solo in piccola parte ma voglio che sia il migliore possibile per le mie figlie e i miei nipoti.

 

TESTO:Rosa Rossi

(Niente foto, solo la copertina del libro. A tempo debito, se riesco a fotografarne alcune tra i fiori nel giardino disordinato, le aggiungerò!)


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