Giochi d’altri tempi: le famiglie della foresta

La Fabbrica dei Giocattoli sarà una grande sorpresa!

Non ci saranno giochi industriali.

Non ci sarà plastica.

Non ci sarà nulla di prevedibile.

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La fabbrica sarà una ‘fabbrica’ d’altri tempi,  quando la parola indicava il laboratorio dove un artigiano (un faber, per la precisione!) costruiva un oggetto, con il materiale prescelto, con la sua abilità manuale e la sua creatività.

Nella fabbrica troverete tanti materiali diversi (vegetali e di recupero).

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Gli Aiutanti di Babbo Natale vi guideranno nello scoprire come usarli per costruire qualcosa.

Che cosa? Questo dovete deciderlo voi!

Insomma La Fabbrica dei Giocattoli sarà uno spazio dedicato al gioco e al giocattolo artigianale, naturale, creativo. Senza prodotti preconfezionati, senza plastica, senza numeri di serie.

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Dunque, potreste chiederci, è indispensabile eliminare tutto il resto? Idealmente sì, certo, ma nella realtà si tratta di una scelta difficilmente percorribile al 100%. Si può, ma è una scelta radicale che solo pochi si sentono di perseguire fino in fondo.

Proviamo a proporvi una scelta intermedia.

La ricetta: rovistare, scovare, spulciare, snidare, scoprire …

Dove?

Indicazioni possibili: scatole e scatoloni, cassetti e cassettini, casse e cassapanche, vecchi armadi, ecc.  Insomma gli spazi dove sono state accatastate alla rinfusa tutte le vecchie cose che dispiaceva buttare ma che sono rimaste ignorate per anni e anni. Preferibilmente in cantina o a casa dei nonni.

Potrebbero uscirne sorprese molto interessanti!

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A noi è capitato! Sapete perché? Perché, in tutto questo lavorio che precede l’apertura della Fabbrica dei Giocattoli, ci siamo trovati a riflettere sul gioco, sui giocattoli, su come giocavamo e sui nostri giochi di bambini. E allora, mentre continuiamo a preparare progetti, prototipi e affini per giocare con voi, ci siamo divertiti a cercare, rovistare e riportare alla luce vecchie cose abbandonate … perché, ci siamo detti, non è divertente riscoprire i giochi dei nonni e dei genitori?

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E la cosa più divertente è che ognuno di voi può fare l’esperimento e ritrovarsi con veri tesori tra le mani. Di plastica, nella maggior parte dei casi, certo. Ma, in generale, è preferibile riutilizzare ciò che è stato fatto in plastica, venti, trenta, quaranta anni fa, piuttosto che smaltirlo oggi.

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Con questo esperimento avrete la possibilità di ricostruire un pezzetto di storia. La storia dei giocattoli.

Noi lo abbiamo fatto.

Ed ecco a voi, il primo risultato: alcuni orsacchiotti!

 

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Riscoperti in mezzo a tanti altri oggetti del passato, li abbiamo ripuliti dalla polvere, riportati alla luce. Guardandoli e riguardandoli, ci sono venuti in mente i giochi degli anni Ottanta, i vestitini (spariti chissà dove!), i capricci dei figli piccoli che avrebbero voluto altri personaggi (e magari anche la casetta con tutti gli oggetti in bell’ordine), i giochi trasformati in pupazzi animati nelle serie televisive che i pupazzi hanno ispirato, l’orario dedicato ad assistere a queste serie animate!

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Alla scoperta è seguita la ricerca: chi sono? Come si chiamavano? E qui interviene il motore di ricerca (oggi, anche un bambino di sei, sette anni sa fare una ricerca così! Si cercano le foto, dalle foto si risale all’industria – perché la fabbrica moderna è un’industria dove si produce in serie! – e il gioco è fatto).

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Ecco, li abbiamo trovati: gli orsacchiotti (anche un coniglietto, per la verità!) sono esemplari di una delle tante famiglie di Sylvanian Families (il nome è derivato da silva, ‘foresta’ in latino) create dalla compagnia giapponese Epoch  nel 1985 e distribuiti in tutto il mondo (un fenomeno di globalizzazione!). La Enoch produsse numerosissime famiglie diverse con accessori di tutti i tipi. Furono inoltre prodotte numerose adattazioni animate ispirate alle storie delle ‘famiglie della foresta’ (negli USA, in UK e in Giappone). Insomma, era un popolo di animaletti di plastica vellutata (Flocked Plastic), entrati nelle case di milioni e milioni di bambini a suggerire l’ambiente del bosco animato da bestioline umanizzate. Una favola moderna, in poche parole.

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Ora che li abbiamo ritrovati, decidiamo di vestirli a nuovo: qualche scampolo di tessuto, prendiamo le misure, disegniamo, tagliamo, cuciamo e li vestiamo a nuovo. Sono pronti per animare i giochi, oggi come ieri.

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Buttarli perché sono di plastica? No, decisamente, no! Molto meglio riportarli al loro originario ruolo di giochi attorno ai quali costruire storie, sempre nuove anche se sempre – più o meno – le stesse, come tutte le favole dai tempi più antichi fino ad oggi.

 


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3 pensieri riguardo “Giochi d’altri tempi: le famiglie della foresta

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