I classici, dentro e fuori il ‘Bassone’

La scrittura creativa è un’attività fondamentale che permette all’individuo di raccontare e raccontarsi usando la creatività. È talmente utile che nella maggior parte degli istituti penitenziari italiani da anni vengono organizzati laboratori per i detenuti perché, se scrivere è importante quando si sta fuori, è importantissimo quando si sta dentro. Durante questi incontri, guidati da persone esterne, i partecipanti sono invitati a mettere nero su bianco le proprie emozioni, a buttar fuori sentimenti, paure, desideri che normalmente non riuscirebbero a esprimere, a scardinare porte emotive personali sprangate da anni.

Nella casa circondariale il Bassone di Como, dal 2016, porto avanti un laboratorio di scrittura creativa a cui partecipano detenuti uomini. Si tratta di un momento di condivisione di creatività e fantasia che porta alla realizzazione di testi scritti, racconti, commenti, pensieri, autobiografici e non. Oltre alla scrittura, durante l’attività si leggono spesso passaggi tratti da celebri romanzi della letteratura italiana e straniera. È stato proprio osservando l’interesse e l’attenzione che i detenuti mostravano durante le letture collettive che è nata l’idea di un progetto particolare dal titolo I classici dentro e fuori il Bassone.

La letteratura può essere il mezzo per caricare di senso una cosa di per sé insensata come l’esistenza. Queste parole di Antonio Tabucchi sottolineano l’importanza della lettura nella vita di ognuno di noi, intesa come mezzo di svago, divertimento, apprendimento, riflessione e di esercitazione alla creatività. In Italia, tuttavia, la situazione è decisamente preoccupante. I dati Istat sulla lettura nel 2016 mostrano uno spaccato italiano sconfortante: circa 33 milioni di persone con più di 6 anni (il 57.6%) non hanno mai letto neanche un libro di carta in un anno. È quindi sempre più urgente e fondamentale invitare le persone a dedicarsi a questa attività.

Per questo motivo, l’associazione culturale Bottega Volante, di cui sono presidente, ha deciso di promuovere un progetto sui classici che partisse dalle celle per approdare all’esterno. Creare un ponte tra dentro e fuori il carcere usando come trait d’union la lettura e la scrittura, mettendo in piedi un calendario di incontri che potesse coinvolgere reclusi e liberi attraverso dieci classici. Abbiamo individuato i romanzi da proporre uno al mese durante un incontro con alcuni detenuti della sezione maschile, di età compresa tra i 23 e i 60 anni. L’incontro dibattito parte dalla condivisione dei loro scritti nati dalla lettura di questi romanzi e spazia poi su varie tematiche legate alla vita. Dopo questo primo incontro a porte rigorosamente chiuse, portiamo all’esterno i commenti e le riflessioni dei reclusi condividendole con i lettori “liberi” che desiderano partecipare a questo scambio culturale nella libreria Feltrinelli di Como, un vero salotto in centro città, dove, un venerdì al mese, si svolgono questi appuntamenti gratuiti aperti a tutta la cittadinanza.

Il direttore della libreria, Fabio Zambetta, ha appoggiato il progetto e, grazie al suo contributo, gli editori dei dieci romanzi prescelti hanno donato le copie dei libri necessarie per la sua realizzazione. Di queste copie, una per titolo è lasciata nella biblioteca della sezione maschile della casa circondariale, le altre vengono consegnate ai detenuti che le tengono per sé oppure, dopo avere lette, le fanno girare tra le sezioni del carcere anche a chi non partecipa al progetto ma  mostra interesse o curiosità verso il libro. Perché la letteratura ha bisogno di essere diffusa e ogni terreno è fertile per questo tipo di coltura/cultura.

Il progetto è partito grazie ad alcune donazioni fatte alla Bottega Volante da imprenditori del territorio (Tecnosport, concessionaria di auto, il ristorante La Cascina e Verdesfuso, un negozio di prodotti biologici) e da singoli cittadini appartenenti a un gruppo di acquisto solidale (G.A.S. Birola)  che hanno creduto nell’idea, importanza e originalità di questo scambio culturale.

A tutt’oggi sono stati analizzati due romanzi: il Visconte dimezzato di Italo Calvino e il Candido o l’ottimismo di Voltaire. Entrambi hanno visto una grande partecipazione e un interessante dibattito sia con i detenuti sia con il pubblico in Feltrinelli. Il Visconte di Calvino ha permesso di interrogarci sulla dualità dell’essere umano contemporaneo, sempre meno in grado di gestire l’eterno personale conflitto tra bene e male. L’opera, scritta più di cinquanta anni fa ma molto attuale, è stata un ottimo spunto per parlare di amore, libertà, bene, male, religione, politica, tecnologia e scienza.

Noi qua in carcere siamo come un po’ “dimezzati”, più dalla parte del male, ma proprio perché ci viviamo dentro, il male, percepiamo tanto il bene e la sua mancanza, che è inscindibile da qualsiasi “taglio netto”. Dimezzati perché ci manca quasi tutto dello scontato del fuori (…) (Cit. A.A. 2018).

Anche dal Candido di Voltaire è nata una discussione importante, uno scambio di commenti e chiavi di lettura notevoli che ci hanno dimostrato il forte interesse dei detenuti verso il progetto e l’importanza dei classici, strumenti fondamentali e sempre attuali per la scoperta e l’introspezione umana.

Voltaire riesce a far passare quasi come fantasie letterarie gli stupri, gli amputamenti, le crudeltà più atroci, quando invece, se ci pensiamo, la realtà dell’uomo è molto peggio. Sono millenni che ci combattiamo tra di noi, bianchi contro neri, neri contro mulatti, mulatti contro gialli, vicini di casa contro vicini di casa, quartiere contro quartiere in una specie di eterna lotta fratricida per il nulla.  (Cit. R.G. 2018).

I romanzi individuati spaziano dai tempi degli antichi Greci (il Simposio di Platone) fino ad oggi (Bjorn Larsson) e sono stati scelti come ottimi spunti di riflessione su temi importanti. Il prossimo titolo, previsto in Feltrinelli per il 9 di marzo, sarà Se questo è un uomo di Primo Levi, un libro difficile che già sta toccando gli animi dei detenuti. Un romanzo impegnativo ma mai così attuale come oggi perché, come scrive l’autore in una prefazione, A molti, individui o popoli, può accadere di ritenere, più o meno consapevolmente, che “ogni straniero è nemico.” (…)

«È un’iniziativa che saluto con grande favore – commenta la direttrice della Casa Circondariale di Como, dottoressa Carla Santandrea – e ringrazio sia i volontari sia la Feltrinelli per l’impegno e la disponibilità». Il carcere è un mondo totalmente ignorato dalla società che, difficilmente e raramente, si interroga su questa realtà limitandosi ai soliti cliché che vedono il detenuto vestito a strisce con, magari, anche una palla di metallo alla caviglia. Con l’aiuto di Voltaire, Melville, Wilde, Larsson, Lewis, Boccaccio, Calvino, Levi, Yourcenar e Platone, vogliamo far passare attraverso quelle sbarre una consapevolezza differente, una conoscenza reciproca perché, come ha detto Papa Francesco, durante la XXXI giornata mondiale della gioventù a Cracovia, bisogna “Costruite ponti, non muri”.

Noi stiamo cercando di costruire questi ponti usando un cemento armato molto speciale: la letteratura.

TESTO E FOTO: Eletta Revelli


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