GIOCO DI MANO, GIOCO DI VILLANO

Gioco di mano, gioco di villano.

Così dice un vecchio proverbio, un modo di dire che si deve assolutamente dimenticare non appena si varca la soglia del Museo Tattile di Varese. Chi entra convinto di dover mantenere la distanza dalle opere esposte non ha ancora capito che si tratta di un museo speciale. In questo luogo espositivo, infatti, le mani la fanno da padrone: scivolano ovunque, toccano, palpano, piegano, strusciano, insomma cercano in tutti i modi di aiutare il cervello nell’identificazione degli oggetti.

Perché quando si entra nel Museo Tattile di Varese, gli occhi si devono lasciare fuori …

Ci si immerge in un mondo dove non si vede più, bisogna fingersi un non vedente coprendo gli occhi con una mascherina nera e lasciandosi spostare nello spazio dalla guida del museo che  accompagna i visitatori alla scoperta di oggetti, alla vista banalissimi, ma al tatto non altrettanto.

Il museo, unico in Europa, offre una collezione di modellini di legno che riproducono celebri architetture mondiali e italiane, come il Pont du Gard di Nimes e Castel del Monte di Bari, ma anche riproduzioni in scala di ambienti costieri, fluviali, urbani.

Ce n’è davvero per tutti i gusti, o meglio per tutti i tatti …

Un museo in cui si ride e anche tanto: non è necessario osservare in silenzio: si può toccare e anche ridere dei propri errori, spesso madornali. Perché non è per niente facile riconoscere con una sola mano, ad esempio, anche una banalissima candela …

La visita prevede anche un percorso sonoro e olfattivo in cui, oltre a manipolare, si deve anche ascoltare e annusare. Ci sono inoltre tanti famosissimi giochi rivisitati in chiave “tattica”: c’è uno stupendo Memory fatto con pezzi di stoffa a cui sono incollati oggetti di uso comune, si deve abbinare palpando le carte e riconoscendo la forma ad esempio di due mollette dei panni, due conchiglie, due bottoni e tanti altri manufatti. Ci sono alcuni Domino realizzati con piccole assi di legno su cui sono stati applicati bottoni, sassi, materiali spugnosi o leggermente abrasivi, il tutto per stimolare il cervello a riconoscere gli accoppiamenti.

Il museo ospita anche allestimenti temporanei e così può capitare di camminare sopra un’enorme tabella dello Scarabeo, quel gioco in scatola in cui si incrociano le parole, e di buttarsi subito a giocare con le lettere che, in questo caso, non sono microscopiche ma sono diventate quadrati di almeno 20x20cm.

Una visita in questo museo è davvero divertente: si possono trascorrere alcune ore piacevolissime giocando. Meglio ancora se si va in tanti, bambini e adulti: giocando in compagnia il divertimento è assicurato!

Le vostre impronte digitali andranno ad aggiungersi a quelle di ben 13.000 visitatori che, nei cinque anni di attività del museo, hanno toccato tutto il toccabile. Ed è anche un’occasione preziosa per accostarsi allo sconosciuto mondo dei non vedenti. Ed è proprio questo è il messaggio più importante del Museo Tattile di Varese, perché quando si esce, si guarda il mondo circostante in modo diverso e più consapevole.

 

TESTO E FOTO: Eletta Revelli


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