In dirittura d’arrivo: eccoci!

Giovedì, 5 ottobre. Siamo in dirittura di arrivo. Domani alle 17 inizia l’inaugurazione del nuovo spazio polifunzionale che caratterizzerà la città di Viterbo: il Caffeina Teatro, Libreria, Bistrot.

L’inaugurazione durerà 3 giorni, con un programma molto ricco. Durante l’inaugurazione Annalisa Canfora presenterà l’anteprima sulla stagione teatrale. Lo staff della libreria, al completo, sta definendo gli spazi e l’organizzazione dei libri. Cosa non facile quando i libri sono migliaia.

Non c’è tempo in questa fase per articoli nuovi, anche se ho già appunto alcuni titoli e abbozzato i relativi contenuti. Posso però passare in rassegna alcuni articoli dedicati ai libri. Per esempio quello nato a seguito della visita alla Libreria dei ragazzi di Torino. Quando ci sono entrata, il progetto della libreria Caffeina era già avanzato, l’abitudine di entrare nelle librerie, solitamente senza uscirne a mani vuote, consolidata. In questo caso la visita è stata, come dire, interessata: all’interesse per i libri si aggiungeva quello per loro organizzazione, per la logica riconoscibile nelle scelte, per la disposizione dei libri. Insomma, faceva parte della formazione.

Appuntamento con i libri. Una visita alla Libreria dei ragazzi di Torino

C’è poi quello dedicato a un libro che sta in casa ormai da decenni e che ho ripreso in mano recentemente, alla ricerca di informazioni sui colori naturali. Mi sembrava di ricordare che nella storia raccontata dall’autore, in forma di manuale di vita nella natura alla maniera dei nativi d’America, ci fossero indicazioni di questo tipo che ho puntualmente ritrovato. Alla fine degli anni settanta (l’edizione risale a quel periodo) non era ancora nato l’interesse per la produzione artigianale dei colori, con il ricorso a procedimenti di chimica naturale. Oggi sicuramente le informazioni che sono contenute in Due piccoli indiani potrebbero trovare estimatori.

Un libro, una storia, tanti colori

Mi piace ritornare indietro, fino alla cronaca di una giornata viterbese, quando per la prima volta ho visto gli ambienti della libreria che domani apriranno al pubblico: una ricognizione veloce, tanto per rendersi conto degli spazi, oggi irriconoscibili!

Libri, fiori e cappelli. Una giornata viterbese

Per non parlare dell’attrazione incondizionata per i libri di cucina, quelli attuali, pieni di fotografie ma anche di ricette raccontate, ma anche quelli datati come il ricettario che ho scoperto per caso, parlando con un’artista tessile, Roberta Chioni, la quale ha sua volta ha riscoperto per caso il ricettario composto dal nonno durante un periodo di prigionia nel corso della Prima guerra mondiale, recentemente pubblicato. La conferma che la cucina è è parte integrante della nostra storia e che anche tramite la varietà delle ricette locale gli italiani si sono riconosciuti tali. Fa parte dei libri che non è facile procurarsi (per me è stato un affare rocambolesco, ma la libreria non era ancora aperta!)

Ricette di cucina vecchie di cento anni: una storia italiana

Ce ne sono altri … perché, parlando di libri, la ricerca non finisce mai, le scelte sono infinite, i percorsi che portano dall’uno all’altro tanti quanti gli interessi dei lettori.

Per ora terminiamo di organizzare gli spazi per farvi trovare tutto pronto domani e farvi godere fino in fondo l’effetto sorpresa, per chi si ricorda gli spazi come erano (ossia come Teatro San Leonardo) e per chi non c’era mai entrato prima. L’effetto è garantito!

Eccoci! A domani, vi aspettiamo.

Eccoci!

 

TESTO: Rosa Rossi


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