Giusto per non perdere l’abitudine …

Gennaio. La stagione non è certo adatta per uscire a caccia di foglie.

Per la verità neanche a caccia di fiori.

Le foglie giacciono accatastate nei ritagli di prato ai margini delle strade, dove le macchine del comune non riescono a raccoglierle. Accartocciate, umide, ormai tutte uniformate in un colore nocciola tendente al nero, irriconoscibili. Seguono il loro percorso per tornare alla terra.

I fiori sono in rinchiusi nei loro semi, sotto terra, in attesa di germogliare.

Fanno eccezione i fiori da bulbo: le loro foglie cominciano farsi vedere qua e là, foriere della nuova fioritura.

C’è un luogo, nella zona East di Londra, facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici (per la verità, a Londra, qualsiasi luogo è raggiungibile con i mezzi pubblici). Ma questo è particolarmente vicino e ancora non l’ho mai visitato.

Riesco a ritagliare un paio d’ore. Deve essere il posto giusto per osservare la fioritura dei fiori invernali da bulbo.

E’ un parco, o meglio, dal 2000, una riserva naturale, costituitasi in un cimitero storico, in uso dal 1841 al 1966 nella zona  London Borough of Tower Hamlets

(East London). Si tratta del Tower Hamlets Cemetery Park una delle tante aree verdi che caratterizzano la capitale. E, da quanto ho capito al sito degli amici e volontari che se ne occupano, è il posto giusto dove vedere la fioritura delle piante da bulbo invernali.

Ma è un’area verde molto particolare. I fiori ci sono e sono già in fiore, Non è facile fotografarli. La giornata è fredda ma molto luminosa. I contrasti di luce molto forti.

Le fioriture sono disseminate dovunque, negli spazi erbosi e tra le centinaia e centinaia di lapidi che si susseguono per ettari tra gli alberi. Ogni lapide reca una scritta. Ogni lapide è la storia di una vita vissuta. Centoventi anni di storie. Chissà quante di queste persone hanno eredi in giro per la città. Sicuramente non manca loro l’omaggio di un fiore. E non manca la presenza umana: le persone passeggiano, sono sedute a chiacchierare sulle panchine approfittando del sole, vengono anche per seguire brevi corsi per imparare a piantare bulbi, edicati a grandi e piccoli.

Triste? Decisamente no. Piuttosto lo definirei un luogo di pace nel bel mezzo di un quartiere popolare. Un luogo dove stare a contatto con la natura e con la storia (come testimonia in modo esplicito la targa che commemora i caduti durante i bombardamenti della città durane la seconda guerra mondiale).

Un luogo dove tornare con la bella stagione per scoprire quali altri bulbi fioriranno (con sicurezza ho riconosciuto solo i bucaneve)! E per riconoscere gli alberi, naturalmente.

Un luogo dove apprezzare la lungimiranza di una amministrazione che preserva e prevede spazi vedi anche nelle zone popolari e periferiche.

 

TESTO E FOTO: Rosa Rossi


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