Il fascino della botanica, secondo Lucia

Una visita all’erbario di Lucia Menicocci

Venire a conoscenza dell’erbario di Lucia Menicocci, telefonare per prendere un appuntamento e andare a trovarla nel suo paese della Tuscia viterbese è stato tutt’uno. Tutto è avvenuto grazie all’interesse di Diana Biscaioli, arteterapeuta e feltraia, che ce ne ha parlato lavorando ad un articolo per una delle prossime pubblicazioni di No Serial Number dedicato alle sue sculture in feltro.

Siamo a Viterbo per la 10° edizione del Caffeina Festival che per la prima volta ha dedicato un intero spazio agli artigiani nel cuore del quartiere medievale di San Pellegrino, Piazza San Carluccio. Abbiamo appuntamento con Diana a Vetralla per recarci a Villa San Giovanni in Tuscia dove ci aspetta Lucia, classe 1929, insegnate elementare con la passione per la botanica e gli anni della pensione interamente dedicati a rendere sistematica la sua passione con la realizzazione di un erbario delle piante locali, con qualche incursione fino ai boschi e alle coste del Lago di Vico.

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Con No serial Number ci sono anche Alessandra Comolla dell’azienda agricola biologica Artemisia una scelta di vita contro corrente tutta dedicata alla coltivazione di piante tintorie e aromatiche, nel suo terreno situato nel cuore del Montefeltro, e Federico Francolini (Fuffo Fede), all’attivo studi di agraria e una grande abilità manuale come cestaio. Tutti interessati a conoscere da vicino l’esperienza di Lucia.

Lucia ci attende davanti al Comune di Villa San Giovanni in Tuscia, che ha dedicato al suo erbario un’ampia stanza dell’edificio, insieme all’amica Tiziana Rosati di Fiori e Forchette. La sua mente, lucidissima, è perfettamente in grado di dare spiegazioni, raccontarci la storia dell’erbario, gli aneddoti di una vita di insegnamento, i particolari di un enorme numero di piante, di rispondere alle nostre domande ma sa di non avere più i movimenti agili di un tempo. Con Fiori & Forchette è nata una collaborazione preziosa che permette a Lucia di spostarsi ancora con disinvoltura.

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Oggi noi siamo la sua classe: ascoltandola parlare, prendere con sicurezza la scheda che ci vuole mostrare, indicarci le specificità di questa o quella pianta, è impossibile distrarsi. E deve essere stato così per tutti gli anni di insegnamento, pronta a tenere l’attenzione su un piccolo particolare, a cogliere l’essenziale di una nostra domanda e a interrogarci. Sì, ci interroga. Come ogni insegnante che sa coinvolgere i propri alunni, nel bel mezzo della spiegazione si rivolge a uno di noi per verificare se è in grado di completarla e intervenendo di nuovo se ci perdiamo in informazioni sbagliate. Ricorda i nomi delle piante: il nome scientifico, quello italiano e, all’occorrenza quello dialettale. E fa sfoggio del latino imparato nel corso della sua formazione per l’insegnamento come se fosse la cosa più naturale del mondo, quando ormai a sapere il latino sono poche sparute persone e in modo sempre più incerto.

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Le fotografie scattate durante l’incontro sono la migliore dimostrazione della quantità di informazioni ricevute e del ricco mondo vegetale che Lucia ha organizzato in schede durante quasi trenta anni. Una grande parte contenute nella sala dove ci troviamo, altre numerose schede su fondo colorato sono state donate al Museo del Fiore di Acquapendente, numerose incluse nella pubblicazione Spigolando nel verde, un Erbario Figurato per la Tuscia, realizzata con il patrocinio della Provincia di Viterbo e di altre istituzioni locali, pubbliche e private.

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Nel gerundio del titolo – spigolando – c’è tutto il progetto di Lucia che per anni è andata raccogliendo esemplari lungo le strade, tra le siepi, per campi e prati, nei boschi, nei pressi degli specchi o dei corsi d’acqua, vicino alle case. Tanti altri piccoli ecosistemi sono stati i luoghi privilegiati della sua ricerca. Ne tornava con il suo bottino di foglie, fiori, fusti per mettersi al lavoro minuzioso della catalogazione, partendo dal manuale del Pignatti (Sandro Pignatti, Flora d’Italia, 1982 Edagricole, Bologna) e ampliandolo con numerosi altri testi. Le inevitabili difficoltà dell’età avanzata, anche se non le permettono lunghe escursioni, non la fermano nella raccolta di fiori e piante anche occasionalmente incontrate, scherzando maliziosamente sul suo essere più vicina alle piante a causa dell’incurvarsi dovuto all’età.

IMG_5053 libro e locandina

Testo e foto di Rosa Rossi


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