I libri, espansioni della nostra memoria

Memoria storica, memoria personale. Gli eventi della storia e quelli della storia personale. Sono concetti tanto importanti quanto complessi, impossibili da affrontare in modo esauriente.

Ci sono eventi storici che non appartengono alla nostra storia personale – per questioni anagrafiche – ma ci appartengono in quanto essere umani, cittadini del mondo e cittadini di uno specifico paese.

Così, mentre in Libreria prepariamo una sezione dedicata al Giorno della memoria, mi trovo a riflettere: sono nata a pochi anni dalla fine della seconda guerra mondiale (che dunque non appartiene propriamente alla mia storia personale) e ho trascorso i primi anni in un ambiente in cui di guerra non si parlava o, almeno, non si parlava con i bambini.

Mi sono affacciata al mondo esterno attraverso la radio (la televisione è entrata in molte case tardi, rispetto alla sua introduzione: la mia è stata tra queste). Una delle prime notizie esterne che ricordo con precisione è l’assassinio del Presidente Kennedy (ero sola in cucina, la radio sul frigorifero mentre facevo i compiti. Ogni interruzione del programma corrente, da qual momento, mi fa sobbalzare). Ho mantenuto per anni l’impressione che la guerra fosse una cosa lontana, quasi una distanza mitica.

Poi, con il trascorrere degli anni, ho recuperato l’idea che la lontananza fosse una sorta di errore di prospettiva e che invece fosse – come realmente era – un evento vicinissimo, tanto vicino che gli adulti non ne parlavano. Per dimenticare, per andare avanti, per tenerci fuori? Difficile a dirsi. Sicuramente i silenzi del nonno, Filippo Petroselli, erano una scelta precisa. Oggi, a oltre quaranta anni dalla sua scomparsa, mi sono chiari e rileggendo i suoi ricordi di guerra (la prima!) anche l’errore di prospettiva acquista un senso.

Forte di queste riflessioni, penso che sia indispensabile affrontare il 2018, che segna il centenario della fine della prima guerra mondiale, con la consapevolezza che è stato un secolo talmente complesso da avere bisogno di studio, riflessione, comprensione per acquisire la consapevolezza di ciò che è stato e la capacità di comprendere l’oggi.

Perché è impossibile comprendere i fatti dell’attualità senza conoscere il passato, non solo relativamente agli eventi pubblici ma anche a quelli personali e familiari. Perché la storia è data anche dall’insieme di storie di chi quei fatti ha vissuto, più o meno consapevolmente. E di chi vi ha perso la vita.

E il veicolo migliore per ricordare, studiare, comprendere è rappresentato dai libri.

Con questo spirito abbiamo realizzato una sezione dedicata al Giorno della memoria, con tanti titoli di recente pubblicazione, nella maggior parte dei casi nuove edizioni di titoli ormai classici.

Tra i titoli, manca all’appello Quando Hitler rubò il coniglio rosa di Judith Kerr (ma dovrebbe arrivare!), rappresentato da un vecchio esemplare del 1981 e, sempre di Judith Kerr, La stagione delle bombe (ma abbiamo ordinato l’edizione del 2012!).  Accanto all’ultima edizione di Se questo è un uomo di Primo Levi, appare la quinta edizione del 1975 nella collana Nuovi Coralli (Einaudi). Perché anche i libri hanno una storia!

TESTO: Rosa Rossi

FOTO: Susanna Marcoaldi


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