Gli infiniti intrecci di una metamorfosi

 “Gregorio Samsa, svegliandosi una mattina da sogni agitati, si trovò trasformato, nel suo letto (…)”

Quando si parla di metamorfosi, il primo pensiero cade subito sul personaggio kafkiano e sulla sua grottesca e surreale trasformazione.

Fortunatamente non tutti i cambiamenti sono così drammatici come quella del povero Samsa che, dopo una notte agitata, si risveglia scarafaggio (se non conoscete questo stupefacente racconto di Kafka, ne approfittiamo per consigliarvelo!).  Da tempo, ormai, giriamo in lungo e in largo per l’Italia (e non solo) a caccia di artigiani “speciali” e stili di vita sostenibili e tante, anzi, tantissime volte abbiamo scoperto storie di trasformazioni, dall’educatrice che diventa stilista e sarta di borse cucite con i vecchi copertoni delle biciclette, all’architetto che abbandona Autocad per buttarsi nella creazione di oggetti in legno riciclato.

Oggi ve ne raccontiamo uno nuovo. Siamo in Puglia, a Foggia per l’esattezza, dove vive Maria Grazia Martino. Ha contattato No Serial Number per raccontarci la sua arte dopo aver letto un  nostro invito alla condivisione di qualche progetto realizzato in lana. La sua attività è diversa, però, è un po’ fuori dagli schemi perché con i ferri e con l’uncinetto non intreccia fili di lana ma materiali di recupero come rame, plastica, nylon, lino, rafia e carta. Ci piace molto per questo e perché, guarda caso, è il risultato dell’ennesima trasformazione di vita.

Per tanti anni, Maria Grazia si è dedicata alla sua azienda agricola e alla sua famiglia. A 40 anni, però, ha deciso di buttarsi in un’impresa nuova, spinta da un’esigenza personale: si è iscritta all’Accademia di Belle Arti.

 

“Gli anni dell’Accademia mi hanno insegnato a vedere il mondo con altri occhi!” ci scrive Maria Grazia.

Non saranno stati occhi come quelli kafkiani, per fortuna, ma le hanno permesso di trasformare i suoi pizzi e tramezzi del passato in vere e proprie opere artistiche concettuali all’uncinetto.

Per il suo lavoro ha anche vinto il premio Arte&Arte nella rinomata mostra concorso tessile comasca Miniartextil, di cui abbiamo parlato alcuni mesi fa, nella sua XIX edizione. Essendo stato il 2009 l’anno mondiale dell’astronomia, il concorso era stato intitolato “E lucean le stelle” e gli artisti si sono dovuti cimentare con lo spazio e i movimenti dei pianeti. Maria Grazia, per l’occasione, ha creato “Infinito”, un’opera con filo metallico per rappresentare l’infinito e cerchi lavorati all’uncinetto a rappresentare i pianeti.

La sua sperimentazione artistica non è si limitata alla sola Miniartextil ma ha partecipato, e partecipa, a varie mostre in cui sperimenta e mescola materiali e tecniche diverse. Principalmente usa i ferri per intrecciare strisce di sacchetti di plastica e di tessuti a maglia rasata; usa invece l’uncinetto per lavorare a maglia bassa il rame ricavato da vecchi fili elettrici.

Ultimamente si è lanciata anche nella creazione di gioielli con fili di lino tinto naturalmente con robbia e reseda e nella produzione di fibra tessile dalla ginestra e da alcune piante tintorie.

Le metamorfosi, quando arrivano, bisogna assecondarle.

TESTO: Eletta Revelli

FOTO: Maria Grazia Martino


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