Giochi d’altri tempi, giochi di memoria

Ci sono a volte nelle case piccoli oggetti che sono stati sempre lì, che in qualche modo sono parte integrante della casa stessa. E’ il caso di un contenitore di vetro, piuttosto elaborato e, quanto a decorazione di metallo (ottone, mi pare) su pesante vetro verde, decisamente pretenzioso, che funge da soprammobile a casa di mia suocera da sempre, per quel che ricordo (ormai  – fa quasi impressione dirlo – quasi mezzo secolo). Da quanto si trova lì? Da dove proviene? Cosa contiene?

Un giorno, quasi per caso, mentre si chiacchiera del più e del meno, in modo automatico, lo apro. Ne esce di tutto: vecchi biglietti da visita, una presa mal funzionante, i cocci di qualche bomboniera rotta messi lì chissà quando, insomma un campionario di quelle cose che non si sa dove mettere – pensando ‘poi lo aggiusto’, oppure ‘potrebbe ancora servire’ – e che sul più bello ci si rende conto che sono diventate un ‘campionario minimo’ della storia della casa.

Una volta iniziato il gioco, spinta dalla curiosità, svuoto completamente il contenitore e, ben riposte sul fondo, scopro un piccolo tesoro: una serie di biglie di vetro.

Detto fatto: la conversazione si sposta, immediatamente, sulle biglie. Emergono ricordi, giochi e compagni di giochi, regole, vere o presunte, insomma uno spaccato del mondo dell’infanzia tutto concentrato in queste biglie di vetro.

Le mettiamo in bell’ordine su un panno: tutti le guardano, le rigirano tra le mani, cambiano di posizione. Qualcuno prende un vecchissimo posacenere di pesante vetro verde (un regalo d’altri tempi? nessuno ricorda a chi appartenesse e come sia arrivato in casa), che sembra fatto apposta per accoglierle e ricostruiamo per un attimo un piccolo mondo senza plastica!

Prima di riporle nel fondo del contenitore l’attenzione si concentra sul contenitore stesso: l’effigie di Napoleone sul coperchio e le immagini classicheggianti sui lati fanno pensare ad una riproduzione di inizio Novecento di un oggetto di epoca napoleonica. Chissà, anche questo meriterebbe un approfondimento!

Insomma: aprire una scatola di vetro può diventare un gioco di memoria e la ricostruzione di un piccolo angolo di storia, non solo familiare. Per curiosità, prima di chiudere questo piccolo scritto, ho fatto una veloce ricerca e ho scoperto una quantità di siti che si occupano di ‘giochi d’altri tempi: storia, regole, materiali, collezioni . Un mondo intero di cui salvaguardare la memoria, grazie alla tecnologia moderna (un grazie ad Apple per le foto da iPhone, a Google per la ricerca on line)!

TESTO E FOTO: Rosa Rossi – No Serial Number


Sei un artista o un artigiano o semplicemente ti occupi di sostenibilità e di realtà sostenibili? Vuoi che No Serial Number Italia dedichi uno spazio alla tua attività? Vuoi sottoporre a No Serial Number Italia un articolo? Scrivi a noserialnumberitaly@gmail.com

Puoi contattarci via Facebook e Instagram

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *