In giro per Torino, inseguendo un’ombra e un gomitolo

Quando, qualche mese fa, ci ha contattato Virginia, abbiamo subito capito che qualche filo ingarbugliato si stava districando e che presto avrebbe trovato altre strade per riannodarsi in modo diverso.

In primo luogo, già dalle prima parole, si era chiarito il legame ideale tra lei, lo spazio che ci stava presentando –L’ombra del gomitolo – ed Emma. Ombra? Gomitolo? Era già abbastanza per essere incuriositi!

E’ necessario a questo punto un promemoria: Emma è Emma Pallotta, una delle prime persone che abbiamo incontrato, seppure ancora virtualmente, e la prima che ci abbia inviato un testo dedicato all’attività artistico / artigianale che aveva iniziato a costruirsi.

Emma dunque ha incontrato Virginia, ha cominciato a collaborare con L’ombra del gomitolo e le ha parlato di No Serial Number Italia. Intrecciarsi di fili, ancora una volta.

La telefonata si è conclusa con un appuntamento a luglio, nell’economia di un viaggio già programmato.

Trovare la bottega è stato facile (una decina di fermate di autobus, in direzione Stadio), trovare Virginia un po’ più difficile: un imprevisto familiare l’aveva chiamata altrove. Sicuramente è un segnale: già sappiamo che dovremo inventarci un’altra occasione.

Così ci accoglie Franco. Siamo all’apertura, il momento migliore per parlare tranquillamente e ripercorrere come si sono intrecciate le passioni per realizzare questo spazio veramente nuovo e originale.

Entrando, la prima impressione è che si tratti di un’enoteca, con una selezione di bottiglie da intenditori. Ma, muovendo lo sguardo attorno, ci si rende conto immediatamente che la questione è veramente ingarbugliata. Sicuramente, tutto quello che è presente nei due locali comunicanti è all’insegna del fatto a mano: dall’arredo all’insegna, dai prodotti in vendita ai manufatti realizzati nelle più diverse tecniche. L’artigianato è il fattore che crea il sottile ma tenace legame tra tutto.

C’è evidente la passione gastronomica: in questo settore Franco ha messo a frutto la sua attività decennale di ristoratore e la sua conoscenza delle varietà vitivinicole di qualità alle quali affianca prodotti di piccole manifatture locali. La selezione è evidentemente studiata, sulla base di contatti diretti con i produttori, dal Piemonte, dalla vicina Liguria ma anche dalla lontana Puglia, solo per fare qualche esempio.

C’è altrettanto evidente la passione per i filati e per l’uncinetto. Tutti i manufatti – pochi perché, appunto, tutte nasce a mano – sono curatissimi nei minimi dettagli. E la cosa che, per certi aspetti, sorprende, è la perfetta fusione delle due anime di L’ombra del gomitolo perché Franco entra tranquillamente e con competenza nei dettagli del lavoro e dell’organizzazione di corsi, nelle presenze ‘altre’, tra cui riconosciamo i gioielli di cara di riso di Emma che – finalmente – abbiamo modo di vedere dal vero.

Tutto il locale è arredato in modo semplice, rustico ma con dettagli di stile: sembra casuale ma si percepisce chiaramente il filo conduttore, la manualità nelle realizzazioni originali (la lampada con la base costruita con vecchi libri, l’insegna in legno e attrezzi di recupero, ecc.) e il gusto nello scegliere oggetti vintage o di antiquariato (le sedie, ad esempio).

Qua e là, tra gli altri prodotti occhieggiano alcuni libri, pochi titoli sparpagliati per colpire l’attenzione. Non possiamo non notarli – i libri sono per noi un interesse costante – e viene spontanea la domanda: come scegliete i titoli?. La risposta, forse non ortodossa ma perfettamente in linea con il progetto, arriva prontamente: “Non scegliamo i libri, conosciamo gli autori”.

E il nome? Presto detto: nel biglietto da visita un gomitolo proietta un’ombra a forma di bottiglia. In estrema sintesi, le due passioni coniugate in un’immagine. E, alle spalle, un modo di dire che nacque centinaia di anni fa, a Venezia, quando il venditore ambulante commerciava il suo vino in Piazza San Marco, spostandosi man mano che si spostava l’ombra del campanile sulla piazza. Un’abitudine che è rimasta in un modo di dire Veneto, dove gli avventori chiedono ‘un’ombra’, senza bisogno di specificare. Ma che c’entra con questo spazio il Veneto? Presto detto: Franco è arrivato a Torino proprio dal natio veneto.

Ancora una nota: per chi fosse interessato, oltre alla piccola selezione di libri, se andate a trovare Franco e Virginia troverete anche alcune copie di No Serial Number Magazine. Se ci sarà interesse, L’ombra del gomitolo potrebbe diventare il primo punto vendita italiano!

TESTO E FOTO: No Serial Number


Sei un artista o un artigiano o semplicemente ti occupi di sostenibilità e di realtà sostenibili? Vuoi che No Serial Number Italia dedichi uno spazio alla tua attività? Vuoi sottoporre a No Serial Number Italia un articolo? Scrivi a noserialnumberitaly@gmail.com

Puoi contattarci via Facebook e Instagram