Il giardino non ha confini … 

Il giardino, per definizione, è uno spazio delimitato.

La recinzione, peraltro, è un intervento dell’uomo. Segnala e difende la proprietà, impedisce di entrare agli estranei e così via.

Se il proprietario ha buon gusto, può essere bella. Soprattutto se è realizzata nel rispetto dell’ambiente (muro a secco, staccionata, siepe). E questo anche tra chi si definisce amante delle piante (anche quelle spontanee, le erbacce o vagabonde, che di si voglia)

Può essere anche molto brutta (vengono in mente certe recinzioni realizzate con le reti dei letti – ottime per il riuso – che la natura – per fortuna – ricopre di verde, ingentilendole!).

La funzionalità e l’estetica (delle recinzioni) sono categorie proprie dell’uomo.

Hanno poco a che fare con la natura e, dunque, con il giardino.

La natura (per fortuna) non si ferma di fronte a una recinzione.

Se è vero che la singola pianta è ferma in un luogo, le radici si espandono e i semi viaggiano (grazie al vento e agli animali, per esempio. Le strategie sono numerose).

Sembrano ovvietà e, forse, lo sono.

Tuttavia, in questo mese di agosto, tutto dedicato ai nipotini, in un ambiente cittadino (fortemente antropizzato ma anche molto verde), non mi è mancato il modo di fare osservazioni dedicate all’ambiente – la vera priorità per la nostra stessa sopravvivenza -, ricavandone la convinzione che i più, quando pensano al giardino, pensano ad uno spazio chiuso al mondo (e alla natura).

Una volta definito questo spazio, scatta la caccia alla pianta indesiderata e, soprattutto, all’insetto indesiderato.

Il risultato di questa ‘chiusura’ è che molti concentrano il proprio interesse solo sullo spazio di propria competenza (selezionano le piante, le curano, le annaffiano, ecc.) escludendo tutto ciò che – dal loro punto di vista – non deve fare parte di questo mondo circoscritto.

Per fortuna, la natura non è molto rispettosa di questi confini.

Difficile debellare gramigna, parietaria, e simili. Difficile sterminare le formiche. Anche tra le siepi più addomesticate, compaiono vagabonde di ogni tipo. Ci sono piante che nascono anche nei più piccoli interstizi dei muri.

Per (nostra) fortuna. Anche se, a ben vedere, forse non ce lo meritiamo!

TESTO E FOTO: Rosa Rossi


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