Il giardino è il suo studio …

Ecco una storia ambientata in Sabina, nei dintorni di un paesino – Montasola –  arroccato sul cucuzzolo di un colle perché ogni colle in Sabina ha il suo paesino sulla cima.  La vecchia casa di famiglia e il giardino che la circonda sono il regno di Silvana, pittrice botanica con la passione per i fiori. 

Il giardino è il suo studio

La giornata è incerta, minaccia pioggia ma, tra le goccioline, la luce è perfetta per catturare le immagini. Percorriamo una strada immersa nel verde dei boschi che si apre, tra curve, discese e salite, su piccoli campi lavorati, seguendo le indicazioni che ci ha dato Silvana Potente, pittrice botanica. Da queste parti è ancora importante sapersi orientare perché la connessione con i moderni sistemi di riferimento è piuttosto limitata. Così la destinazione ci sembra una conquista: abbiamo trovato l’angolo di mondo dove Silvana si rifugia per dedicarsi ai suoi pennelli! La distanza fisica dalla grande città è piccola. La distanza dal modello cittadino, immensa. 

Il giardino non è grande: posto in declivio sul colle sfrutta nel modo migliore il poco terreno a disposizione e, già al primo colpo d’occhio, si mostra in tutta la sua peculiarità. Le piante e i fiori che fanno bella mostra di sé seguono in modo evidente un percorso artistico: per la disposizione, per la varietà di forme e colori, per gli accostamenti originali.

 La vecchia casa di famiglia è quasi immersa nei fiori anch’essa. Come tutte le vecchie case, segue l’andamento del terreno. Nella parte più bassa, adocchiamo un piccolo portico sapientemente schermato da una tenda ricavata da teli di cotone: è qui che ci accoglie Silvana, pittrice botanica formatasi anche grazie agli insegnamenti sulle tecniche di acquerello botanico e pittura naturalistica, impartiti da grandi maestri, quali Luca M. Palermo e  Roberta Sarchioni. 

Casa, portico, giardino sono diventati il suo rifugio e il suo studio: i fiori e le piante sono il filo conduttore di tutti gli ambienti al punto che non c’è reale divisione tra interno ed esterno. La stanza che affaccia sul portico contiene una collezione dei suoi tessuti dipinti suddivisi per tipologia (dai più piccoli ai più grandi: presine, strofinacci, pannelli, runner, tovagliati, ecc.) tra mensole, tavoli e grandi ceste.  Perché il suo percorso artistico, iniziato con i dipinti a olio e proseguito con gli acquerelli, è approdato da qualche tempo alla pittura su tessuto: quasi una deviazione dal percorso tradizionale in cui ha sapientemente fuso la passione scientifica per le piante, quella artistica per la pittura che caratterizza ogni pittore botanico a quella per i tessuti antichi. 

I tessuti che Silvana usa non sono infatti tessuti qualsiasi: sono quei rotoli di cotone, canapa o anche lino (propriamente, ‘torselli’) che giacciono ormai abbandonati nelle vecchie case dei nonni, dentro cassapanche polverose, e che spesso finiscono sulle bancarelle dei mercatini dell’usato.

Sono teli di ottima qualità, segnati dal tempo, tessuti a telaio quando nelle case era normale avere un telaio e produrre le stoffe che servivano per uso domestico. Oggi, sostituiti dai prodotti industriali, spesso in filati sintetici, rimangono come memoria di un mondo superato o diventano perfetti per artisti o artigiani che, come Silvana, li riportano a nuova vita con funzione spesso diversa da quella originaria.  

Silvana ha preparato il suo angolino per mostrarci dal vivo come nasce uno dei suoi dipinti: nel portico i tessuti antichi riutilizzati come tenda creano il giusto gioco di luce tra interno ed esterno, su un angolo del tavolo un vaso colmo di fiori di campo appena raccolti, sull’altro il sui armamentario (pennelli e colori disposti in bell’ordine), al centro un pannello di canapa antica. La mattinata trascorre tra l’osservazione ammirata della tela di canapa che si va riempiendo di fiori ed erbe (‘erbacce’, spontanee o vagabonde, che dir si voglia) e le incursioni nel giardino per scoprire e immortalare i preziosi modelli botanici di Silvana. 

Quando è nata l’idea di passare dalla carta e dalle tele da pittore al tessuto, naturalmente, Silvana si è dovuta inventare un nome d’arte adeguato: così Tela e Gramigna è diventato il nome della sua ‘etichetta’ e della sua pagina Facebook.

TESTO E FOTO: Rosa Rossi


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