Il tramonto della luna

Mentre leggo Aldo Leopold, Pensare come una montagna, Piano B Edizioni 2019, p.108 (A Sand County Almanac and Sketches Here and There, 1949) dal giardino viene una luce soffusa.

La luna piena sta tramontando, verso nord ovest.

Continuo la lettura, sottolineando i passi che mi colpiscono di più, ogni tanto esco e scatto una foto. Il tramonto della luna è sempre uno spettacolo!

Ne approfitto per preparare un po’ di legna per il camino.

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Protagonisti: la luna, le nuvole, il Castello si Bominaco, l’albero più alto del noce in giardino

“La nostra capacità di percepire l’essenza della natura inizia, come nell’arte, dal grazioso. Attraverso fasi successive si espande al bello e via via fino a valori non ancora catturati dal linguaggio”, Aldo Leopold, Pensare come una montagna, p.108

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Protagonisti: la luna, le nuvole, il Castello di Bominaco, Civitaretenga, il noce in giardino

“Quei giorni sui prati di fieno erano l’età dell’oro per gli abitanti delle paludi. Uomo e bestia, pianta e suolo, vivevano insieme in mutua tolleranza, per il reciproco vantaggio di tutti. La palude avrebbe potuto continuare a produrre fieno e prateria, cervi e topi muschiati, canti delle gru e mirtilli rossi – per sempre. Ma i nuovi signori non lo capirono. La loro idea di mutualità non includeva il suolo, le piante e gli uccelli”, Aldo Leopold, Pensare come una montagna, p.111

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Protagonisti: la luna, le nuvole, il Castello di Bominaco, Civitaretenga, il noce in giardino

“I sommi sacerdoti del progresso non sapevano nulla delle gru, e ancor meno se ne preoccupavano. C0s’è una specie in più o in meno per dei tecnici? A cosa serve una palude se non viene prosciugata?”, Aldo Leopold, Pensare come una montagna, p.112

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Protagonista: il caminetto

“Per una decade o due i raccolti furono più poveri, gli incendi più profondi, le boscaglie più ampie e sempre più scarse le gru – anno dopo anno”, Aldo Leopold, Pensare come una montagna, p.112

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Protagonisti: la luna, le nuvole, il noce in giardino

“Tutto questo, una volta che il CCC (Civilian Conservation Group, programma di assistenza istituito da Franklin D. Roosvelt nel 1933, ndr.) se ne fu andato, fu una cosa buona per le gru; il problema erano le macchie di sterpagglie che si estendevano inesorabilmente sulle vecchie ustioni, oltre al labirinto delle nuove strade che inevitabilmente accompagnano la tutela ambientale di stampo governativo”,  Aldo Leopold, Pensare come una montagna, p.112

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Protagonista: il caminetto

“Costruire una strada è semplice – il difficile è pensare a ciò di cui la terra ha davvero bisogno”, Aldo Leopold, Pensare come una montagna, p.112

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Protagonisti: la luna, il noce in giardino, Civitaretenga

“E così la storia, che sia delle paludi o dei mercati, finisce sempre in paradosso. Il valore supremo di queste paludi è la loro selvatichezza, e la gru ne è l’incarnazione. Tuttavia ogni nostra tutela della natura è destinata a fallire, poiché per prenderci cura dobbiamo poter vedere e accarezzare, e quando in troppi hanno visto e accarezzato non restano più luoghi selvaggi di cui prendersi cura”, Aldo Leopold, Pensare come una montagna, p.113

(rifletto al fatto che stamani come ogni mattina, guardo al mondo da una prospettiva privilegiata. Montagne di fronte, montagne alle spalle, verso sud la Majella. Gli interventi dell’uomo sono evidenti a fondo valle. Nel borgo medievale solo quelli indispensabili. Quando questo suo scritto fu pubblicato la prima volta, nel 1949, io non ero nata e gli abitanti di Navelli iniziavano un esodo definitivo verso il Canada e l’Australia. Per questo oggi il borgo medievale, praticamente disabitato, è un vero museo a cielo aperto. I danni all’ambiente che Aldo Leopold verifica in prima persona, dalla sua fattoria nel Wisconsin, e condanna non si sono mai fermati. A distanza di circa settanta anni, è impossibile non prenderne atto per fare, ciascuno, il possibile per fermarli).

TESTO E FOTO: Passi scelti da Aldo Leopold, Pensare come una montagna – Rosa Rossi


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